<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011</id><updated>2012-02-12T11:01:39.389+01:00</updated><title type='text'>IL SILENZIO E LE PAROLE</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>109</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1234709754971835778</id><published>2012-02-12T10:30:00.003+01:00</published><updated>2012-02-12T11:01:39.396+01:00</updated><title type='text'>Rincorrere  il  tempo ?</title><content type='html'>Il senso cambia secondo la voce o lo sguardo di chi ti parla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Network, stampa, discorsi comuni oggi fanno emergere la tensione del vivere, la preoccupazione di non farcela, si è sempre in ritardo, impegni, scadenze..., per molti anche il nulla che accade nell'attesa di ciò che è più necessario, è ansia, è rincorrere il tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Questa inquietudine assilla, modifica le ore scandite dal giorno e dalla notte e il nostro modo di essere e di guardare il mondo; ci toglie il presente, c'è sempre un motivo per rincorrere il tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Ma quanto rimane del "mio" tempo ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Non offro soluzioni, mi chiedo soltanto se sia possibile trascendere questa situazione malata, riappropriarsi almeno spiritualmente di un presente più alto nel quale ritrovare i valori, ora offesi di giustizia, di dignità.., ritrovarli nel silenzio della nostra anima integri, incontaminati, vivi nonostante gli affronti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     "Rincorrere il tempo", ma anche trovare il coraggio di  "Lasciarci accompagnare dal tempo". Sa subito di pace. Accompagnare non è condurre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Può essere un pensiero che sorprende, difficile da accettare, ma non superficiale. Nessuna contrapposizione, realtà che possono convivere, necessarie l'una all'altra: però se la si accetta, quest'ultima deve trovare spazio interiore di vita, l'importanza e la luce che le spettano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     In un'unica modalità di essere tutte e due ci appartengono, coesistono, l'una più viscerale, è la necessità, l'urgenza di ciò che accade e a cui dobbiamo far fronte, l'altra il respiro alto della vita, la fiducia nel nuovo che sopravviene e non conosciamo, e a cui non vogliamo rinunciare. Il non venir meno alla volontà di esere uomo nella complessità della persona e, se credente, non venir meno alla speranza *" malgrado le apparenze, che la storia umana avrà un destino finale positivo, di bene."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     *&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Gianni Gasparini - Servitium n.198&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1234709754971835778?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1234709754971835778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2012/02/rincorrere-il-tempo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1234709754971835778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1234709754971835778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2012/02/rincorrere-il-tempo.html' title='Rincorrere  il  tempo ?'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2824071178245847475</id><published>2012-01-21T17:54:00.003+01:00</published><updated>2012-01-21T18:18:38.707+01:00</updated><title type='text'>L'accompagnamento  mancato  ( 50° di  Q. di L.)</title><content type='html'>( Segue da 49° di Q. di L. )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....chiede di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso al malato: forse vorrebbe incontrare una persona capace di cogliere ciò che egli prova, una persona che stia dalla sua parte, che viva il turbamento per quanto gli accade e porti in &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sé&lt;/span&gt; la speranza da sempre presente in ogni uomo: che qualcosa in fondo continui. Perciò ti ascolta, ma si chiede chi tu sia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;autenticamente&lt;/span&gt;, come ti poni davanti a ciò che gli succede, il senso del tuo sorriso, della tua quiete; se c'è verità nei tuoi occhi. Ogni volta ti senti inadeguato, eppure ogni volta speri di vedere nel suo volto l'espressione di un bene scambiato, un riflesso di luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la sola presenza può dire al malato che qualcuno vuole vivere vicino a lui i momenti di dolore esclusivo, di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;allontanamento&lt;/span&gt;, di solitudine totale; l'esperienza di abbandonare e di essere abbandonati. ( "Dio mio, Dio mio &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;perché&lt;/span&gt; mi hai abbandonato ? ...Mt.27,46 )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho letto "..La speranza di un venerdì Santo, che sa che non conoscerà mai lo scampanio della domenica di Pasqua" (A. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Neher&lt;/span&gt;), dunque un tempo che non concede preannuncio alcuno della "Festa", che tuttavia avverrà. Penso con affetto alla "mia" malata sconosciuta, forse questo soltanto mi avrebbe chiesto: aiutarla a traghettare, almeno con un filo di speranza, le ultime ore del Venerdì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2824071178245847475?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2824071178245847475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2012/01/laccompagnamento-mancato-50-di-q-di-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2824071178245847475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2824071178245847475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2012/01/laccompagnamento-mancato-50-di-q-di-l.html' title='L&apos;accompagnamento  mancato  ( 50° di  Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-773307812701380159</id><published>2012-01-14T15:20:00.003+01:00</published><updated>2012-01-14T15:48:48.183+01:00</updated><title type='text'>L'accompagnamento  mancato (49° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>Arrivo puntuale al primo incontro. Parcheggio, pochi passi a piedi e sono davanti al civico 51. La porta di ingresso della casa popolare è a vetri: appesa una coccarda argento, sotto un nome e un cognome. Allibito; rileggo, mi avvicino di più, rileggo ancora. Provo dolore, non salgo. A passi lenti ritorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Non conosco la malata e da subito mi chiedo perché tanto dispiacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Non la conosco ma, come di consueto, prima dell'incontro l'infermiera me ne ha parlato: separata, il figlio 23 anni con grave handicap non mentale (vuole vivere con lei perché papà vive con un'altra), il tumore, le difficoltà economiche. Si ritira col figlio nella casa dei genitori, il vecchio è malato. Una donna morente vive il dolore di figlia che sa, con la sua morte, di rendere amara la vecchiaia dei genitori; di madre che vede il figlio abbandonato e non lo può più aiutare né proteggere; di sposa disillusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Lo stato di salute è giunto alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;insopportabilità&lt;/span&gt; anche delle cose più piccole. Ma la storia di ogni malattia non può mai essere isolata, è un intreccio con quella di tutta la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Vorrei esserci arrivato prima in quella famiglia anche se ancora adesso non so immaginare una soluzione, né le parole da dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     A volte sono la simpatia o la sensibilità che collimano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;spontaneamente&lt;/span&gt; a rendere piacevole una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;conversazione&lt;/span&gt;, interessi o esperienze comuni, oppure il piacere di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;intrattenersi&lt;/span&gt; ad un certo livello di competenze specifiche o culturali,...secondo la propensione di ciascuno,  tutto ciò è importante nell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;.  Ma l'evento della fine, nel suo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;approssimarsi&lt;/span&gt; chiede di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Continua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-773307812701380159?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/773307812701380159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2012/01/laccompagnamento-mancato-49-di-quaderno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/773307812701380159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/773307812701380159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2012/01/laccompagnamento-mancato-49-di-quaderno.html' title='L&apos;accompagnamento  mancato (49° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-9110873564384092378</id><published>2011-12-14T17:30:00.003+01:00</published><updated>2011-12-14T17:56:54.033+01:00</updated><title type='text'>La   bellezza</title><content type='html'>Dico a mezza voce "divento vecchio e sono più sensibile alla bellezza", si parla in famiglia così per confidarsi, dire come ci si sente, come si cambia. Parole sincere però, la bellezza è sempre tonificante. Poco tempo e a qualcuno viene in mente di chiedermene conto, il come, il perché, il senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Già me lo ero chiesto io, alla mia età &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sto&lt;/span&gt; in allerta a vedere dove la vita mi conduce, quali novità mi accadono, forse senza che me ne accorga. E' bello ricevere una domanda così esplicita e inattesa, intrisa di attenzione e insieme di interesse autentico a ciò che cambia. So che mi sarà difficile esprimere come percepisco la bellezza, come la vivo e tuttavia mi soffermo volentieri, con semplicità, senza sfide, senza pretesa di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;generalizzare&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Ho scritto un elenco di riflessioni, ad alcune non avevo mai pensato prima, potrebbero &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;interessarmi&lt;/span&gt;. Cancello, parlano della bellezza non dicono la risposta più intima a chi me l'ha chiesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Quando appare, nelle grandi o nelle piccole occasioni, la bellezza mi sorprende sempre, diventa subito compagna del mio cammino, è viva la bellezza e mi sospinge a un rapporto interiore più alto; a volte il suo mostrarsi induce al silenzio, all'attesa, non so se di qualcosa di nuovo oppure di qualcosa che ancora continua. La bellezza sembra superare &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sé&lt;/span&gt; stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     L'incontro con ogni bellezza allieta e mi rimanda a sperarne altra; mi è difficile però &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;comprenderne&lt;/span&gt; a fondo gli echi che si rincorrono nella mente e nel cuore, certo non può ridursi tutto alle emozioni. Non so dare risposta a me stesso e non credo perciò di aver dato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;soddisfazione&lt;/span&gt; alla domanda che Giovanni mi ha rivolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Mi fermo qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Dicevo "divento vecchio" (già lo sono), forse ho più bisogno della bellezza perché ho più bisogno di Dio...e di tutti, di tutti insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Guardo il calendario, tra pochi giorni è Natale: un augurio "bello" e affettuoso ai miei pochi lettori, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;accompagnato&lt;/span&gt; dalla gioia annunciata dagli Angeli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-9110873564384092378?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/9110873564384092378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/12/la-bellezza.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9110873564384092378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9110873564384092378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/12/la-bellezza.html' title='La   bellezza'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-759383451069393483</id><published>2011-12-03T17:53:00.006+01:00</published><updated>2011-12-06T14:26:24.127+01:00</updated><title type='text'>Il  silenzio</title><content type='html'>( Cecilia Covini - Arma di Taggia, marzo 2005 )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando  non  rispondi alle offese&lt;br /&gt;quando non  reclami i tuoi diritti&lt;br /&gt;             quando lasci a Dio la difesa del tuo onore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         il silenzio  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mitezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando  non  riveli le colpe dei fratelli&lt;br /&gt;             quando perdoni senza indagare nel passato&lt;br /&gt;             quando non  condanni ma intercedi nell'intimo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         il silenzio  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è misericordia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando  soffri senza lamentarti&lt;br /&gt;             quando non  cerchi consolazione dagli uomini&lt;br /&gt;             quando non  intervieni ma attendi che il seme germogli lentamente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         il silenzio  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è pazienza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando  taci per lasciar emergere i fratelli&lt;br /&gt;             quando celi nel riserbo i doni di Dio&lt;br /&gt;             quando lasci che il tuo agire sia interpretato male&lt;br /&gt;             quando lasci ad altri la gloria dell'impresa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         il silenzio  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è umiltà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando  taci perché è Lui che agisce&lt;br /&gt;             quando rinunci ai suoni, alle voci del mondo per stare alla sua presenza&lt;br /&gt;             quando non cerchi comprensione perché ti basta essere conosciuto da Lui&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                        il silenzio  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è fede&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando  abbracci la Croce senza chiedere "perché ?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         il silenzio  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è adorazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SI  FA  SILENZIO  PER  ASCOLTARE  DIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-759383451069393483?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/759383451069393483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/12/il-silenzio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/759383451069393483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/759383451069393483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/12/il-silenzio.html' title='Il  silenzio'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-754800407570685517</id><published>2011-11-15T09:37:00.002+01:00</published><updated>2011-11-15T10:05:33.574+01:00</updated><title type='text'>L'amore  gridato ( 48° di Q. d L. )</title><content type='html'>( età 58, operaio, moglie, figlio, figlia, tre nipoti )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    La settimana scorsa è migliorato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sensibilmente&lt;/span&gt;, sino a sedersi al tavolo di cucina, finalmente senza sondino, a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;intrattenersi&lt;/span&gt;, bere e mangiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    La speranza si infiamma, poi l'oncologo dice che l'innesto è riuscito. Il terzo innesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Da qualche giorno volge al peggio. Si mettono a punto le visite &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;specialistiche&lt;/span&gt;, i passi obbligati della burocrazia, si fanno previsioni, si riparla anche di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;hospice&lt;/span&gt;...Lui ascolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Interrompo il suo silenzio con una frase scontata.&lt;br /&gt;   &lt;span style="font-style: italic;"&gt; " Quando si è importanti si muovono molte persone ".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;" Importante chi, io? "&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    La figlia non lascia terminare la frase e a voce alta&lt;br /&gt;    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;" Si, importante! "&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Lui mugugna, contesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   La figlia incalza, urla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;" Si, importante per noi, cosa pensi che sei, una merda? Invece no, per&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;    noi  sei importante, importante! "&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;" Ma cosa gridi adesso? "&lt;/span&gt; e si accoccola, tira il &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;lenzuolo&lt;/span&gt; quasi sugli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Più che una carezza, più di parole forbite, l'abbraccio, l'amore gridato; se l'è sentito &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;scaraventato&lt;/span&gt; addosso pulsante, coraggioso; se ne è avvolto tutto a goderne il tepore come in una coperta che protegge, cara da sempre, cara più di ogni cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    E' l'amore dei suoi, di questa bellissima famiglia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-754800407570685517?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/754800407570685517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/11/lamore-gridato-48-di-q-d-l.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/754800407570685517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/754800407570685517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/11/lamore-gridato-48-di-q-d-l.html' title='L&apos;amore  gridato ( 48° di Q. d L. )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-9198880545070442719</id><published>2011-11-05T16:38:00.003+01:00</published><updated>2011-11-05T17:03:36.400+01:00</updated><title type='text'>PASSAGGI,   GESTO,   TERRA,  ....</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;            PASSAGGI,    GESTO,    TERRA,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;                            &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;TRASFORMAZIONE&lt;/span&gt;,    PELLE,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;                             RICERCA,    MANI,    AZIONE,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;                             DISCIPLINA,    ESPRESSIONE,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;                        &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;LIBERTA&lt;/span&gt;',    CONTATTO,    OCCHI,   ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       Parole a caratteri grandi, in nero sulla parete bianca.  E' l'ingresso di una società sportiva, se entri non puoi non leggerle.  Costruzione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;grammaticale&lt;/span&gt; compatta, quasi mozzafiato.  Parole non gettate a caso sul muro, ciascuna isolata, in apparente solitudine l'una cucita all'altra.  Sento che qualcosa mi manca, forse una vena di dolcezza, vorrei leggerle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;accompagnate&lt;/span&gt; da parole più umane, di quelle anche taciute ma che stanno nel cuore di ognuno a dire sorriso, accoglienza, bisogno di volerci bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       Tante persone passano, giovani, genitori e leggendo possono sognare speranza di sicurezza, di forza, promesse di conquista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        Il fatto è che le esperienze che abbiamo alle spalle inducono a volte a scorgere in filigrana un pensiero, un senso nascosto, alla mia età risuona l'eco di uno stile già conosciuto.   Chissà se anche ad altri guardando quella parete bianca è accaduto, per alcuni istanti, di farsi seri in volto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        Oltre il primo impatto,più quieto osservo. La gente passa e non legge, ha in mente altro, va di fretta oppure si ferma premurosa a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;intrattenere&lt;/span&gt; il bambino, o mentre esce si da voce per ritrovarsi..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Intanto la vita continua in tutte le sue &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;potenzialità&lt;/span&gt;, forse in una forte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; del contesto critico attuale e del bisogno di evadere..., ma questo mi sta a cuore: la speranza che il rumore e le grida di ciò che è accaduto prima nel mondo, non scivolino nel silenzio del tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-9198880545070442719?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/9198880545070442719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/11/passaggi-gesto-terra.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9198880545070442719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9198880545070442719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/11/passaggi-gesto-terra.html' title='PASSAGGI,   GESTO,   TERRA,  ....'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-6828319218671259171</id><published>2011-10-28T14:50:00.003+02:00</published><updated>2011-10-28T15:47:02.032+02:00</updated><title type='text'>Dario, il mio amico  (47° di Q. di L.)</title><content type='html'>( segue da 46° di Q. di L.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Vedo Dario ansimare, è sconvolto; si agita in modo scomposto, a scatti afferra e ripone la maschera dell'ossigeno, il viso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;congestionato&lt;/span&gt; esprime sofferenza e paura. Impreca. La moglie è tranquilla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"... E' sempre stato un tipo nervoso..."&lt;/span&gt;. Evidente quanto sia alta la soglia del pericolo. Telefono subito al medico: 25 gocce sublinguali e 60 diluite e iniettate nel sondino. Pochi minuti, la crisi si avvia a &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;soluzione&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Sopraggiungono&lt;/span&gt; la dottoressa e l'infermiera e ritengo opportuno lasciare la casa. Ancora un saluto quieto, affettuoso anche da parte sua, accenna un sorriso, un grazie. Ora ha la forza di parlare con il laringofono. Il forte spavento induce Dario ad accettare senza indugi il ricovero all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Hospice&lt;/span&gt; dove, pur &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;perfettamente&lt;/span&gt; assistito, spirerà la settimana dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Riascolto mentalmente la lentezza faticosa del suono sommesso, la voce non permetteva di più, lo svolgersi di parole chiare, distinte: la bestemmia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;          Sgomento; sorpresa, dolore, sofferenza , speranza, paura, amore, grido e silenzio, stati d'animo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;contrastanti&lt;/span&gt;, sensazioni, non c'è tempo per descrivere &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;né&lt;/span&gt; per riordinare, in me è un sentire unico nel bagliore di un attimo, in uno sguardo che vaga alla ricerca di Dio, in quella stanza. In punto di morte quasi una sfida a viso aperto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            Ho avuto la percezione della presenza non visibile ma reale di Dio. Persone, cose, in uno spazio interamente posseduto, colmo, allagato da Dio, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;improvvisamente&lt;/span&gt; unica realtà e riferimento assoluto. Senza parola, la sola presenza interpella. Nessuna via di fuga, nessun tempo che passa, tutto in attesa, immobilità dovuta. Attorno la realtà immutata, l'interesse e l'affetto verso il malato e insieme il disagio, la repulsione fisica per ciò che osservi e aggredisce, ma priva del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;coinvolgimento&lt;/span&gt; di prima, vi è distacco, tutto è sospeso, proiettato come in uno sfondo, nell'ombra. Non ho mai bestemmiato (non è un vanto), eppure davanti all'Immenso c'ero &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;anch&lt;/span&gt;'io in quella bestemmia, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;anch&lt;/span&gt;'io nel male del mondo.  Prima zitto, mi sono ritrovato a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;supplicarLo&lt;/span&gt; al plurale, "noi due", io in prima persona a contraddire l'ovvietà, in nome di un perdono che tante volte ho ricevuto e mi ha salvato; pregavamo, io e Dario &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;inconsapevolmente&lt;/span&gt; con me. Il Signore che mi ha voluto tanto bene, non può non perdonarmi anche la colpa che ho nel mio compagno malato, non può non perdonare anche a lui e salvarlo come ha salvato me. Gli ho ricordato che per questo è stato sulla croce. Al nostro parlare m'è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;parso&lt;/span&gt; aggiungersi una voce. Ho ricordato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Emmaus&lt;/span&gt;. Quando il Signore mi chiamerà vedrò Dario nella luce dei Santi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           La conversione, il pentimento...il catechismo? Non so, ma mi chiedo perché Gesù, che per anni ha annunciato con fermezza il Regno, abbia sentito il bisogno sulla Croce di amarci (oserei dire) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"oltre"&lt;/span&gt; l'Annuncio e pregare con le parole &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           Verso casa una via quieta, pochi passanti e poche macchine, e ripenso attonito all'amore e alla gloria di Dio nel segreto del quotidiano: in quella stanza scomposta un malato, una inferma di mente, un volontario. Accetto l'ironia di chi non crede, la compiacente perplessità dello psicologo; ma davanti a certe morti e certe esistenze, al tempo che chiude, capriccioso e sempre muto...o Dio c'è, il Dio di Gesù, oppure tutto non ha senso. Però la Fede non è una resa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            Signore spiegami più a fondo che cosa mi è accaduto oggi. Ti sono grato eppure ho timore, ho bisogni di chiederti perdono e bisogno di lodarti. Ma quali parole, dove troverò ciò che è degno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;             " Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore "&lt;/span&gt; ( salmo 115,13 )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-6828319218671259171?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/6828319218671259171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/10/dario-il-mio-amico-47-di-q-di-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6828319218671259171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6828319218671259171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/10/dario-il-mio-amico-47-di-q-di-l.html' title='Dario, il mio amico  (47° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-5807395920321877437</id><published>2011-10-14T09:00:00.006+02:00</published><updated>2011-10-22T16:08:18.434+02:00</updated><title type='text'>Dario, il mio amico  (46° di Q. di L.)</title><content type='html'>La nostra relazione costituisce un'oasi di quiete, si fa sempre più personale e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;interessante&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;; Dario mi chiede di darci del tu. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Improvvisamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; da un contesto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;assolutamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; concreto, un'esperienza spirituale forte nel momento più delicato della crisi. Non tratteggio le ricadute ambientali che la malattia e la situazione particolare comportano, anche se ciò &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;permetterebbe&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; di cogliere più viva l'intensità dei fatti. Le condizioni di Dario esigono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;sorveglianza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; continua, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;praticamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; inattuabile in famiglia. Una scheda breve, ed eludo come di consueto, ogni identità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Malato&lt;br /&gt;   Neoplasia esofago; un'apertura a vista praticata alla base del collo. Non assume cibi, né liquidi per via orale. Lievi emorragie; se accentuate pericolo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;soffocamento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. Afono, quando è in forze parla con l'ausilio del laringofono. Non accetta l'offerta del ricovero all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Hospice&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Moglie&lt;br /&gt;   Inferma di mente da anni, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;inaffidabile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. E' presenza continua e assillante, ora &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;insostenibile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; per il malato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Figlia&lt;br /&gt;   Mostra interesse e cura fattiva, ma assente per necessità negli orari di lavoro e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;durante&lt;/span&gt; i lunghi spostamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Non posso mangiare, bere, non fumare, m'è rimasto un dente qui davanti, sono qui soltanto a aspettare la morte; (pausa,sorride)...eppure mi piace vivere! ...".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Così come lo vedi e ti guarda, le ultime parole sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;insopportabili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. Gli sono vicino, anche se non ho la presunzione di comprendere sino in fondo la sua sofferenza; glielo dico, poi aggiungo che avrei avuto piacere di conoscerlo molto, molto tempo fa; ci saremmo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;scambiati&lt;/span&gt; tante idee, esperienze, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;avremmo&lt;/span&gt; avuto "il piacere di litigare" e il piacere di ritrovarci vicini, ancora insieme come adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Però&lt;/span&gt;, per quanto lo conosco, gli ho detto, vedo altro nella sua realtà. Il bene corrisposto che lo lega alla figlia (annuisce), e il bene che vuole a sua moglie, anche se ora è una presenza ancor più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;problematica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;: non l'ha mai lasciata sola, le ha teso la mano per lunghissimi anni. Gli dico che nella sofferenza si porta dentro anche questo, il bene verso cui tutti ci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;incamminiamo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, qualunque siano le nostre convinzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario, classe 1932. Socialista antico, attivo nella lotta sindacale, idealista, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;contestatore&lt;/span&gt; del suo stesso partito, operaio meccanico &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;specializzato&lt;/span&gt; in missione anche all'estero, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;anticlericale&lt;/span&gt; convinto, ironico e allegro; tante volte abbiamo discusso e riso insieme. Una storia diversa dalla mia, ormai mio amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci salutiamo con la solita cordialità. Esco per ritirare da una ditta &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;specializzata&lt;/span&gt; il laringofono che avevo portato a riparare, e sono di ritorno dopo un'ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedo Dario ansimare, ..&lt;br /&gt;( Segue)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-5807395920321877437?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/5807395920321877437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/10/dario-il-mio-amico-46-di-q-di-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5807395920321877437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5807395920321877437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/10/dario-il-mio-amico-46-di-q-di-l.html' title='Dario, il mio amico  (46° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2777111494394107875</id><published>2011-09-25T18:36:00.004+02:00</published><updated>2011-09-27T17:34:49.234+02:00</updated><title type='text'>Preghiera  di  un soldato  (45° di Q. di L.)</title><content type='html'>&lt;br /&gt;Questa preghiera sembra appartenesse a un soldato americano caduto nella battaglia di Montecassino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Da un'altra trincea, forse quella dell'esperienza,&amp;nbsp; della preghiera anche del mio malato)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senti Dio, vorrei dirti, come stai?...&lt;br /&gt;Vedi, Dio, mi dicevano che tu non esisti e come uno sciocco vi ho creduto.&lt;br /&gt;Ieri sera da una trincea ho veduto il tuo cielo...ho compreso immediatamente che mi avevano detto una bugia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi fossi preso la pena di vedere le cose che tu hai creato avrei capito che quelli non chiamavano le cose con il loro nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io mi domando, Dio, se tu vorresti stringermi la mano.&lt;br /&gt;In qualche modo sento che mi capirai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strano...&amp;nbsp; dovevo venire in questo luogo d'inferno per avere il tempo di vedere il tuo volto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, penso che non vi sia più molto da dire.&lt;br /&gt;Ma sono veramente contento, Dio, di averti incontrato oggi.&lt;br /&gt;Indovino che l'ora zero sarà presto qui: ma non ho paura perché so che tu sei vicino.&lt;br /&gt;Il segnale! Bene, Dio, devo andar via.&lt;br /&gt;Io ti amo molto, molto...questo vorrei che sapessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso, vedi, questa lotta sarà orribile...chissà... &lt;br /&gt;&amp;nbsp;può darsi che io venga stasera a casa tua...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi domando, Dio, sebbene prima io non fossi tuo amico&lt;br /&gt;se mi aspetterai alla tua Porta...&lt;br /&gt;Guarda, io piango... verso lacrime... vorrei averti conosciuto&lt;br /&gt;in tutti questi anni...&lt;br /&gt;Ora devo andare, Dio, arrivederci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strano... da quando ti ho incontrato&lt;br /&gt;non ho più paura di morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2777111494394107875?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2777111494394107875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/09/preghiera-di-un-soldato-45-di-q.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2777111494394107875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2777111494394107875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/09/preghiera-di-un-soldato-45-di-q.html' title='Preghiera  di  un soldato  (45° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3656024077618030549</id><published>2011-07-22T20:49:00.003+02:00</published><updated>2011-09-04T14:48:32.043+02:00</updated><title type='text'>Incontri</title><content type='html'>Santa Maria Maggiore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Luglio inquieto, nubi, tante  nubi per tutti...ma una diversa l'ho incontrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Non è una nuvoletta e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;neppure&lt;/span&gt; un' enormità di nube, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; direi una nube adulta, elegante questo sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    E' apparsa nell'azzurro pulito pulito di oggi, sfolgorante il bianco dei bordi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;frastagliati&lt;/span&gt;, forse li esalta il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;contrappunto&lt;/span&gt; di poche ombre discrete al suo interno, un tratto di maturità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Illuminata da un sole nascosto incanta, è leggera, bella, è libera, disponibile al vento se ne va &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;appoggiata&lt;/span&gt; sul nulla e nulla chiede a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Altre nubi più grandi l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;assorbiranno&lt;/span&gt;, si fonderà, si scioglierà fino a scomparire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Svanirà. Ma non la bellezza che mi ha dato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3656024077618030549?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3656024077618030549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/07/incontri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3656024077618030549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3656024077618030549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/07/incontri.html' title='Incontri'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3276843402853895235</id><published>2011-07-02T08:36:00.003+02:00</published><updated>2011-07-02T09:14:39.639+02:00</updated><title type='text'>Volontario compagno del malato (44° di Q. di L.)</title><content type='html'>(Segue da 43°)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Comprendere il senso delle parole, il tono della voce, lo sguardo, i silenzi: l'ascolto è il cuore dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;. Cerco di rimanere solidale col malato anche quando affiorano divergenze di mentalità, diversità di valori; il rispetto per la libertà dell'altro è condizione e sorgente di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;. Solidale nei momenti più difficili quando, pur nell'assurdità della prova, ti pare di vivere insieme a lui il bisogno di essere accolto in un amore grande dove deporre finalmente la sua stanchezza, la sofferenza sua innanzi tutto, e la tua. E' il bisogno che tutti abbiamo di un amore gratuito, laici e credenti. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Gratuitamente&lt;/span&gt; ci hanno amato i genitori, chi ha fede può dire "il Padre" e da questa esperienza siamo stati iniziati ad amare. Forse la presenza del volontario può essere un segno di questo amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; del malato terminale è occasione e speranza di vivere la fede che incontra la vita nella sua concretezza. I giorni della salute, della forza, non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;suggeriscono&lt;/span&gt; questi pensieri, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'uomo nella prosperità non comprende..."&lt;/span&gt; (Salmo 49,21), ma qui emozioni e sentimenti si condividono, questa realtà ci allinea, ci rende tutti uguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Per il cristiano questo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;volontariato&lt;/span&gt; è ascolto, presenza attiva e al tempo stesso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;contemplazione&lt;/span&gt;, preghiera. Dalla materialità così tangibile di un corpo e delle cose semplici come l'arredo di una stanza, un uomo passa ad una realtà "altra", non più legata alle categorie del tempo, dei sensi.. a una realtà attesa e promessa nel mistero di Dio, "Ritornerò e vi prenderò con me &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;perché&lt;/span&gt; siate anche voi dove sono io" (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Giov&lt;/span&gt;. 14,3). "Qualcuno" che non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;vedo e&lt;/span&gt; non odo è qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Sentiamo parlare di questi mali con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;commiserazione&lt;/span&gt;, a volte ascoltiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;apprezzamento&lt;/span&gt; per i volontari che li seguono, ma chi dice, almeno a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;sè&lt;/span&gt; stesso, nell'animo o in un incontro di amici-fratelli cristiano, della presenza di Gesù, di Maria che intercede &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"nell'ora della nostra morte?"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Ho colleghe e colleghi, alcuni si definiscono "laici", cui mi sento molto legato dall'affetto e dalla stima, dalla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;riconoscenza&lt;/span&gt; per quanto mi hanno dato e coi quali vivo la gioia di ricevere e offrire il bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Sarebbe bello accogliere altri volontari e condividere con loro questa esperienza di amore, vissuta nella fede e nella preghiera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3276843402853895235?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3276843402853895235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/07/volontario-compagno-del-malato-44-di-q.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3276843402853895235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3276843402853895235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/07/volontario-compagno-del-malato-44-di-q.html' title='Volontario compagno del malato (44° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1129410784310749817</id><published>2011-06-20T11:49:00.003+02:00</published><updated>2011-06-20T12:16:07.102+02:00</updated><title type='text'>Volontario  compagno  del  malato (43° di Q. di L.)</title><content type='html'>(Articolo per la parrocchia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Molti pazienti oncologici raggiungono oggi la guarigione o una terapia di controllo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;compatibile&lt;/span&gt; con la normalità della vita. Altri, nella propria abitazione , sono affidati alle "Unità di Cure Palliative Domiciliari" e il volontario può &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;essere invitato&lt;/span&gt; dal personale sanitario, nella distinzione dei ruoli, ad offrire il suo contributo di assistenza. E' &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;subito&lt;/span&gt; chiaro che l'aspetto medico, pur &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;importantissimo&lt;/span&gt;, non è l'unico motivo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;inquietudine&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Col passare dei giorni il malato si accorge di non appartenere più al mondo esterno, che pure era il suo: il lavoro, gli impegni, gli svaghi, le amicizie si rarefanno e presto diventano realtà lontane. I limiti che la malattia impone diventano barriere che isolano. L'affiorare di queste difficoltà, i ricordi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;rappresentano&lt;/span&gt; ogni volta un confronto e un distacco premonitore di "qualcosa" che accadrà, e col pensiero il paziente ripercorre la storia della sua vita, della sua malattia, della sua famiglia; il suo modo di valutare l'esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Il volontario domiciliare offre la sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; a rimanere vicino al malato; in modo figurativo si parla di "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;", cioè di andare insieme, in un contesto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; "umano" non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;professionale&lt;/span&gt;, con il &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;bagaglio&lt;/span&gt; spirituale, culturale e psicologico che ognuno porta con &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;sé&lt;/span&gt;, senza imporlo e senza rinunciarvi. Nessuna finzione dunque, nessun secondo fine. "Accompagno", non conduco: è il malato nella sua strada obbligata a decidere la cadenza del passo, l'arrancare o la sosta; a volte si affretta, non sempre è facile tenerne il ritmo. Il volontario non lo abbandona, ha attenzione e affetto anche per la sua famiglia, per le persone che a qualunque titolo gli sono vicine e soffrono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;solidalmente&lt;/span&gt; con lui, o ne sopportano la presenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     ( segue)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1129410784310749817?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1129410784310749817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/06/volontario-compagno-del-malato-43-di-q.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1129410784310749817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1129410784310749817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/06/volontario-compagno-del-malato-43-di-q.html' title='Volontario  compagno  del  malato (43° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-734300769166790200</id><published>2011-06-11T15:38:00.005+02:00</published><updated>2011-06-11T16:16:31.576+02:00</updated><title type='text'>Figura  di  donna</title><content type='html'>Figura di donna giovane seduta, ritratta di lato. Piedi appoggiati a uno sgabello un po' in là dalla seggiola. In luce viva il collo, i capelli ondulati raccolti alla nuca, e parte delle mani giunte. Viso appena reclinato in avanti a custodire le mani giunte del bambino che tiene sulle ginocchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   E' mia madre, lui mio fratello Francesco, due anni circa. La foto in bianco e nero lo ritrae &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;frontalmente&lt;/span&gt;. Piedi e gambe si agganciano, capelli chiari, braccia ben tornite, in camicia da notte bianca senza maniche; tutto in luce viva, accesa nel vestito scuro della mamma. E' impegnato nella operazione delle sue manine, paffuto e serio di quella serietà innocente che fa sorridere i grandi e li fa pensare. Dietro, un lettino con la rete di corda ai lati, intravedo la tappezzeria del muro, l'anta di un armadio ma tutto è sfumato. Scene nel quotidiano della mia famiglia, anche per me che sono l'ultimo è stato così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Non è poco, la mamma accanto al letto col suo bambino, il respiro unico della preghiera. E' tempo dedicato. Non ho scritto parole da Libro Cuore, è ricordo di dolcezza e di sobrietà, immagine sì d'altri tempi ma la terra buona è scelta di ieri come di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Da lì, dalle mani giunte della mamma e del bambino inizia la "storia della mia preghiera", sempre più personale, e mi accorgo che più che storia "mia" in sostanza è la storia di Gesù in me. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Ricostruirla&lt;/span&gt; a tu per tu con Lui (e con Maria), non scriverla, tentare di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;comprenderne&lt;/span&gt; i significati e viverli; la meraviglia per l'impensabile e il "definitivo" accaduti, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sorprese&lt;/span&gt; ritrovate o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;riconosciute&lt;/span&gt; soltanto ora. Il Signore che non ti abbandona e si fa sempre più vicino, più intimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Anche questo è tempo dedicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Da lì, dalle mani giunte della mamma e del bambino inizia "la storia della mia preghiera"...eppure ho care le parole di S. Agostino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                     " Tardi ti ho amato,.."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-734300769166790200?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/734300769166790200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/06/figura-di-donna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/734300769166790200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/734300769166790200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/06/figura-di-donna.html' title='Figura  di  donna'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7781627110904037623</id><published>2011-06-03T17:56:00.003+02:00</published><updated>2011-06-03T18:17:35.832+02:00</updated><title type='text'>Dedicato a chi è giovane</title><content type='html'>La  voce stessa dice da subito il mio nome e chi mi chiama, la sorpresa, poi sorrisi aperti. Lo trovo in gamba il mio amico Luca, veleggia verso i novanta, sempre sottile, non solo il pensiero, e con la sua bella ironia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     - Luca! Che bello, come stai..&lt;br /&gt;     - Luigi, e tu?&lt;br /&gt;     - Bene, gli dico e tra il serio e il faceto,.. ho 78 anni, sono vecchio..&lt;br /&gt;     - Lui, breve stacco riflessivo,.."aspirante vecchio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Quattro passi insieme, in centro dalle parti di Via Santa Marta, parliamo del più e del meno,..&lt;br /&gt;il piacere dell'incontro, godiamo insieme la sincerità dell'amicizia che non è passata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7781627110904037623?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7781627110904037623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/06/dedicato-chi-e-giovane.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7781627110904037623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7781627110904037623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/06/dedicato-chi-e-giovane.html' title='Dedicato a chi è giovane'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-9158092998810502020</id><published>2011-06-02T15:15:00.004+02:00</published><updated>2011-06-02T15:39:31.465+02:00</updated><title type='text'>Voglia di ricominciare      (42° di Q. di L.)</title><content type='html'>Settembre.&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;     Dopo le ferie la voglia di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ricominciare&lt;/span&gt;. Prima però una pausa di riflessione, un momento di ascolto del Gruppo, per rinsaldare la coesione tra noi, l amicizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Tutti siamo volontari da anni e forse ci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;sfiora&lt;/span&gt; il rischio di riprendere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;automaticamente&lt;/span&gt; l'attività, di mettere in secondo piano i contenuti forti che ci hanno motivato. Sicurezza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;comprensibile&lt;/span&gt;, ma che può affievolire l'apertura a indagare vie nuove nell'ascolto attivo dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;. A fasi ricorrenti può &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ripresentarsi&lt;/span&gt; il rischio di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;professionalizzare&lt;/span&gt; il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;volontariato&lt;/span&gt;, di defilarci dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;coinvolgimento&lt;/span&gt; e dalle relative domande di base. Ne propongo alcune tra le quali scegliere, se si vuole, la pista di riflessione più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;grdita&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Riconosco&lt;/span&gt; nell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; l'umanità del malato e mi sintonizzo con lui in questa dimensione, oppure mi preoccupo per prima cosa del terreno sul &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;quale&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;confrontarmi&lt;/span&gt; ( &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;appartenenza&lt;/span&gt; a ideologie o fedi, livello culturale, sociale..) Quali le conseguenze di tale scelta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Il rispetto dell'umanità del malato esclude qualsiasi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;strumentalizzazione&lt;/span&gt; (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;proselitismo&lt;/span&gt; politico-religioso, problemi familiari..) ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;frequentazione&lt;/span&gt; della sofferenza e della morte influisce sul mio modo di concepire la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;vita&lt;/span&gt;? Sono i miei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;convincimenti&lt;/span&gt; e le mie scelte personali a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;suggerirmene&lt;/span&gt; l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;interpretazione&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Nella storia di un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; sono presenti scenari negativi. E' importante scoprire aspetti positivi nel malato e nei familiari? Si tratta di una ricerca doverosa o soltanto inerente allo stile personale del volontario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     L'immagine corrente del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;volontario è&lt;/span&gt; adeguata, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;sottovalutata&lt;/span&gt;, mitizzata?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-9158092998810502020?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/9158092998810502020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/06/voglia-di-ricominciare-42-di-q-di-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9158092998810502020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9158092998810502020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/06/voglia-di-ricominciare-42-di-q-di-l.html' title='Voglia di ricominciare      (42° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7998638880987237847</id><published>2011-05-21T09:52:00.004+02:00</published><updated>2011-05-21T10:54:43.966+02:00</updated><title type='text'>L'accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana (Q. di L. 41°)</title><content type='html'>(segue da 40°)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Il cammino condiviso può richiedere al volontario la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; ad &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;intrattenersi&lt;/span&gt; con i familiari del malato anche oltre il tempo del decesso. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Particolarmente&lt;/span&gt; chi resta solo a volte manifesta il rammarico di essere ormai abbandonato "anche" dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;volntario&lt;/span&gt;; allora l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; si protrae per una certa durata, sempre nella avvedutezza e nella discrezione del rapporto. Può essere utile in simili circostanze, tentare di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;approfondire&lt;/span&gt; insieme alcune riflessioni per comprendere e aiutare la vita che resta, quando viene a mancare una persona cara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Quotidianamente&lt;/span&gt; televisioni e giornali ci parlano di morti, ma è gente che non conosciamo, forse una lieve emozione e non ci sentiamo coinvolti più di tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Se muore invece chi amavo è uno schianto, la sua presenza mi invade improvvisa, è il suo volto; la sua espressione abituale mi parla di una realtà definitiva e riascolto le parole di ieri, forse di poco fa; accadeva nel tempo. Lui è arrivato, cominciano ad affiorare i "perché", la ricerca di significati; questa morte mi guarda, mi parla della mia morte, ci davamo del tu. Anche la realtà di chi è rimasto solo non è più quella di prima, e non è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;ricostituibile&lt;/span&gt;. C'è un non senso nel pensare e nel dire  frasi di conforto come "deve rifarsi una vita". Nulla da rifare, la vita è unica, può solo continuare nella luce che hai scelto. Anche le novità più belle che i giorni potranno ancora riservare, saranno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;accompagnate&lt;/span&gt; dalle esperienze ormai costitutive di noi stessi. I ricordi non siano nostalgia sterile e ingombrante, ma spunti di vita più matura e ricca. Non dobbiamo dimenticare il passato e neppure mitizzarlo: "è passato" e non può essere richiamato in vita. E' necessaria una disciplina mentale e del cuore: i ricordi sono preziosi se aiutano la vita, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;diversamente&lt;/span&gt; ci si situa fuori dalla realtà, viviamo coi fantasmi...diventiamo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;fantasmi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;abbandoniamo&lt;/span&gt; le persone care che ci hanno lasciato, sono in comunione con noi; possiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;attualizzarne&lt;/span&gt; i ricordi nei loro valori e viverli nella realtà che ci circonda, possiamo sentirle vicine com testimoni invisibili del Regno, compagni sicuri di vita e di preghiera, insomma viviamo anche con loro alla presenza di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Dalla Croce ci è stata donata la maternità di Maria: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Donna ecco tuo figlio"&lt;/span&gt;, e a Giovanni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ecco tua Madre...e da quel momento il discepolo la prese nella sua casa"&lt;/span&gt;. Occorre una pausa di ascolto. Noi preghiamo dicendo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"..Adesso e nell'ora della nostra morte"&lt;/span&gt; e queste parole colgono nel segno l'incertezza della nostra realtà. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Anch&lt;/span&gt;'io non conosco la mia ora, come, con chi o forse solo. Maria è una presenza sicura vicino al mio malato e a me. Come lei vorrei vivere con fiducia, innamorato della vita perché c'è il Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Vorrei saper dire con Santa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Teresa&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Lisieux&lt;/span&gt;: "Nulla accade che Tu non consenta, nulla che Tu consenti è privo di speranza".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7998638880987237847?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7998638880987237847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/05/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario_21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7998638880987237847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7998638880987237847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/05/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario_21.html' title='L&apos;accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana (Q. di L. 41°)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-8050743689281447670</id><published>2011-05-15T15:24:00.003+02:00</published><updated>2011-05-15T16:24:09.804+02:00</updated><title type='text'>L'accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana  (40° di Q. di L.)</title><content type='html'>(segue da 39°)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Fianco a fianco al malato si parla, quando è possibile fa capolino anche il buonumore, si sta zitti insieme, si condivide quello che accade. Col passare dei giorni lo conosci nel suo declinare e anche se la realtà della tua vita non ha niente in comune con lui, non puoi non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;identificarlo&lt;/span&gt; con te stesso. Sei tu quell'uomo che soffre, che si lamenta; che piange nel suo "dolore totale", che dice la sua fede, le sue &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;imprecazioni&lt;/span&gt; , le sue bestemmie, il suo tremendo silenzio: Gesù ha accolto tutto questo e mi chiede di fare altrettanto. Questa è la nuova condizione se voglio pregare, per lui o anche per me soltanto, perché ormai fa parte della mia vita, ci presentiamo insieme davanti al Signore, ciascuno a suo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Ma non voglio tacere una difficoltà grande, un peso che a volte opprime: l'assenza di Dio. Quando il dolore fisico schianta e sembra non avere fine, anche dentro di noi sentiamo una protesta. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Dio basta, non ne posso più, Dio dove sei?" &lt;/span&gt;Non voglio descrivere il dolore fisico &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;perché&lt;/span&gt; il terrorismo psicologico non aiuta la serenità del giudizio, ma con un autore francese (M. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Bellet&lt;/span&gt;) dico &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;anch&lt;/span&gt;'io &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Parole come coraggio, dignità, pazienza in quei momenti vorresti cancellarle dal vocabolario"&lt;/span&gt;. L'assenza di Dio  non è però solo un fatto di oggi. Tutta la storia ne parla e persino la Storia della Salvezza: tra gli ulivi del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Getzemani&lt;/span&gt; nemmeno la supplica del Figlio di Dio ha ricevuto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;soddisfazione&lt;/span&gt;. E dopo la sua morte il mondo non è cambiato. C'è il pericolo che diventi un uragano di pensieri, di dubbi e di ansie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     A mettere pace, la figura di Gesù e le sue parole: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Il mio Regno non è di questo mondo"&lt;/span&gt;. Al limite Gesù domanda &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Volete andarvene anche voi?"&lt;/span&gt;. Sono parole paurose e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;affascinanti&lt;/span&gt;, cui gli apostoli rispondono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Signore, da chi andremo?"&lt;/span&gt;. L'assenza di Dio è un cammino verso una Fede che matura, sempre più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;incomprensibile&lt;/span&gt; e per questo più intima a Dio. Misteriosi i significati profondi delle Scritture e dei percorsi della vita, anche di quella di Gesù, che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;apparentemente&lt;/span&gt; inascoltato dal Padre conclude &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Nelle tue mani consegno il mio spirito".&lt;/span&gt; Anche a noi rimane questo percorso: la Fede fondata sulla sua Parola, che ancora una volta non può essere dimostrata ma soltanto accolta, davanti alla sua passione e morte come davanti alla passione e morte del malato. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Sia fatta la tua volontà"&lt;/span&gt;, perché so che Tu mi vuoi bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Allora accolgo di nuovo il malato e la sua croce, riscrivo sul vocabolario le parole che avevo cancellate &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"coraggio, dignità, pazienza"&lt;/span&gt;, e ne cerco altre, trovo&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"amore, speranza,perdono".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Ho parlato &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;della&lt;/span&gt; morte alla luce della fede cristiana, e la speranza è che si faccia strada in noi l'idea che può esistere anche una relazione di amicizia con la morte: S. Francesco la chiama &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Sorella nostra morte corporale"&lt;/span&gt;. Forse la vera paura che incute la Morte è la paura del "dopo", per i cristiani la paura di non essere tra i salvati. Devo guardarmi dal dimenticare anche una sola parola del Vangelo, ma so che Gesù non ha mai cessato di amarmi, mi ha voluto bene anche mentre mi diceva del Giudizio e dell'Inferno: allora sono parole di amore, non di minaccia. Devo abituarmi ad ascoltarle dal luogo del suo amore, non della mia paura. Nella descrizione della tempesta sedata sul lago di Galilea, le parole di Gesù &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?"&lt;/span&gt; collegano la paura alla mancanza di Fede. Il Signore è sempre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;presente&lt;/span&gt; anche nelle tempeste con la sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;misericordia&lt;/span&gt;. Dunque, se credo, neppure la salvezza del mio malato che dice di non credere, che vive una situazione di disagio...se ho Fede, persino la mia salvezza non è impossibile a Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     (segue)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-8050743689281447670?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/8050743689281447670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/05/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario_15.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8050743689281447670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8050743689281447670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/05/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario_15.html' title='L&apos;accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana  (40° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-834802135962950174</id><published>2011-05-09T14:50:00.002+02:00</published><updated>2011-05-09T15:36:11.030+02:00</updated><title type='text'>L'accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana  (39° di Q.diL.)</title><content type='html'>( segue da 38°)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La prima testimonianza è l'amore per la persona che mi si presenta, il desiderio di accoglierla comunque, senza giudicarla. L'amore guida il malato all'incontro con Dio. Ricordo la frase impressionante e meravigliosa di Levinas &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Non lasciare solo un uomo con la sua morte"&lt;/span&gt;. Non dice di andare a fargli la predica, dice di amarlo; l'amore viene prima dell'annuncio, l'amore può essere annuncio e testimonianza. Madre Teresa di Calcutta fa sua la preghiera del card. Newman: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;" Ti renderemo lode nel modo che cui Tu preferisci, illuminando che ci sta accanto. Fa sì che Ti predichiamo senza predicare."&lt;/span&gt; In questa circostanza si trova spesso anche il volontario. Raramente il colloquio col malato, lo dico con le parole dell'Apostolo, porta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"..a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.."&lt;/span&gt;, quasi sempre si tratta di tacere. Un "seme cresce nel silenzio e nell'oscurità della terra", non imoprta che io lo veda, e non importa se non conosco le conclusioni che Dio trae servendosi di me: la mia stessa opera Gli appartiene, come Gli appartiene il mio malato. In questo silenzio "obbligato" vivo la preghiera e l'ascolto come realtà che si dilata a tutta la vita, anche nell'azione ho bisogno di silenzio, perché Dio mi possa parlare. Ci si può richiamare al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Vegliate e pregate in ogni momento"&lt;/span&gt; del vangelo; parole distinte per un unico modo di essere. Dalla speranza cristiana e da questo amore, non dal dolore e dalla morte, da ciò che è positivo non dal negativo, si fa tenace la volontà di proseguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Questo servizio al malato terminale impone di immergersi e rimanere confinati nella concretezza della sua realtà, sempre uguale e ogni giorno nuova, e tuttavia l'esperienza si fa essenzialmente spirituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Nell'aggravarsi della malattia in quella stanza senti che si sta compiendo qualcosa di insolito e di definitivo. L'ordinario assume la sua imensione vera, qualcuno parla di "trasfigurazione delle cose". Proprio la gravità del malato richiede la normalità del comportamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Non è il caso di esasperare l'idea di vedere Gesù nel fratello malato. Possiamo riconoscerlo, è innegabile, tanto quanto nei nostri familiari, nei passeggeri sull'autobus, nel collega di lavoro. Ma c'è il rischio di enfatizzare: allontaniamo allora da noi una realtà che dobbiamo vivere con normalità "tutta umana" perché possa diventare autenticamente evangelica. Amo quell'uomo malato perché è un uomo (non perché in lui vedo Gesù, che pure c'è). Questa posizione è umiliante non solo per chi non condivide la Fede. Ogni uomo vuole essere considerato e amato per quello che è, non per quello che può rappresentare; instauriamo una relazione umana non sincera e non in obbedienza al comando di Gesù. Il riferimento evangelico è la parabola del  Samaritano, il quale ha visto nel ferito soltanto un uomo, quell'uomo, non l'immagine di Dio. Gesù mi dice: "Vai e fai altrettanto". Solo più tardi, con sorpresa, ascolteremo le parole: "In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi&lt;span style="font-style: italic;"&gt; miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( segue )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-834802135962950174?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/834802135962950174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/05/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario_09.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/834802135962950174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/834802135962950174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/05/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario_09.html' title='L&apos;accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana  (39° di Q.diL.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3391683059924405709</id><published>2011-05-06T17:08:00.003+02:00</published><updated>2011-05-06T17:40:18.013+02:00</updated><title type='text'>L'accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana (segue- 38° di Q.di L.)</title><content type='html'>segue da n.37&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     E' possibile vivere un'esperienza di fede nelle tante situazioni che l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; presenta? Certamente non una soltanto, non in un solo modo, per questo è auspicabile uno scambio di esperienze, un quaderno aperto alla concretezza, all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;intelligenza&lt;/span&gt; e alla presenza del Signore. Da parte mia cerco innanzi tutto di restare fedele all'ispirazione che mi ha motivato a questa &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;attività&lt;/span&gt;. E' sempre in agguato la tentazione di ridurre il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;volontariato&lt;/span&gt; a un attivismo che rischia di restare senz'anima se viene meno la dimensione spirituale. L'accesso al mondo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;volontariato&lt;/span&gt; esige un tempo di riflessione. Sono molteplici e personali gli aspetti dell'indagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La domanda &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Quale motivo ti spinge a &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;questa&lt;/span&gt; attività?"&lt;/span&gt; mi è sempre presente, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;aggressiva&lt;/span&gt; e complessa. Perché? Per il malato, per me stesso; voglio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Fare del bene"&lt;/span&gt;, è un ruolo che gratifica, per imparare un nuovo modo di amare, per imparare a morire, a sorridere, lo faccio per amore, e di chi? Ognuno dalla sua storia sa trarre una domanda nuova e ognuno, soltanto per &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;sé&lt;/span&gt;, può tentare una risposta; però il tentativo va fatto. Col tempo si comprende che arrivare ad una risposta piena non è possibile, ma che si elabora un perché mai definitivo, che si completa con il passare dei giorni, o che potrebbe anche appassire e venir meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     E' importante conferire al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;volontariato&lt;/span&gt; una proporzione corretta rispetto al contesto della propria vita, in modo di non alterare le priorità necessarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Il volontario non sceglie il malato, va dove è richiesta la sua presenza, nessun filtro, nessuna tessera di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;appartenenza&lt;/span&gt;, perciò può imbattersi in situazioni che non condivide. E' l'occasione in cui la fede viene messa alla prova per il rispetto assoluto che il volontario deve alla libertà, alla personalità del paziente e di chi gli sta vicino, ai valori in cui credono: tenta di non assumere posizioni critiche nei confronti di alcuno, anzi si dispone alla massima &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;comprensione&lt;/span&gt;. Tenta, pur nel rapporto di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;affidabilità&lt;/span&gt; e tenerezza che lo lega al malato terminale, di tener fede alla propria identità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Continua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3391683059924405709?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3391683059924405709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/05/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3391683059924405709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3391683059924405709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/05/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario.html' title='L&apos;accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana (segue- 38° di Q.di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7396555196789162734</id><published>2011-04-19T10:29:00.004+02:00</published><updated>2011-04-19T15:46:39.287+02:00</updated><title type='text'>L'accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana  (37° di Q. di L.)</title><content type='html'>Al volontario non piace pensare in astratto il malato terminale, quasi fosse una categoria. Il suo malato ha quel volto, quella voce, vive in quella stanza; ognuno il suo nome, è quel malato. Arriva fin qui da una storia soltanto sua: famiglia, ambiente, cultura, quattrini; ha il suo carattere, la storia della sua vita e della sua malattia. Come tutti ha conosciuto un modo di essere amato e di amare, la gioia e la sofferenza, ha incontrato la morte degli altri e legge nel modo che gli è proprio, la sua vita e la sua morte. Dicono che, arrivati al termine, ogni differenza sfumi. Quasi tutte forse, meno una: la prospettiva, se va oltre la soglia della morte. Uno sguardo di buio o di luce: il nulla o la vita. E' l'unica  distinzione che resta e da essa discendono valutazioni, scelte e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;atteggiamenti&lt;/span&gt; differenti.  Prospettiva che influisce anche nel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;comportamento&lt;/span&gt; del malato terminale (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;comportamento&lt;/span&gt; peraltro sempre unico). Spesso, quando viene &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;dimesso&lt;/span&gt; dall'ospedale, il malato si rende conto che restano soltanto le cure palliative e affiora, a volte velato, il problema del suo finire, che avverte in modo certo e sconosciuto; ripensa la propria vita, sente l'urgenza di raccontarla, di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;condividerla&lt;/span&gt; con qualcuno che lo ascolti interessato e partecipe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Quando prevale la convinzione del nulla oltre la morte, l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;attenzione&lt;/span&gt; è rivolta soltanto al passato, talvolta in modo quieto, senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;disperazione&lt;/span&gt;. La situazione attuale tuttavia, può suggerire a tutti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;interpretazioni&lt;/span&gt; nuove, significati mai intesi della propria esistenza. Questo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;ripensamento&lt;/span&gt; non muta il passato, muta &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;spiritualmente&lt;/span&gt; l'uomo presente per la novità del suo giudizio critico, per un modo nuovo di porsi nell'amore, e ciò può &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;permettergli&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;riconciliarsi&lt;/span&gt; con la vita, di intravedere una &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;speranza&lt;/span&gt;. Spesso il malato non sa, non ricorda eppure il suo dolore e la sua morte trovano un posto nell'Amore Divino, nella fede in Gesù Risorto. Tutto è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;misteriosamente&lt;/span&gt; orientato verso il Regno di Dio, la morte è soltanto un evento della vita, non il termine, pur preceduta e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;accompagnata&lt;/span&gt; dalla sofferenza (lo è stato anche per il Crocefisso). Nell'ottica della Fede la vita non si interrompe, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; muta nella sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;manifesazione&lt;/span&gt;, muta nel modo di esistere che ci è stato promesso e che ci è ancora sconosciuto, ma continua sempre e sempre nel rispetto della nostra identità. A volte invece si profila più marcata la solitudine e l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;incomunicabilità&lt;/span&gt; del malato. La morte chiede all'uomo di entrare in colloquio con &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;sé&lt;/span&gt; stesso, forse con Dio. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Non posso dire agli altri il dolore che soffro, non riesco a comunicarlo"&lt;/span&gt;. E' un isolamento che assedia nell'intimo e viene vissuto in modi differenti: col pianto oppure con silenzi quasi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;inespugnabili&lt;/span&gt;. Quando il dolore non sopporta parola, per il volontario conoscere questo isolamento, questo silenzio obbligato, rappresenta un punto di incontro e di distacco autentico, di comunione col malato. Dispone ad accettare di non potersi esprimere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;compiutamente&lt;/span&gt; e di non poter comprendere sino in fondo, apre ad una condizione più profonda e sofferta del limite. Ci si riconosce sullo stesso piano, accettando insieme il malato e sé stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7396555196789162734?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7396555196789162734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/04/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7396555196789162734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7396555196789162734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/04/laccompagnamento-vissuto-dal-volontario.html' title='L&apos;accompagnamento vissuto dal volontario in un itinerario di fede cristiana  (37° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3636220902501098401</id><published>2011-03-28T15:30:00.002+02:00</published><updated>2011-03-28T16:42:10.939+02:00</updated><title type='text'>La morte di un uomo dal punto di vista naturale (36* di Q. di L.)    (segue 35*)</title><content type='html'>*   " In realtà la morte non tace, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;soltanto&lt;/span&gt; non ci dà risposte e pone le sue parole sulla bocca di chi sta per morire."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Quante volte le abbiamo ascoltate dai nostri malati. Noi volontari siamo testimoni delle loro domande sommesse: "Perché?" come un sussurro,  amaro alla fine, quasi un grido per chi l'ascolta. Perché? A me doveva capitare? A cosa m'è servito? Che senso ha? Proprio adesso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      *   " Le domande che non sono emerse lungo la vita le impone oggi con autorità la morte. Certo, la morte interroga soltanto non dà risposte. A noi è concessa e richiesta una scelta di valori, a qualunque sfera essi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;appartengano&lt;/span&gt;, che si maturano lungo la vita. Scelta di senso dunque, ricerca cauta e coraggiosa: perché l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;interpretazione&lt;/span&gt; che l'uomo dà della sua morte è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;suscettibile&lt;/span&gt; anche di una risposta tragica: quella di dare alla vita un non senso. E' l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;appiattimento&lt;/span&gt;, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;livellamento&lt;/span&gt; alla banalità del quotidiano; spariscono i sogni più belli, i progetti, le speranze, le grandi utopie...:è la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;disperazione&lt;/span&gt;, se tutto si sfascia, tutto finisce perché e come vivere?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      A uno sguardo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;superficiale&lt;/span&gt; possono sembrare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;considerazioni&lt;/span&gt; astratte, mentre sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;estremamante&lt;/span&gt; concrete: qui si innestano in modo appropriato problemi importanti come quello dell'eutanasia (prima di essere una richiesta di morte è quasi sempre una richiesta di senso), dell'accanimento terapeutico, quello del suicidio, dell'aborto, o più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;comportamento&lt;/span&gt; disinvolto con cui &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;frequentemente&lt;/span&gt; si mette in gioco la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Fin qui il tentativo di considerare alla sola luce della ragione la certezza della morte dell'uomo, lo sforzo di non relegarne il concetto alla "morte degli altri". A mio avviso queste sono le premesse naturali che tracciano il quadro nel quale si disegna ogni vita: mi premeva recuperare un senso naturale della morte perché è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;condivisibile&lt;/span&gt; da ogni uomo, qualunque ideologia o fede professi; perché prepara ad accettarla e perché &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;prenderne&lt;/span&gt; coscienza predispone ad ogni successiva &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;elaborazione&lt;/span&gt;, anche di carattere spirituale e religioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Vorrei contribuire a "smitizzare" l'idea della morte, spogliarla dei fantasmi che spesso l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;accompagnano&lt;/span&gt;, vorrei saperla pensare nel modo più vero e più semplice, senza nulla togliere alla sua severità e alla sua importanza, senza nulla aggiungere al suo limite, al suo vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Insieme siamo arrivati alla soglia delle grandi scelte: da qui ognuno, in modo autonomo e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;responsabile&lt;/span&gt; può iniziare il cammino impegnativo delle ricerca di senso, dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;vaolori&lt;/span&gt; e della realtà &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;spirituale&lt;/span&gt; a cui orientare la vita.  Ho iniziato a parlare della morte e mi sorprendo a parlare della vita, a pensarla in modo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;estremamente&lt;/span&gt; impegnativo, la vita concreta che ci sta di fronte, la sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;realizzazione&lt;/span&gt;. Emerge il bisogno di possedere significati, punti di riferimento forti, capaci di farci sempre più consapevoli delle nostre scelte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*  Enzo Bianchi - Priore di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Bose&lt;/span&gt; - Conferenza nella Parrocchia di S. Giovanni in Laterano, Milano.&lt;br /&gt;    Appunti non visionati dal relatore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3636220902501098401?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3636220902501098401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/la-morte-di-un-uomo-dal-punto-di-vista_28.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3636220902501098401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3636220902501098401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/la-morte-di-un-uomo-dal-punto-di-vista_28.html' title='La morte di un uomo dal punto di vista naturale (36* di Q. di L.)    (segue 35*)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4815356062344799399</id><published>2011-03-25T15:34:00.003+01:00</published><updated>2011-03-25T16:21:33.282+01:00</updated><title type='text'>La morte di un uomo dal punto di vista naturale (35° di Q. di L. )</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;     &lt;/span&gt;( segue 34°)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;     * "L'uomo che nasce avrà una fine, perciò possiamo dire che la morte è connaturata all'uomo: l'uomo muore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; perché è vivo e dotato di una vita finita, questa è la causa prima della sua morte. Ma parlare della "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;connaturalità&lt;/span&gt;" della morte, dire cioè che è una necessità della natura, non deve portare a nessuna &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;mistificazione&lt;/span&gt; o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;fraintendimento&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;     Di fronte alla morte, si sente la necessità di tendere ad un equilibrio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;esistenziale&lt;/span&gt; che eviti da un lato l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;insensibilità&lt;/span&gt; e la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;superficialità&lt;/span&gt;, e dall'altro la tragedia che segni per sempre in modo deleterio, la nostra vita personale o la vita di chi ci sta accanto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;     Chi ha assistito un morente sa che si tratta di un equilibrio non facile, perché è violento l'impatto tra la realtà concreta e partecipata del malato vivo, e l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;immediatezza&lt;/span&gt; della sua immobilità definitiva, di una quiete estranea, sconosciuta alla vita, che nello spazio di un attimo pervade e sigilla il corpo nel momento &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;stesso&lt;/span&gt; in cui si &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;disabita&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Improvvisamente&lt;/span&gt; si manifesta la grande assenza. E' violenta la morte, anche per la sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;inafferrabilità&lt;/span&gt;. Ci disorienta, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;ridimensiona&lt;/span&gt; in noi l'importanza delle cose grandi e di quelle piccole, l'importanza di quello che pensiamo di essere, di quello che abbiamo; la morte travolge il tempo e la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;quotidianità&lt;/span&gt;. L'uomo è sgomento al pensiero della morte; sa che gli è richiesta una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; permanente a consegnarsi: non esiste una vita tanto importante o tanto protetta da non poter essere interrotta in ogni momento. Per tutta la vita col pensiero ne rimandiamo l'evento, ma quando &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;sopraggiunge&lt;/span&gt; la incontriamo soltanto nel presente, nell'adesso, ora e qui, come non avremmo mai pensato. La morte insomma è tra le realtà che l'uomo non può rifiutare né modificare, non ne conosce e non ne controlla tempi e modalità. Sgomenta perché è la nostra esperienza ultima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;     Si resta attoniti, stupiti: dove sono finite le emozioni che l'uomo esprimeva, l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;intelligenza&lt;/span&gt;, il suo pensiero logico, l'umorismo, la sua personalità...che fine hanno fatto? Perché la morte ha aggredito il corpo, ma l'uomo non è soltanto una realtà biologica. Insomma la morte dovrebbe spiegarsi al di là della scienza, invece sta zitta. Proprio questo silenzio spalanca una finestra sull' "oltre" della morte, su ciò che non si può udire né vedere, e forse è bene essere un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;frequentatore&lt;/span&gt; dell'invisibile, un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;frequentatore&lt;/span&gt; attento però. E' la curiosità di scoprire se nelle cose esista un significato che le trascende, e sia possibile guardare avanti per capire il presente. E' un punto di arrivo obbligato e perciò punto di partenza per la riflessione. Ma la morte tace davvero?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;     La morte esige una scelta di senso da attribuire alla vita, e l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;interpretazione&lt;/span&gt; che ognuno da della sua morte, del dopo, dà il senso alla sua vita. In altre parole, se sai per che cosa e per chi morire, sai anche per che cosa e per chi vivere."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Queste &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;affermazioni&lt;/span&gt; trovano spazio nella nostra esperienza di volontari domiciliari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     ( Continua )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4815356062344799399?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4815356062344799399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/la-morte-di-un-uomo-dal-punto-di-vista_25.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4815356062344799399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4815356062344799399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/la-morte-di-un-uomo-dal-punto-di-vista_25.html' title='La morte di un uomo dal punto di vista naturale (35° di Q. di L. )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-73880471229668296</id><published>2011-03-14T16:00:00.003+01:00</published><updated>2011-03-14T16:20:40.458+01:00</updated><title type='text'>La morte di un uomo dal punto di vista naturale ( 34° di Q. di L. )</title><content type='html'>E' normale che la morte susciti apprensione, dolore, paura, perché costituisce un fatto unico nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;quotidianità&lt;/span&gt; del vivere. A volte però questo disagio sconfina in un rifiuto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;incondizionato&lt;/span&gt; della morte, che ci porta a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;considerarla&lt;/span&gt; qualcosa che accade fuori della norma generale della vita, qualcosa di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;inammissibile&lt;/span&gt;, che mai dovrebbe verificarsi: si evita di parlarne. Ma è bene allontanare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;ostinatamente&lt;/span&gt; il pensiero della morte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La notizia a volte è brutale: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ha un tumore, è pieno di metastasi, non c'è più speranza"&lt;/span&gt; . Sono situazioni dolorose, spesso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;indecifrabili&lt;/span&gt;. Ma forse il problema di fondo non è solo il tumore. La morte pone domande cui non sempre sappiamo rispondere, e la risposta più comune, più semplice è quella del medico, cioè della scienza: spiega le alterazioni, le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;modificazioni&lt;/span&gt; avvenute nel corpo; le cellule, il cuore, "spiega dove si è guastato il motore"...ma è una risposta che elude il vero problema; la scienza non dice "perché comunque" l'uomo muore. Si intuisce che l'incidente, la malattia non sono la causa prima della morte, ma solo le cause contingenti che la vita incontra per la sua naturale necessità di terminare. Perché ogni vita deve terminare. E' comune l'espressione "dura tutta la vita", e forse il concetto di durata può venirci in aiuto. Tutto ciò che ha una durata ha un inizio e una fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( continua )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-73880471229668296?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/73880471229668296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/la-morte-di-un-uomo-dal-punto-di-vista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/73880471229668296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/73880471229668296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/la-morte-di-un-uomo-dal-punto-di-vista.html' title='La morte di un uomo dal punto di vista naturale ( 34° di Q. di L. )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-8380892061564538087</id><published>2011-03-14T15:46:00.003+01:00</published><updated>2011-03-14T15:59:37.933+01:00</updated><title type='text'>Considerazioni sulla morte di un uomo  ( 33° di Q. di L.)</title><content type='html'>Nei corsi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;preparazione&lt;/span&gt; e negli incontri di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;supervisione&lt;/span&gt; ho ascoltato molte parole sul dolore e sulla morte. Poi il contatto coi malati. E' risultato subito chiaro che certi discorsi devono essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;interiorizzati&lt;/span&gt;, scendere nell'intimo della riflessione: è necessario per me stesso e per poter &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;accompagnare&lt;/span&gt; chi è vicino alla fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     In queste righe voglio partecipare a chi legge, le riflessioni che via via ho maturato nel mio cammino di volontario, anche se la vastità dell'argomento mi dice in partenza quanto siano inadeguate. Si articolano in due ambiti distinti: le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;considerazioni&lt;/span&gt; sulla morte di un uomo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;prescindendo&lt;/span&gt; da ogni fede e ideologia (così spero di saper fare), e l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; di un malato terminale vissuto dal volontario in un itinerario di Fede Cristiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Sono argomenti importanti e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;coinvolgenti&lt;/span&gt; e vorrei che la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;conversazione&lt;/span&gt; non assumesse toni cupi; è possibile pensare e parlare della morte con serenità e nella pace, anzi questo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;orientamento&lt;/span&gt; favorisce l'obiettività e la semplicità del discorso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-8380892061564538087?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/8380892061564538087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/considerazioni-sulla-morte-di-un-uomo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8380892061564538087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8380892061564538087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/considerazioni-sulla-morte-di-un-uomo.html' title='Considerazioni sulla morte di un uomo  ( 33° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2362153436136879296</id><published>2011-03-07T15:49:00.003+01:00</published><updated>2011-03-07T16:08:20.145+01:00</updated><title type='text'>Mi  ha  lasciato  ( 32° di Quaderno di Lavoro )</title><content type='html'>Nel torace un gorgoglio sordo, si espande, si riduce, accompagna il ritmo del respiro. Si affievolisce, si è ritirato lì tra cuore e gola. Il pulsare tenue di una vena sul collo. Immobile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   E' l'attimo più difficile, del dolore più intenso. L'aria, i suoni, le cose, tutto si è fermato, come in sospensione. Non vi è nulla da attendere né da ascoltare, eppure si attende e si ascolta; forse la voce dell'ultimo silenzio, qualche istante soltanto, forse è ancora vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Lo so che tante volte siamo stati zitti insieme, ma questo silenzio è irreale, è il mio amico che è diventato silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Il tempo mi richiama, divide i vivi dai morti. Ora il mio amico mi ha lasciato.&lt;br /&gt;"...nelle tue mani, Signore..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Nel ricordo la presenza di parenti, amici nella casa del morente; riaffiorano immagini, gesti, voci e silenzi, affetti che sembrano dilatarsi nella sofferenza, parole bisbigliate, sguardi di richiesta e di offerta di amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Ma anche altro ricordo. Parole oscene gridate alla Morte. Ho conosciuto chi l'ha offesa per pura superficialità, in un agire sconsiderato sul morente o sulla salma; è l'inutilità, la prevaricazione del "fare". Parole tristi, scenari sconvolgenti, votati al nulla. La Morte non chiede elogi, ma offenderla, prendersi gioco di lei è profanare un mistero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2362153436136879296?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2362153436136879296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/mi-ha-lasciato-32-di-quaderno-di-lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2362153436136879296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2362153436136879296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/03/mi-ha-lasciato-32-di-quaderno-di-lavoro.html' title='Mi  ha  lasciato  ( 32° di Quaderno di Lavoro )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-544106684698645974</id><published>2011-02-25T15:48:00.003+01:00</published><updated>2011-02-25T16:12:21.936+01:00</updated><title type='text'>Il malato nel ricordo del volontario ( 31° di Q. di L.)</title><content type='html'>Non mi è mai riuscito di cogliere la storia del malato terminale  nella sua complessità, neppure quando mi è parso di essermi avvicinato a lui ad animo aperto, con tutta la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; di cui sono capace. E' vero che ciò è proprio di ogni relazione, ma a differenza di altre con il malato terminale può nascere l'impulso ad una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;comprensione&lt;/span&gt; più profonda per il vissuto che si condivide: ogni parola, ogni atto, persino il silenzio e il sorriso scandiscono un tempo di attesa che rimanda al mistero. Si imprimono nella memoria immagini e storie che si vorrebbero conservare intatte, per poterle assumere ed amare nel loro valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Un desiderio non appagato dunque, che perdura. Mi accade di proseguire i discorsi lasciati in sospeso o interrotti dalla morte, cercando di penetrare le parole che ho ascoltato e quanto il malato mi ha consegnato di sé oltre le parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Così anche dopo il distacco indago il vissuto trascorso insieme, alla ricerca di una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;comprensione&lt;/span&gt; mai piena, che trova quiete nel bene che ancora ci lega. Mentre il malato è in vita può accadere di entrare in tale sintonia da temere il "dopo", quando non vi sarà più la sua presenza. Domanda spontanea ma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;intempestiva&lt;/span&gt;, cui è prematuro dare risposta perché la relazione col malato viene vissuta in un modificarsi continuo, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;imprevedibile&lt;/span&gt; allo stesso volontario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Quando gli eventi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;affievoliscono&lt;/span&gt; e spengono la vivacità &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;intellettuale&lt;/span&gt; e spirituale, punto di intesa nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;comprensione&lt;/span&gt; affettuosa, diventa difficile sopportare il presente accanto al ricordo così vicino nel tempo, e si desidera la fine, il silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; del malato terminale può aprire scenari inattesi: una visione di sconforto oppure, oltre i momenti della sofferenza, un modo fiducioso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;riaccostarsi&lt;/span&gt; alla vita e alla morte, al ricordo di chi ci ha lasciati, ed anche un nuovo modo di accogliere &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;sé&lt;/span&gt; stessi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-544106684698645974?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/544106684698645974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/02/il-malato-nel-ricordo-del-volontario-31.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/544106684698645974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/544106684698645974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/02/il-malato-nel-ricordo-del-volontario-31.html' title='Il malato nel ricordo del volontario ( 31° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7065929020858608637</id><published>2011-02-19T16:08:00.004+01:00</published><updated>2011-02-20T21:34:29.829+01:00</updated><title type='text'>RICORDARE</title><content type='html'>Il verbo l'ho voluto all'infinito, mi pare esprima meglio i suoi mille volti: di liberazione e di rimpianto, di un vestito lussuoso e una giacca rappezzata, di un bambino solo, di una spiaggia e un mare scintillanti, di occhi che sorridono e che piangono, di rifiuto e di accoglienza,...e poi..."infinito" è parola che ogni volta mi impone stupore. Non c'è orizzonte, nulla inizia o finisce, non so di luce, di buio o di tempo, non un riferimento, una presenza. "Infinito", idea quasi sensazione che ho dentro, che non approda però alla comprensione come le altre idee delle cose, delle persone o di concetti pur indefiniti, il bello, la musica,...è altro. Eppure mi è sufficiente l'idea per accorgermi che i ricordi della vita sono anche "brevi ricordi di infinito".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Non so rivedere tutto il mio passato, soltanto alcuni attimi o "tempi" della mia esperienza si sono fissati in me. Come l'immagine di una fotografia il ricordo mi riporta a quell'istante fermato, rimasto unico, immodificabile. Impossibile replicarne il vissuto, sarebbe comunque un atto nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Mi è capitato di ascoltare i ricordi degli altri. A volte mi sono raffigurato un luogo indefinito, scaffali stipati di pacchi e scatole. Un uomo va, gira attorno lo sguardo, punta una direzione, afferra e si allontana; poi siede, ne soffia la polvere, scoperchia o spacchetta,....racconta. Terminato, riavvolge o ricopre, torna sui suoi passi e ripone. Il posto è sempre là, nulla si è perso, nulla si è aggiunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    E qui nascono a mio avviso una domanda e il tentativo di una riflessione:&lt;br /&gt;" Ha senso essere semplici custodi del passato ?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Ricordare è importante nel vissuto di ognuno, chiede ascolto attento di sé, ascolto e rispetto affettuoso per la persona che racconta. Ma chi può essere certo che "nulla si sia perso o aggiunto" nel pensiero e nel cuore dell'altro, stabilire che l'altro sia "semplice custode del passato"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Nessuna cattedra, nessun giudizio, piuttosto una mano tesa se qualcuno è in affanno, forse in modo discreto e prudente si può stargli accanto, col silenzio o con parole sobrie, poche,non gravose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Oltre la relazione con gli altri....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    ...il mio passato appartiene a tutto il mio essere, all'adesso del mio tempo, anche i ricordi mi costituiscono; li interrogo e li ridiscuto, rispettando le coordinate del tempo trascorso, e li raffronto con le novità del mondo, della mia vita che cambia nell'età "alta", incerta, eppure non senza futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Se sa di non appartenenza come un ramo reciso, di inutilità, il "deposito dei ricordi" tende a intristirsi, anche i ricordi belli appassiscono, ma se il passato è parte di me allora è tempo vivo, e il ricordo aggiunge qualcosa al "breve infinito" del mio quotidiano. Vorrei accadesse a tutti, aggiungere almeno un filo di speranza e di pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Colloquiare coi ricordi: scuola da frequentare tutta la vita, sempre da allievo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7065929020858608637?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7065929020858608637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/02/ricordare.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7065929020858608637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7065929020858608637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/02/ricordare.html' title='RICORDARE'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-5196373343930639643</id><published>2011-01-28T14:31:00.003+01:00</published><updated>2011-01-28T14:59:15.737+01:00</updated><title type='text'>L'accompagnamento più ambito ( 30° di Q. di L. )</title><content type='html'>L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; si è compiuto, e viene spontaneo ripensarne la storia, luci e ombre. Può succedere di indugiare più a lungo sulle emozioni forti conosciute e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;riviverle&lt;/span&gt; con un certo senso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;gratificazione&lt;/span&gt;. Chiarire a sé stessi le capacità e i limiti propri, le possibili reazioni del malato può essere utile ed affinare "l'arte" e la saggezza dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;, fa parte del percorso personale di maturazione e di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;autocontrollo&lt;/span&gt; che offre il volontario domiciliare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Mi sembra tuttavia importante non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;assolutizzare&lt;/span&gt; la propria esperienza, tanto più se maturata in un clima di insolita complessità; ne nascerebbe una sottile propensione verso "il caso eccezionale", per il quale soltanto varrebbe la pena di spendersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Le situazioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; gravi attraggono perché chiedono forte senso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;responsabilità&lt;/span&gt;, di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;partecipazione&lt;/span&gt; e insieme capacità di distacco, e possono diventare motivo di confronto, a volte di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;autoaffermazione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Resta tuttavia un possibile &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;fraintendimento&lt;/span&gt; di valori, quello di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;sottovalutare&lt;/span&gt; l'importanza degli atti consueti, ripetitivi, delle situazioni comuni nel rapporto della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;quotidianità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Tutto l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; può essere pensato come fedeltà costante a sostenere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;nell'ordinario&lt;/span&gt; l'eventualità che la malattia impone, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;innamorandosi&lt;/span&gt; delle cose umili del momento: il servizio reso al familiare, la battuta allegra, il silenzio condiviso per un'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;inquietudine&lt;/span&gt; che assilla o un sorriso appena accennato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Le piccole cose avviano alle grandi, ma nell'apparente penombra delle prime è più facile l'umiltà e il silenzio nell'ascolto dell'amore, della vita: cioè del b&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;ene&lt;/span&gt; che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;gratuitamente&lt;/span&gt; scambiamo e respiriamo con tutti, anche con chi a volte non se ne accorge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Condividere la sofferenza e la fine di un uomo aiuta a comprendere come l'amore sia l'unico riferimento sempre possibile di fronte all'impossibile: è il senso delle parole che spesso ascoltiamo dai parenti in lutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Di questo amore gratuito mi sembra espressione semplice e luminosa che il volontario non scelga il malato con cui iniziare l'ultimo tratto del cammino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-5196373343930639643?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/5196373343930639643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/01/laccompagnamento-piu-ambito-30-di-q-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5196373343930639643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5196373343930639643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/01/laccompagnamento-piu-ambito-30-di-q-di.html' title='L&apos;accompagnamento più ambito ( 30° di Q. di L. )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2494262129950080069</id><published>2011-01-21T14:47:00.003+01:00</published><updated>2011-01-21T15:02:17.903+01:00</updated><title type='text'>Il letto accanto a quello del "mio" malato ( 29° di Q. di L. )</title><content type='html'>Ospedale San Paolo. Il letto accanto a quello del "mio" malato ospita un vecchio. Ci ha visti parlare, Filippo e io, e mi chiede di tenergli la mano. Non è malato oncologico e non mi parla del suo male, soltanto mi dice che è vicino alla fine e racconta l'importanza che la Fede ha per lui. Argomenti forti, mirati, ma si stanca; la voce si fa fioca e non capisco. Con un dito alza la mascherina dell'ossigeno, mentre io avvicino l'orecchio: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;" Nessuno possiede niente" &lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Tra una parola e l'altra la distanza di un respiro breve. Riposiziona la maschera. Si scopre povero nella morte, una &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;povertà&lt;/span&gt; benedetta che fa spazio al Signore che viene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Vorrei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;abbracciarlo&lt;/span&gt;. Dall'ultima soglia del suo tempo parole vere, di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;intelligenza&lt;/span&gt; spirituale, di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;pacificazione&lt;/span&gt; e di aiuto a chi resta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Caro, sconosciuto vecchio malato, forse non avverti in te la ricchezza che porti, mentre sino all'ultimo assolvi tra i fratelli la tua vocazione cristiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2494262129950080069?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2494262129950080069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/01/il-letto-accanto-quello-del-mio-malato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2494262129950080069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2494262129950080069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/01/il-letto-accanto-quello-del-mio-malato.html' title='Il letto accanto a quello del &quot;mio&quot; malato ( 29° di Q. di L. )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1123424841825485121</id><published>2011-01-08T17:46:00.003+01:00</published><updated>2011-01-08T18:13:45.824+01:00</updated><title type='text'>La  solitudine  del  morente   ( 28° di Q. di L.)</title><content type='html'>Da tempo ho scritto la riflessione "Lasciarsi conoscere", una pagina che sin da allora sentivo incompleta. La rileggo e la riprendo nella speranza di saper esprimere ciò che di importante per me non avevo saputo dire. Importante per la prospettiva spirituale in cui, da volontario ,vivo l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;concretamente&lt;/span&gt; fino al suo esito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La solitudine obbligata del morente svela la povertà costitutiva dell'uomo, una solitudine che si proietta nell'oltre, sconosciuta e inquietante. Il volontario cammina col malato sino al limite della vita che si spegne: oltre la soglia il malato è solo. Anche la presenza di parenti e amici non può nulla: nell'attimo designato, sempre incerto, il suo corpo muta da persona a cosa, così l'uomo oltrepassa la morte solo con sé stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Questa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;fondamentale&lt;/span&gt; esperienza della vita esige un senso che ciascuno di noi vi legge dentro, secondo le sue più profonde convinzioni. La prospettiva della fede cristiana non sovverte l'evidenza, che resta umanamente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;incomprensibile&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;sconvolgente&lt;/span&gt;, ma la pone nella luce misteriosa della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;resurrezione&lt;/span&gt; di Gesù Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Le sofferenze del malato e la pena condivisa dal volontario sono "consolate" dalla certezza che la morte non chiude la vita e che nell'intimità del suo spirito nessuno è solo nell'ora del distacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Anche il cristiano è spettatore della solitudine del morente, ma crede che la vita non viene meno e si trasfigura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     1° &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Giov&lt;/span&gt;. (2,29-3,6) "Ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo come Egli è".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1123424841825485121?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1123424841825485121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/01/la-solitudine-del-morente-28-di-q-di-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1123424841825485121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1123424841825485121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2011/01/la-solitudine-del-morente-28-di-q-di-l.html' title='La  solitudine  del  morente   ( 28° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4813355336482592075</id><published>2010-12-28T14:45:00.003+01:00</published><updated>2010-12-28T15:04:59.735+01:00</updated><title type='text'>La solitudine del malato terminale  (27° di Q. di L.)</title><content type='html'>Il persistere e l'aggravarsi della malattia inducono un senso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;disorientamento&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;esistenziale&lt;/span&gt;. Il malato avverte l'urgenza di partecipare agli altri l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;incomprensibilità&lt;/span&gt;, lo stupore e l'angoscia della sua situazione, prima &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;inimmaginabile&lt;/span&gt;, ma subito gli è chiaro che non troverà parole adeguate; smisurato il divario tra ogni possibile espressione e la realtà che vive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      &lt;span style="font-style: italic;"&gt;" Il male e tutto quello che ho dentro, non riesco a dirlo".&lt;/span&gt; Non può esprimere il suo dolore: non c'è misura, non concetto cui potersi riferire, il dolore è davvero &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;inesprimibile&lt;/span&gt;.  Questa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; negata può sfociare nel silenzio, nell'isolamento; poi nella solitudine in mancanza di possibili riferimenti che trascendano la situazione presente, ad esempio la fede religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La solitudine va oltre l'isolamento; estranea ad ogni speranza e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;indifferente&lt;/span&gt; all'amore respinge ogni rapporto; una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;disperazione&lt;/span&gt; mesta, è la scelta di "lasciarsi andare".  Spesso il paziente manifesta questo suo stato d'animo nella postura che assume: il volto rivolto alla parete, dà di spalle a chi lo assiste. Un silenzio assillante, il volontario vorrebbe intuire l'esperienza della desolazione che gli sta di fronte. Nella mente del malato forse non vi sono volti né cose, solo un abbandono sconfinato; forse la sua stessa identità confusa in un dolore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;incomprensibile&lt;/span&gt;, disperato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Talvolta ho tentato di confidargli in modo affettuoso ciò che io stesso provavo nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;impossibilità&lt;/span&gt; della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;condivisione&lt;/span&gt;. E' il limite che ci accomuna, eppure nella mia esperienza, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;insuperabile&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4813355336482592075?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4813355336482592075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/12/la-solitudine-del-malato-terminale-27.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4813355336482592075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4813355336482592075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/12/la-solitudine-del-malato-terminale-27.html' title='La solitudine del malato terminale  (27° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-5327432356156562902</id><published>2010-12-20T14:31:00.005+01:00</published><updated>2010-12-20T14:54:50.699+01:00</updated><title type='text'>Pensieri  di  Natale</title><content type='html'>Siamo vicini al Natale, mi piace molto questa riflessione di &lt;span id="SPELLING_ERROR_0" class="blsp-spelling-error"&gt;Barth&lt;/span&gt;, è bella e mi piace accostarla all'annuncio degli Angeli ai Pastori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; " Finché era più giovane, l'uomo poteva ancora immaginarsi di essere lui stesso ad andare incontro al suo Signore. L'età deve diventare per lui occasione per scoprire che invece è il Signore che gli viene incontro per assumere il suo destino. "&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-5327432356156562902?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/5327432356156562902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/12/pensieri-di-natale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5327432356156562902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5327432356156562902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/12/pensieri-di-natale.html' title='Pensieri  di  Natale'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-559503846947974888</id><published>2010-12-08T15:40:00.004+01:00</published><updated>2010-12-08T23:18:23.589+01:00</updated><title type='text'>Lasciarsi  conoscere ( 26° di Q. di Lavoro)</title><content type='html'>Quando il volontario avvicina il paziente nella fase  avanzata della malattia, fa esperienza di una modalità insolita dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;; è lo stadio in cui le forze sono quasi esaurite, la parola affiora a fatica e momenti di lucidità si alternano a spazi di assenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Questo particolare stato sollecita ad usare ogni attenzione al limite del possibile, che allevii il dolore e offra la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;consolazione&lt;/span&gt; di una presenza amica, anche se sconosciuta. Ma al di là del "prendersi cura", che già è ascolto, il pensiero che il vero "dramma" del distacco si compie nella solitudine di questo silenzio obbligato, spinge il volontario a desiderare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;intensamente&lt;/span&gt; di poter cogliere una parola, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;comprenderla&lt;/span&gt; per restituirne un'altra nella quiete, che rincuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Ricordo di aver scritto che il silenzio "ospita sempre un messaggio e un segreto:ciò che vorresti donare e che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;incosapevolmente&lt;/span&gt; esprimi con tutto te stesso; ciò che del tuo silenzio il malato porterà con sé" (Scelgo il mio silenzio). E' quanto accade ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    L'ascolto del volontario sembra trovarsi in un vicolo cieco, ma non altrettanto avviene per il malato, o almeno non sempre, e può sfuggire un aspetto importante presente nella sua prospettiva: il bisogno di conoscere chi gli sta accanto, un'urgenza che cresce in rapporto alla gravità dello stato in cui sa di trovarsi. E' persona che non ho mai incontrato prima, perciò il suo sguardo domanda &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Chi sei, perché qui?"&lt;/span&gt;, e lui stesso risponde al mio posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    C'è una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;comprensione&lt;/span&gt; possibile dell'animo che si esprime nel volto di un uomo anche nel silenzio; di tanto in tanto il malato mi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"spia", &lt;/span&gt;immobile, in una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; mai definita. In questo incontro di sguardi, in pochi attimi, si riassume l'amore dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Lasciarsi conoscere significa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;privilegiare&lt;/span&gt; il malato nel rapporto secondo le forze che ancora gli restano. Non si tratta di "rinunciare" all'ascolto, ma in certo senso di accettare qualche istante o pochi minuti di "sospensione"; non di prestare ascolto ma di prestare me stesso, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;consegnandomi&lt;/span&gt; alla sua iniziativa. Quando la via del colloquio è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;impraticabile&lt;/span&gt;, rimane la presenza accanto all'altro nel silenzio: unica a dire di me ciò che io non posso o non saprei dire. Nel silenzio accompagno il malato e ne sopporto lo sguardo, ora fisso, a volte fugace: ora di sfinimento, o inquieto o rassegnato, ora di pace, senza possibilità di replica; lasciarmi conoscere, accettare di essere "visto" come il morente mi vede. Può turbare. E' presenza semplice e affettuosa che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;spontaneamente&lt;/span&gt; vela nel mio sguardo ogni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;autoaffermazione&lt;/span&gt; presente nel comune confronto con l'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    "Lasciarsi guardare" non è disimpegno, ma consegna consapevole della propria immagine.  E' tutto ciò che posso fare per lui. Questo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;atteggiamento&lt;/span&gt; affina l'ascolto ed è esperienza che mi aiuterà ad incontrare &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;meglio&lt;/span&gt; l'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Il cristiano vive nel tempo che passa la sofferenza del momento e la certezza dell'eterno, vive questo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; nella preghiera semplice, che abbraccia con fiducia il mistero della vita e della morte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-559503846947974888?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/559503846947974888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/12/lasciarsi-conoscere-26-di-q-di-lavoro.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/559503846947974888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/559503846947974888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/12/lasciarsi-conoscere-26-di-q-di-lavoro.html' title='Lasciarsi  conoscere ( 26° di Q. di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-8054786905312618741</id><published>2010-11-27T14:56:00.003+01:00</published><updated>2010-11-27T15:05:32.465+01:00</updated><title type='text'>L'attesa  ( Luca )  (25° di Q. di Lavoro )</title><content type='html'>Caro Luigi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...Non so se mi sarebbe facile "accettare comunque, anche ciò che si annuncia negativo", perché accettare è una parola grande, sinonimo di una grande fede. E allora io forse rimuovo la questione: per così dire " tengo gli occhi bassi ", guardo solo  se e come posso "essere di sostegno agli altri, nella ricerca continua del limite tra discrezione, prudenza e coraggio", sperando che si apra uno spiraglio che me ne dia la possibilità. E qualche volta avviene il miracolo ! Magari uno "spiraglino" davvero modesto, ma è pur sempre un miracolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-8054786905312618741?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/8054786905312618741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/11/lattesa-luca-25-di-q-di-lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8054786905312618741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8054786905312618741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/11/lattesa-luca-25-di-q-di-lavoro.html' title='L&apos;attesa  ( Luca )  (25° di Q. di Lavoro )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3160910664085803729</id><published>2010-11-21T16:12:00.003+01:00</published><updated>2010-11-21T16:49:52.535+01:00</updated><title type='text'>L'attesa   ( 24° di Q. di L. )</title><content type='html'>L'attesa ci accompagna a intervalli di tempo, dalla nascita fino a quando la vita si conclude. Abbiamo atteso l'ora dei primi pasti, l'ora del gioco, una festa, un incontro, l'esito degli studi...una realtà non solo materiale che ci ha coinvolti e ancora non conoscevamo; attesa che si riveste della speranza o del timore di ognuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Eppure dopo tanta esperienza è difficile vivere l'attesa: può procurare un senso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;spaesamento&lt;/span&gt;, di sospensione, quasi di estraneità o di assenza nello scorrere del quotidiano, un continuo rimando, il rinvio costante di scelte, di prese di posizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Il contesto dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; del malato terminale mette in evidenza aspetti insoliti. Il malato ricorda quando, ancora sano, in ogni attesa aveva la possibilità di agire, di tentare qualcosa per indirizzare il corso degli eventi. Ora questa libertà gli è negata. Anche i parenti spesso vivono nell'ansia di notizie temute e sempre ignote nel loro concreto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;manifestarsi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Il volontario condivide questi momenti, ma meno coinvolto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;direttamente&lt;/span&gt;, coglie con maggior evidenza come nel corso della malattia l'attesa non rappresenti una situazione eccezionale, ma sia realtà ricorrente, vita autentica che si fonde con le "solite" cose, che si iscrive nella "normalità" del tempo presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Il modo in cui viviamo l'attesa rivela noi stessi, chi siamo: lo constato osservando il malato, i familiari, capisco che avviene &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;inconsapevolmente&lt;/span&gt;, e che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;anch&lt;/span&gt;'io ne sono in qualche misura coinvolto. Perciò penso l'attesa come  tempo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;privilegiato&lt;/span&gt; di colloquio, importante, ci si può conoscere con più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;immediatezza&lt;/span&gt; e profondità, si comunica anche col silenzio ciò che nei giorni della salute si taceva, ma non con argomenti di "pensiero", &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; con il modo di vivere questa realtà cui non è possibile sfuggire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   La differenza della situazione in cui mi trovo rispetto a quella del malato, dei familiari, è tale che a volte mi fa sentire a disagio, anche se mi pare di essere loro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;sinceramente&lt;/span&gt; vicino. Soffro la loro angoscia e insieme capisco che per me volontario, l'attesa rappresenta un periodo di attività vigile, vissuta con particolare attenzione. Sono disponibile ad accettare "comunque" anche ciò che si annuncia negativo; accettarlo in prima persona per essere di sostegno ad altri, nella ricerca continua del limite tra discrezione, prudenza e coraggio del dire, e nel rispetto dovuto alla necessaria "solitudine" di ogni persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   La fede cristiana ricorda che ogni momento della vita è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;tempo&lt;/span&gt; di Dio: allora anche l'attesa, tempo di adesione fiduciosa, di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; fedele alla Parola; di certezza della fedeltà di Dio. Questa fede mi indica il modo di vivere l'attesa, anche quando non fosse opportuno parlarne; a fianco del malato, nel silenzio, mentre gli prendo la mano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3160910664085803729?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3160910664085803729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/11/lattesa-24-di-q-di-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3160910664085803729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3160910664085803729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/11/lattesa-24-di-q-di-l.html' title='L&apos;attesa   ( 24° di Q. di L. )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-539224063868440141</id><published>2010-11-19T11:24:00.004+01:00</published><updated>2010-11-19T12:06:41.158+01:00</updated><title type='text'>Gratificazione  ( 23° di Q. di L. )</title><content type='html'>Mi soffermo sull'importanza che la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;gratificazione&lt;/span&gt; assume agli occhi dei malati e dei loro cari. Durante l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; serbo particolare attenzione a ciò che mi colpisce &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;positivamente&lt;/span&gt;, gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;atteggiamenti&lt;/span&gt; delle persone, i rapporti familiari e le cose, la conduzione nel succedersi degli eventi, e in generale il modo in cui sono coinvolti il malato e chi gli è vicino. Nel momento in cui ciò accade o a tempo debito, sarà importante far notare il mio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;apprezzamento&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Portare un po' di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;incoraggiamento&lt;/span&gt; alle persone ormai avvezze soltanto ad ascoltare "sentenze", a ubbidire a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;prescrizioni&lt;/span&gt; autorevoli, a ricevere da tutti consigli, ad essere più consolate che stimate, apprezzare ciò che in condizioni difficili è loro sfuggito, spesso rappresenta un aiuto concreto, stimolante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   L'ammirazione sincera e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;obiettivamente&lt;/span&gt; motivata non ammette finzioni, è parola pronunciata come le altre, senza enfasi né &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;sottolineature&lt;/span&gt; e giunge quasi sempre inattesa; lo stupore aiuta a capire che qualcosa di bello è possibile e presente anche nei giorni della sofferenza, addita uno spazio di libertà e di scelta inviolabile anche dalla malattia. Forse è l'occasione di rincuorarsi, per continuare un po' meno soli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-539224063868440141?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/539224063868440141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/11/gratificazione-23-di-q-di-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/539224063868440141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/539224063868440141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/11/gratificazione-23-di-q-di-l.html' title='Gratificazione  ( 23° di Q. di L. )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3787995079185612561</id><published>2010-11-02T15:50:00.005+01:00</published><updated>2010-11-02T21:57:27.935+01:00</updated><title type='text'>Una  famiglia  sul  sentiero  del tempo</title><content type='html'>&lt;span id="SPELLING_ERROR_0" class="blsp-spelling-error"&gt;Cecco&lt;/span&gt; da molti anni, Cecilia appena due mesi. Si sapeva ma il fatto irrompe, non chiede consenso, conduce in ogni suo svolgersi. Le stanze anonime del grande ospedale, lunghissimi i corridoi, i &lt;span id="SPELLING_ERROR_1" class="blsp-spelling-error"&gt;trasferimenti&lt;/span&gt; da un padiglione all'altro, le indagini di laboratorio divenute ormai insopportabili; le condizioni non solo fisiche &lt;span id="SPELLING_ERROR_3" class="blsp-spelling-error"&gt;incontrollate&lt;/span&gt;, eppure inatteso il riaffiorare breve ora del pensiero che comprende, ora della parola che commenta e chiede, che prega. E' scivolata via in un giorno e una notte. Sofferenza, sì, ma di lei nell'attesa dell'Incontro trattengo la leggerezza limpida dell'animo, la quiete intatta di chi si affida..."Nulla ti turbi.." .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In cielo avrà incontrato anche il nostro fratellino che hanno conosciuto mamma e papà soltanto, il primo di sei figli. Io sono l'ultimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="SPELLING_ERROR_4" class="blsp-spelling-error"&gt;Mariuccia&lt;/span&gt; è suora al "Cenacolo" di Torino, ogni tanto passa a Milano per i suoi impegni di apostolato, ci si vede, ci si racconta, si condivide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vicino,appena nella scala accanto alla mia abita Agostino, ora solo, e con lui capita con maggior frequenza un incontro, e parlare e &lt;span id="SPELLING_ERROR_5" class="blsp-spelling-error"&gt;coinvolgersi&lt;/span&gt; nel quotidiano. A volte tra noi, possono non collimare criteri, modalità o sensibilità personali di approccio a un problema o ad altra realtà, il tracciato della vita è diverso per ognuno, ma avere un fratello significa &lt;span id="SPELLING_ERROR_6" class="blsp-spelling-error"&gt;ricongiungersi&lt;/span&gt; nel ricordo concreto temporale del papà e della mamma nel loro stesso essere così come sono vissuti, come sono ancora ai nostri occhi, nella memoria; essi ci hanno lasciato unità nella visione di fondo sull'uomo e sul mondo...e sul tempo di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo è bellissimo, sono contento di avere un fratello, proprio il fratello che ho (non metto in disparte &lt;span id="SPELLING_ERROR_7" class="blsp-spelling-error"&gt;Mariuccia&lt;/span&gt; ....ma non abita nella scala accanto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri a metà pomeriggio sono andato nella chiesa della mia parrocchia. Chiesa vuota, &lt;span id="SPELLING_ERROR_8" class="blsp-spelling-error"&gt;silenziosa&lt;/span&gt;. Nel corridoio centrale qualche passo e mi siedo su una panca. Qualcuno entra, forse si è fermato, poi passi discreti fino a dove mi trovo. "Ago ! qua !" e con la mano picchietto la panca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' bello. Due vecchi vicini e il lumino rosso all'altare nella chiesa vuota, in silenzio pochi minuti; poi, sempre seduti a scambiarci qualche parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usciamo insieme, facciamo spesa all'&lt;span id="SPELLING_ERROR_9" class="blsp-spelling-error"&gt;Esselunga&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3787995079185612561?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3787995079185612561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/11/una-famiglia-sul-sentiero-del-tempo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3787995079185612561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3787995079185612561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/11/una-famiglia-sul-sentiero-del-tempo.html' title='Una  famiglia  sul  sentiero  del tempo'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3160444124165470020</id><published>2010-10-23T18:03:00.005+02:00</published><updated>2010-10-23T18:38:25.398+02:00</updated><title type='text'>L'assenza  dovuta ( 22° di Q. di L. )</title><content type='html'>Noi tutti nella consuetudine della vita, appaghiamo il bisogno di stare con gli altri, anche con le persone che non sono di casa. Per il malato terminale non è così: costretto a rimanere nel suo appartamento o nel suo letto, non può disporre liberamente di incontri e di colloqui privati. Questa realtà sembra spesso incompresa, può sfuggire l'importanza di serbare al malato uno spazio di tempo (e un luogo) da gestire autonomamente in piena libertà e riservatezza. La malattia non annulla in lui il piacere dei rapporti sociali, né il bisogno di sentire che qualcuno gli rivolga la parola, lo ascolti, chieda un suo parere; non cancella il diritto di tenere  per sé un segreto o di confidarlo soltanto a chi vuole; il tempo della segregazione cui la malattia lo obbliga acuisce l'urgenza di un rapporto di amicizia che resti riservato. Ci si avvede con chiarezza  di ciò quando il malato si intrattiene da solo con una persona estranea alla sfera familiare, o con chi mantiene un rapporto costante vincolato alla sua situazione, medici, infermieri, volontari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Quasi sempre il malato ha difficoltà ad esprimere questa esigenza ai parenti, teme che la domanda di riservatezza li offenda, venga recepita come un affronto, un'esclusione ingiusta: dubbio non del tutto infondato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   "Essere sempre presenti", "fare compagnia", nell'amore dei parenti può venire avvertito come dovere inderogabile o un diritto assoluto, tuttavia questa dedizione affettuosa se non concede al malato possibili intervalli di convivenza scelta liberamente, rischia di mutarsi in un controllo costante, di accrescere in lui l'ansia che ha già dentro anziché quietarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   "Vorrei parlarti di quello che mi succede, perché lei è buona, ma su alcune cose la pensiamo in modo diverso..". E' entrata. Si siede vicino, premurosissima; è efficiente, disponibile alla conversazione col volontario, onnipresente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Il malato vorrebbe che anche la persona più intima intuisse questa sua necessità, ne comprendesse l'importanza riservandogli momenti di "assenza dovuta". Nessuno è in grado di dare tutto al malato, anche la dedizione più affettuosa, anche il dolore possono soffocare la libertà di chi si ama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Queste riflessioni riguardano ovviamente anche il volontario attento a condurre "l'accompagnamento" con presenza sollecita, ma pronto a farsi in disparte nel momento opportuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   E' un aspetto che affiora frequentando il malato, ma che per i familiari rimane spesso un messaggio difficile da recepire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3160444124165470020?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3160444124165470020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/10/lassenza-dovuta-22-di-q-di-l.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3160444124165470020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3160444124165470020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/10/lassenza-dovuta-22-di-q-di-l.html' title='L&apos;assenza  dovuta ( 22° di Q. di L. )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1758682952945480055</id><published>2010-10-17T15:08:00.003+02:00</published><updated>2010-10-17T15:24:08.598+02:00</updated><title type='text'>Il  segreto (21° di Q. di L.)</title><content type='html'>Lungo i giorni dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; il malato può sentire il bisogno di confidarsi: non vuole rivivere nella solitudine la fatica della sua storia, è un moto spontaneo che gli procura grande sollievo, una liberazione, soprattutto quando, nonostante le persone vicine, è solo a conoscere nel riserbo il suo passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Confida le parole intime della sua vita, procede con cautela, a intervalli. Una parola e un attimo lungo di sosta muta, di ascolto del tuo silenzio e del tuo volto, gli interessa sapere chi sei, se lo capisci, perché stai a sentirlo, se lo giudichi o se gli vuoi bene; sapere se stai facendo con lui la sua strada...se è sicuro con te. Allora l'animo si libera, a volte fino a commuoversi e fino alla quiete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   E' la gioia reciproca di una nuova amicizia, la sensazione di essere più liberi, e il malato può dirti &lt;em&gt;"E' come se ci fossimo conosciuti da sempre". &lt;/em&gt;Un uomo ti ha aperto la sua storia, conosci una sofferenza nascosta, un dolore incompreso, la sua speranza. Non tradire la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;riservatezza&lt;/span&gt; che si attendeva da te.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1758682952945480055?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1758682952945480055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/10/il-segreto-21-di-q-di-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1758682952945480055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1758682952945480055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/10/il-segreto-21-di-q-di-l.html' title='Il  segreto (21° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-8611510931908250</id><published>2010-10-15T18:03:00.003+02:00</published><updated>2010-10-15T19:15:35.811+02:00</updated><title type='text'>Domanda  inattesa</title><content type='html'>E mi chiedi come mai, dopo anni di attività, mi occupo ancora dei malati terminali? Precisiamo innanzi tutto che il mio impegno si è molto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ridimensionato&lt;/span&gt; in ragione dell'autonomia che l'età mi concede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   La domanda è antica, ho azzardato risposte in successione di tempo e di esperienza, spesso con nuovi spunti, eppure tutte sono rimaste incompiute. In ognuna un po' di verità, ma rimaneva spazio da colmare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Sorge spontaneo l'interesse a comprendere il "perché" di certe decisioni prima che ti accinga ad attuarle, tuttavia vi sono circostanze e avvenimenti che ne consentono l'incontro profondo soltanto a patto di viverli, di averli vissuti e custoditi nell'intimo dell'ascolto segreto. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Comprensione&lt;/span&gt; sempre limitata si intende, perché gioia e dolore, vita e morte rimangono il mistero che sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   La tua domanda mi accompagna dall'inizio del mio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;volontariato&lt;/span&gt; come indicazione di un sentiero, alla ricerca di ciò che già desideravo senza conoscerlo; poi, durante il cammino è avvenuto tra il sentiero e me una specie di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;identificazione&lt;/span&gt;, io che passo dopo passo incontro le novità del tragitto, e il sentiero che ha senso soltanto se qualcuno lo percorre, se io lo frequento, se cammino e mi soffermo stupito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Oggi mi sembra più semplice di allora risponderti: "perché amo la vita", parole sciupate in mille rivoli dirai, divenute banali, ma non nel loro contenuto, esse esigono una verifica di significato. E' incantevole pensare che la vita è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;meravigliosa&lt;/span&gt; (e spesso lo è), ma non posso ignorare la sofferenza, la malattia, il tempo che chiude.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   - "perché amo la vita", in queste parole può trovare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;soddisfazione&lt;/span&gt; la domanda che mi hai posto all'inizio, però rispondi prima a quest'altra:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   "Come pensi, come ti coinvolgono l'amore e la vita, ogni forma,ogni tempo della vita.?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-8611510931908250?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/8611510931908250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/10/domanda-inattesa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8611510931908250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8611510931908250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/10/domanda-inattesa.html' title='Domanda  inattesa'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2586352869246855992</id><published>2010-10-07T11:33:00.002+02:00</published><updated>2010-10-07T12:00:55.535+02:00</updated><title type='text'>Disunione in famiglia  (20° di Q. di L.)</title><content type='html'>E' esperienza consueta conoscere famiglie aperte alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;collaborazione&lt;/span&gt; tra le persone che le compongono, tutte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;singolarmente&lt;/span&gt; dedite alla cura del malato, pur nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; concessa dai necessari impegni personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Talvolta accade invece di trovarsi in contesti di segno opposto, ed assistere a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;comportamenti&lt;/span&gt; che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;aggravano&lt;/span&gt; la sofferenza del malato: convivenze difficili, voci alterate, parole dure, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;incomprensioni&lt;/span&gt; che neppure la malattia sopisce. Nessun ascolto della sofferenza, persone lontane tra loro e dal malato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Pur non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;interferendo&lt;/span&gt; nelle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;conversazioni&lt;/span&gt; che si ascoltano, si tenta di alleggerire la tensione distraendo il malato, facendo spazio a un velo di ironia, a una parola di quiete, a un sorriso. In circostanze simili tuttavia, mi pare che la presenza silenziosa del volontario assuma importanza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;fondamentale&lt;/span&gt;. Un silenzio disponibile e forte, che non accetta di essere contaminato dalle liti. Una presenza silenziosa ostinata che vuole porsi ad argine del malato,di fronte a un male che aggrava talvolta &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;drammaticamente&lt;/span&gt; il dolore di queste vite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Impotente silenzio di dissenso, che potrà essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;testimonianza&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;comprensione&lt;/span&gt; e di amore nella memoria di chi resta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2586352869246855992?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2586352869246855992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/10/disunione-in-famiglia-20-di-q-di-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2586352869246855992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2586352869246855992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/10/disunione-in-famiglia-20-di-q-di-l.html' title='Disunione in famiglia  (20° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-8401085537681550225</id><published>2010-09-27T15:54:00.003+02:00</published><updated>2010-09-27T16:28:55.884+02:00</updated><title type='text'>C o p i a t u r a</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;   Rileggo e mi addentro nel testo in un silenzio diverso da quello del tempo in cui l'ho scritto. E' altro anche l'ascolto, meno emozioni, la compiutezza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;circoscritta&lt;/span&gt; dell'episodio singolo si ripete, forme e modi diversi. Una umanità ormai assente, sconosciuta, soltanto a pochi la memoria di un volto, l'eco di una vita, di una relazione...un affetto, forse un sorriso. Tutto è finito eppure tutto è presente, tutto continua, c'è stupore, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;contemplazione&lt;/span&gt;. E' il nuovo ascolto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;   Vorrei che i visitatori "anonimi" di questo blog spiassero tra le righe del Quaderno di Lavoro un costante afflato alla vita, anche se incontrano con frequenza parole pesanti come sofferenza, terminale, morte...inevitabili nello specifico di questo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;volontariato&lt;/span&gt;. Parole che non cancello e tuttavia non vorrei fossero causa di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;fraintendimento&lt;/span&gt;, di visione impropria dello spirito in cui ho tentato di muovermi &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;trovandomi&lt;/span&gt; a tu per tu coi malati e con le loro famiglie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;   Da qui nasce il mio desiderio di fare chiarezza e affermare in modo esplicito che il Quaderno di Lavoro è uno scritto dedicato alla vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;   La Morte è qualcosa di serio non di tragico, qualcosa di serio come lo è la Vita. Questa anzi è cosa "veramente seria", seria e importante &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;indistintamente&lt;/span&gt; sino al suo esaurirsi. Persino nel quotidiano la ripetizione dell'ordinario è "cosa seria", anche quando sembra che nulla di importante o di eccezionale accada: ogni lembo di vissuto è tempo che modifica la vita, in esso diventiamo ciò che siamo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;   Accanto al malato e al morente il volontario serba il suo amore e la sua attenzione alla persona viva, non alla morte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;   Da "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Servabo&lt;/span&gt;" di Luigi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Pintor&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;-  "..(come la vecchiaia)... la malattia non essendo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;riconosciuta&lt;/span&gt; come forma della vita, diventa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;orribilmente&lt;/span&gt; dolorosa e incurabile."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;    Da "Lettere dal carcere" di L.&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Bonhoeffer&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- &lt;em&gt;   "Dio non deve essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;riconosciuto&lt;/span&gt; solamente ai limiti delle nostre possibilità, ma al centro della vita: e non solamente nel morire: nella salute e nella forza, e non solamente nella sofferenza...La ragione di tutto questo sta nella rivelazione di Dio in Gesù Cristo."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-8401085537681550225?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/8401085537681550225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/09/c-o-p-i-t-u-r.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8401085537681550225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8401085537681550225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/09/c-o-p-i-t-u-r.html' title='C o p i a t u r a'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3299086997061541192</id><published>2010-08-21T15:24:00.003+02:00</published><updated>2010-08-21T16:03:43.762+02:00</updated><title type='text'>Contributo alle riflessioni di Luca. (Continua 19° di Q. di L.)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Può essere utile riflettere sulle nostre esperienze vissute. Quando ci accostiamo al ricordo di una persona che ci ha lasciato, nella memoria ne fissiamo il volto, lo sguardo, quasi a frugare con speranza nella sua anima, nel suo spirito, in definitiva nel suo amore per raccogliere e trattenere in noi ogni bellezza che vi troviamo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Svanisce l'interesse per ciò che ha fatto, per ciò che ha lasciato. Il bisogno di vita che ci portiamo dentro e l'ansia di poter rimanere ancora in comunione di amore, ci conduce &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;inevitabilmente&lt;/span&gt; alla domanda profonda, essenziale: "chi era?..." "tu chi sei stato?"; in effetti la vita di ognuno, fino al suo spegnersi, è un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;intrecciarsi&lt;/span&gt; continuo con la vita degli altri, uno scambio reciproco di valori e di sentimenti. Mi sembra molto importante partecipare al malato terminale queste riflessioni: dal suo isolamento può rendersi conto che anche a lui, come al volontario, è concesso il privilegio di potersi occupare degli altri. Vivere "bene" il presente, come può, nella burrasca dei suoi giorni, anche per il malato terminale è dunque un atto di amore e di solidarietà verso le persone che lascia, un atto che lui soltanto può compiere. Dal nostro ricordo gli altri potranno trarre un aiuto concreto di fiducia nella vita, un ricordo di pace e di benedizione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse "un malato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;perfettamente&lt;/span&gt; consapevole della sua fine" e sensibile a realtà non solo materiali, può trovare aiuto in queste riflessioni, e forse... anche il malato che invoca la morte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'altro argomento che riferisci riguarda un certo modo di avvicinarsi alla fine. La morte arriva dall'esterno, estranea &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;al nostro&lt;/span&gt; corpo, un'entità che tenderà l'agguato, "tra poco mi verrà addosso la morte e ho paura" ha detto Mario ( Parlami della tua morte). E' la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;personificazione&lt;/span&gt; dell'idea della morte; questo modo di vivere il tempo della propria malattia, attinge all'immaginario popolare della tradizione nutrita da racconti, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;films&lt;/span&gt; e dall'arte stessa. Il malato che sperimenta queste &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;rappresentazioni&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;fantastiche&lt;/span&gt; ne viene &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;interiormente&lt;/span&gt; turbato, vive emozioni negative, estranee alla realtà; realtà che potrebbe essere affrontata con minor angoscia, se &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; potesse liberarsi da questi fantasmi. Ritengo perciò inopportuno pronunciare la parola morte in simili contesti, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; quando il paziente insiste nell'usarla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;precisazione&lt;/span&gt;: tacere la parola morte non equivale negare al paziente di parlare della morte, o della sua morte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti ringrazio ancora per questo scambio di idee sempre utile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un caro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;sauto&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3299086997061541192?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3299086997061541192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/contributo-alle-riflessioni-di-luca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3299086997061541192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3299086997061541192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/contributo-alle-riflessioni-di-luca.html' title='Contributo alle riflessioni di Luca. (Continua 19° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2815628551265547114</id><published>2010-08-12T15:39:00.006+02:00</published><updated>2010-08-21T15:13:53.222+02:00</updated><title type='text'>Contributo  alle  riflessioni  di  Luca (19° di Q. di L.)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro Luca,&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;la tua piacevole ironia è un richiamo a non prenderci troppo sul serio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;approfondendo&lt;/span&gt; argomenti più grandi di n&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;oi&lt;/span&gt;. Ogni prospettiva, i dubbi e le perplessità, le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;interpretazioni&lt;/span&gt; personali ci stimolano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;reciprocamente&lt;/span&gt; a ripensare ciò che ci sembrava forse aver "risolto", per tentarne una nuova &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;comprensione&lt;/span&gt;. Ti ringrazio di avermi inviato le due e-mail del 14 settembre e del 3 ottobre, e mi permetto risponderti in questo quaderno. Associo i temi che hai esposto per facilitarmi il compito.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quanto alla necessità che accanto al malato terminale "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;perfettamente&lt;/span&gt; consapevole della sua fine imminente" vi sia la presenza di "un direttore spirituale, un santo, un profeta" (battuta a parte), mi sembra evidente che di necessario ed importante ci sia soltanto la tua, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; la tua presenza, così come sei; a te infatti il malato si è rivolto. E poi, nella misura del possibile, mi sembra bello in compagnia del malato dimenticare i reciproci ruoli.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Introdurrei una riflessione sulla opportunità di prevedere questa domanda e prepararsi, sempre che il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;caso lo&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;consenta&lt;/span&gt;, perché ne abbiamo tempo e modo mentre il malato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;progressivamene&lt;/span&gt; si avvicina a tale presa di coscienza. Distinguere in quale fase della malattia il paziente apre il dialogo sulla propria morte, (all'atto della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; della diagnosi, dopo mesi o anni di sofferenza, oppure nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;effettiva&lt;/span&gt; prossimità della fine) e godere della sua familiarità, favorisce l'intuizione del vissuto e delle attese; il colloquio può aprirsi agli aspetti più consoni alla singola persona ( ad esempio al tema della religiosità nella varietà delle confessioni di fede) ed ai problemi concreti attinenti la situazione attuale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando il malato "consapevole" mi intrattiene sulla imminenza della propria morte, in pratica mi chiede di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;acconsentire&lt;/span&gt; a volergli bene sino a vivere insieme a lui la paura dell'abbandono che presagisce. Non sviare il discorso è già conferma delle sue stesse parole, è aiutare il malato ad avvicinarsi alla verità senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;abbandonarlo&lt;/span&gt;, e se la relazione con lui è giunta ad una relazione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; intensa, il colloquio non può che sfociare, oltre l'ascolto, nel mettere in comune ciò che ognuno di noi è e sente nel profondo di sé. Con sincerità rispettosa e prudente, con l'attenzione costante a non soverchiare la sua debolezza o l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;impreparazione&lt;/span&gt; sia pure momentanea, in nome della verità (connessa al suo stato).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il malato che mi parla della sua morte subito mi coinvolge, tento di vivere con lui l'estrema fragilità del tempo come lui la sente. Quando le sue parole mi colgono in un momento inatteso, allora la sorpresa e l'emozione sembrano sigillare la risposta. L'insidia sta nel riflesso spontaneo di rispondere in fretta, eppure anche una pausa di silenzio può essere risposta che acconsente. Accanto al letto del malato i servizi più marginali o il contatto fisico esprimono amore e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;condivisione&lt;/span&gt;, e favoriscono la scelta sempre difficile delle parole appropriate, "pensi che riguardi soltanto te?" "E' un periodo importante per te, ma lo è pure per i tuoi familiari..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;( segue )&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2815628551265547114?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2815628551265547114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/contributo-alle-riflessioni-di-luca-19.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2815628551265547114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2815628551265547114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/contributo-alle-riflessioni-di-luca-19.html' title='Contributo  alle  riflessioni  di  Luca (19° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7135529082270769846</id><published>2010-08-07T18:15:00.003+02:00</published><updated>2010-08-07T18:30:33.220+02:00</updated><title type='text'>La purezza delle posizioni assolute</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;    Poche parole tratte dal libro "come mi batte forte il tuo cuore" di Benedetta &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Tobagi&lt;/span&gt;, offrono l'opportunità di nuovi spunti di riflessione su un argomento similare a quello trattato ieri su questo blog. A mio avviso ne amplia l'orizzonte e introduce  situazioni e contesti a noi più vicini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"....La purezza delle posizioni assolute esercita un forte potere di seduzione, ma è una seduzione maligna. La purezza spesso non è altro che fuga, rifiuto di fare i conti con la complessità e i limiti della realtà.....&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;     E' infantile dimenticare che, per agire, bisogna sempre "sporcarsi le mani" con la realtà: la cosa difficile è immergersi nel mondo senza sporcarsi l'anima.  ....&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;    &lt;em&gt;Il compito che ci aspetta è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; arduo&lt;/em&gt;, ebbe a dire un saggio dell'ebraismo, &lt;em&gt;non sta a noi finire il lavoro, ma non siamo neppure liberi di ritirarci. ....."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7135529082270769846?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7135529082270769846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/la-purezza-delle-posizioni-assolute.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7135529082270769846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7135529082270769846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/la-purezza-delle-posizioni-assolute.html' title='La purezza delle posizioni assolute'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-977737934542207042</id><published>2010-08-05T15:09:00.008+02:00</published><updated>2010-08-05T16:42:59.226+02:00</updated><title type='text'>Esigenza  di  discutere  con  franchezza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un brano tratto da "L'infinito viaggiare", di Claudio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Magris&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;".......Mi accorgo di essere incerto sul tono giusto da assumere, sulla frontiera tra il rispetto della verità e il rispetto delle persone, la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;responsabile&lt;/span&gt; attenzione a non mettere altri in difficoltà e la cautela &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;convenzionale&lt;/span&gt;. Mi sarebbe facile tuonare di libertà, democrazia e Occidente, senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;preoccuparmi&lt;/span&gt; di mettere altri in imbarazzo e senza pagare dazio, lasciando che siano loro, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;eventualmente&lt;/span&gt;, a pagarlo. L'etica della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;responsabilità&lt;/span&gt;, che pensa non solo alla purezza degli ideali, ma anche alle loro conseguenze per gli altri, è un fondamento della vita civile e della democrazia. Mai come quando si viaggia, tuttavia, si sente quanto facilmente essa possa sfumare in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;involontaria&lt;/span&gt; complicità o almeno in colpevole neutralità. I residenti, i sedentari, sono costretti a fare i conti a fondo con la realtà in cui vivono, senza svicolare, come è consentito invece a chi la notte dopo dormirà sotto un altro cielo. ..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parole che hanno il sapore della metafora. Con quali altre, nella sfera delle relazioni private, familiari o pubbliche, potrei sostituire "libertà, democrazia, Occidente", lasciando intatto il senso del testo?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-977737934542207042?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/977737934542207042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/esigenza-di-discutere-con-franchezza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/977737934542207042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/977737934542207042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/esigenza-di-discutere-con-franchezza.html' title='Esigenza  di  discutere  con  franchezza'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-927814880288112256</id><published>2010-08-01T12:16:00.004+02:00</published><updated>2010-08-05T16:28:09.093+02:00</updated><title type='text'>Il malato accenna alla sua morte imminente (Luca) (18° di Q. di L.)</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Luca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presenti..... ( dagli appunti scritti, in ossequio alla privacy dei colleghi, ritengo opportuno riportare, oltre la domanda e il pensiero di Luca che introducono il Dialogo, soltanto il paragrafo che mi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;riuarda&lt;/span&gt;, a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;prosecuzione&lt;/span&gt; e complemento di quanto trattato nel capitolo precedente e nei due successivi).&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appunti schematici, senza la pretesa di riportare esattamente pensiero e parole dei presenti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Luca chiede ai presenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;osservazioni&lt;/span&gt; sulle risposte da dare ad un malato che accenna alla sua morte imminente; per sé dice che tende piuttosto a favorire, se non speranze infondate, almeno il dubbio sulla evoluzione della malattia o quanto meno sui suoi tempi; ma teme, così facendo, di evadere magari un più profondo bisogno del malato di aprirsi con qualcuno sulla sua vera situazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Luigi sottolinea l'importanza della sincerità: una risposta che non corrisponda a quanto si sente è molto pericolosa. E il retto sentire consiste nel vedere la morte non come una violenza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;puramente&lt;/span&gt; distruttiva che dal di fuori aggredisce e annulla la vita, ma come una possibilità di portare a compimento la vita stessa, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;confermandone&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;illuminandone&lt;/span&gt; le parti più valide, specie quelle segnate dal filo conduttore dell'amore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Luigi evita persino di usare la parole "morte", &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;perché&lt;/span&gt; non esiste una cosa a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;sè&lt;/span&gt; che si chiama morte (come invece esiste una cosa a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;sè&lt;/span&gt; che si chiama vita): esiste soltanto un momento della vita, il morire, che della vita è parte necessaria e al tempo stesso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;fondamenale&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-927814880288112256?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/927814880288112256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/il-malato-accenna-alla-sua-morte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/927814880288112256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/927814880288112256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/08/il-malato-accenna-alla-sua-morte.html' title='Il malato accenna alla sua morte imminente (Luca) (18° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2231166834350181502</id><published>2010-07-31T13:27:00.005+02:00</published><updated>2010-07-31T14:06:07.442+02:00</updated><title type='text'>CAMPEGGIO  LUGLIO  2010 (Parrocchia "4 EVA")</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;            Elena e io, nonni in macchina verso il "campeggio". Dal paesino in cui ci troviamo è a circa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;mezz&lt;/span&gt;'ora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;            Entriamo in valle, il verde dei prati è ovunque appena sopra le pinete ma il verde è diverso, più in alto i colori delle rocce sulle pareti salgono alle creste, alle vette, più su ancora il colore di un cielo tutto uguale. E' splendido oggi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;             Arriviamo in tarda mattinata per la Messa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;             Gli ultimi ritocchi completano il riassetto della "Casa", la presenza vigile e discreta dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;responsabili&lt;/span&gt;, gli ultimi zaini alle auto dei volontari. C'è aria di addio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;              Attorno un senso di serenità: i più piccoli vicino al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;ping&lt;/span&gt;-pong, ragazzi e ragazze a gruppetti chi sui prati, chi sulla strada. Li vedo quieti in compagnia fra loro. C'è attesa, questa partenza è quasi un evento, già un ricordare e un parlare di ciò che li attende. Forse è qualcosa che scava dentro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;              Dietro la "Casa": è lì il tavolo per l'altare. Saranno 70 non so, ragazze e ragazzi seduti seduti sul prato in lieve pendio, qualche panca a monte e da un lato a disegnare uno spazio, poi le piante. Nella parte più bassa l'altare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;              Due preti. Don Flavio lascia, don Matteo è quello nuovo. Anelli di una stessa catena. Toni fraterni fra loro che partecipano anche a noi, un velo di commozione ma spesso buona ironia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;             Prima della messa un lungo momento di silenzio, fatto proprio, vissuto in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;raccoglimento&lt;/span&gt;. Poi ho ascoltato parole semplici di colloquio, la serietà dell'Annuncio, il tono spirituale intimo, intriso di affetto che suscita il sorriso e la simpatia. Parole e modi che fanno pensare e chiedono ancora silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;             Chi vuole  può esprimere una riflessione sui giorni passati al campeggio, una preghiera. "Signore ti ringrazio perché..." molti i perché.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;              &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Anch&lt;/span&gt;'io sentivo di aver qualcosa da dire, ma non mi era chiaro e poi forse era giusto astenermi. Era loro l'esperienza della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;condivisione&lt;/span&gt;, di quel vissuto, del tempo concesso per la "loro" messa nella libertà di parlare e ascoltare e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;confrontarsi&lt;/span&gt;. L'occasione di una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; che nasce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;               In fondo soltanto questo avrei detto:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;               " Grazie per la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;testimonianza&lt;/span&gt; della piccola chiesa che siete, qui, voi tutti insieme, piccola quanto basta per essere immensa nel Signore, aperta e festante a chiunque chieda di entrare...  Sconosciuti ci siamo sentiti accolti, partecipi di una Comunità, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;accompagnati&lt;/span&gt; dalla vostra gioia, dalla serietà e dal calore umano che, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;inconsapevoli&lt;/span&gt;, regalate anche  a chi solo vi osserva."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;              &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2231166834350181502?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2231166834350181502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/07/campeggio-luglio-2010-parrocchia-4-eva.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2231166834350181502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2231166834350181502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/07/campeggio-luglio-2010-parrocchia-4-eva.html' title='CAMPEGGIO  LUGLIO  2010 (Parrocchia &quot;4 EVA&quot;)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-119956851688480509</id><published>2010-06-21T21:44:00.003+02:00</published><updated>2010-06-21T22:21:38.175+02:00</updated><title type='text'>Ascoltare  la  speranza  (Luca) (17° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Milano&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro Luigi,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;approfitto della busta che ti mando per esporti le riflessioni che mi sollecita il tuo scritto "Ascoltare la speranza".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sembra di capire che in sostanza tu fai ammenda di una certa passata tendenza a dire " Questa speranza non ha senso", ad "assumere toni presuntuosi di una visione superiore delle cose" adottando quasi "la sufficienza distaccata dell'ovvietà"; e proponi invece di scavare sotto un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;comportamento&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;apparentemente&lt;/span&gt; senza senso per scoprire il motore profondo (e ricchissimo di senso), cioè l'amore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Concordo con te: uno scavo di questo genere non sarà mai lodato e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;raccomandato&lt;/span&gt; abbastanza. Ti dirò che io non avevo fatto una riflessione simile, ma verso la speranza infondata avevo una posizione positiva, sia pure per ragioni più modeste: e per arricchire il bestiario dei volontari ti espongo tale mia posizione (come al solito da povero ingegnere).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo me: l'uomo è un animale irrazionale; specie quando gli eventi lo pongono davanti a situazioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;insopportabili&lt;/span&gt;; infatti allora cerca sollievo nell'incoerenza, nell'alternanza tra uno stato A in cui riconosce la realtà e uno stato B in cui cancella la realtà per considerare soltanto un sogno, senza metterlo in discussione. A volte questi stati sembrano addirittura non succedersi nel tempo, ma coesistere: come se una parte del cervello pensasse in un modo, e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;contemporaneamente&lt;/span&gt; un'altra in un altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io che guardo il malato dal di fuori vorrei soltanto che fosse il meno infelice possibile. Vorrei che lo stato B avesse la massima estensione possibile, fin quando  possibile. E se qualcosa mi limita nell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;incoraggiare&lt;/span&gt; il malato in tal senso è solo il tentativo (quanto difficile!) di fare un bilancio tra un piccolo sollievo ora ed una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;disperazione&lt;/span&gt; domani, più grave per la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;disillusione&lt;/span&gt; rispetto al sollievo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti dirò che la mia posizione mi blocca nei casi (come ne ho uno ora: e intendevo metterlo sul tappeto nelle nostre riunioni) in cui il malato, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;perfettamente&lt;/span&gt; consapevole, dichiara di essere vicino alla fine. Io bofonchio qualcosa come "non bisogna &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;impressionarsi&lt;/span&gt; di alti e bassi" o altre sciocchezze del genere; e il discorso passa ad altro. Ho evitato (o anche soltanto ritardato) un momento di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;disperazione&lt;/span&gt;? O non ho risposto ad una richiesta di aiuto? Aiuto come? Dove trovo l'aiuto da dare quando sul tavolo si pone apertamente un oggetto come la morte? Non la morte in senso generale, la morte di tutti: la morte a breve scadenza del solo mio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;interlocutore&lt;/span&gt;!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quali parole? Quali pensieri? Dovrei essere un direttore spirituale, un santo, un profeta? Ed io che sono solo un povero ingegnere. Ne parleremo. Abbracci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-119956851688480509?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/119956851688480509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/06/ascoltare-la-speranza-luca-17-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/119956851688480509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/119956851688480509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/06/ascoltare-la-speranza-luca-17-di.html' title='Ascoltare  la  speranza  (Luca) (17° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-8802762686510429389</id><published>2010-06-20T14:33:00.005+02:00</published><updated>2010-06-20T14:59:55.179+02:00</updated><title type='text'>"  ci  sto  "</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A messa pochi fedeli, raccolti. Il prete indugia qualche attimo, le braccia immobili tese verso l'alto a sostenere l'Ostia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La guardo, e mi sorprendo a dire con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;determinazione&lt;/span&gt; dentro di me, "ci sto". Eleva il calice, e ripeto. Pensieri di intesa, di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;responsabilità&lt;/span&gt; assunta e di conforto. Un modo di dire inusuale in questo luogo, ma lì per lì prego come mi viene; forse il Signore riascolta volentieri le parole degli uomini, anche se logore, spesso disattese. In là con gli anni e in altro modo le ho certamente ripetute, eppure nascono come novità, il "canto" di ieri oggi se vuoi è un "canto nuovo".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi chiedo se oggi, coi capelli bianchi, ciò abbia senso , se vi sia qualcosa di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;adolescenziale&lt;/span&gt;. Si, ha senso, alla mia età ho più bisogno di Dio; in Lui bisogno di libertà e di salvezza, per tutti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una volta l'orizzonte era lontano, linea sottile di realtà molteplici, quasi indistinte; ora si è fatto vicino, l'angolo di visuale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ridimensionato&lt;/span&gt;. Meno cose, più nitide, essenziali; promessa e mistero, esperienza di amore ricevuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La corrente mi ha portato alla foce, tutto mi è più familiare e caro, c'è più luce. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appena in là, non so quanto, il mare aperto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Signore ..."ci sto", ma Tu aiutami.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-8802762686510429389?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/8802762686510429389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/06/ci-sto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8802762686510429389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8802762686510429389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/06/ci-sto.html' title='&quot;  ci  sto  &quot;'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2250007726657998092</id><published>2010-05-30T17:54:00.002+02:00</published><updated>2010-05-30T19:31:24.911+02:00</updated><title type='text'>Ascoltare  la  speranza ( 17° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Chi accompagna un malato terminale è consapevole fin dal primo incontro, che il suo amico malato lo lascerà presto. Questa certezza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;affievolisce&lt;/span&gt;, a volte scredita ai suoi occhi, il significato della speranza che perdura malgrado tutto, nei suoi familiari, e verso la quale a volte può sembrare bene opporre una certa resistenza per rendere meno doloroso l'impatto con la realtà finale. Per "familiare" intendo la persona che ha un rapporto personale profondo col paziente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non escludere l'eventualità di notizie di segno positivo, pur se poco probabili o addirittura &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;inverosimili&lt;/span&gt;, manifesta un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;atteggiamento&lt;/span&gt; naturale, un sogno e un riposo, che non esimono tuttavia dalla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; del presente come esso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;concretamente&lt;/span&gt; si propone e lascia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ragionevolmente&lt;/span&gt; prevedere. Ma il dolore a volte offusca l'evidenza, e la speranza sembra diventare semplice sostegno psicologico, è l'attesa di poter traghettare dal desiderio alla realtà ciò che si vorrebbe: la guarigione della persona cara. Attesa sempre delusa nell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;: l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;ineluttabilità&lt;/span&gt; dell'evento e la sua importanza spingono il volontario a considerare questa "fiducia" un'illusione temporanea, un problema marginale, &lt;em&gt;"...Spera sempre, ma non c'è più niente da fare!",&lt;/em&gt; come dire &lt;em&gt;"Questa speranza non ha senso."&lt;/em&gt; Sono molteplici le ragioni della speranza, e spesso coesistono: la paura fisica della morte, il timore di vedere compromessa una situazione nelle sue prospettive economiche, familiari, di vita quotidiana, ma su tutte quasi sempre prevale l'amore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si tratta di argomento poco dibattuto tra i volontari, e io stesso soltanto ora me ne occupo con impegno, dopo alcuni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;accompagnamenti&lt;/span&gt; che hanno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; sollecitato la mia riflessione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' davvero senza significato la speranza dei familiari, davvero un'assurdità? Non dico qui la speranza che appartiene alla Fede, ma quella che incontro comunemente, di veder guarire il malato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse ha un suo messaggio, un valore proprio, a prescindere dalla sua fondatezza. Alcuni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;comportamenti&lt;/span&gt;, alcune parole mi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;suggeriscono&lt;/span&gt; che, anche se priva di prospettive ragionevoli, nessuna speranza è "disperata", nessuna priva di senso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Preme sul familiare il tempo della clessidra, ora più incline a dirgli quanto manca, e in questa attesa che si va esaurendo c'è l'apprensione, l'urgenza del poco che resta, si condensa tutto il vissuto, i vincoli, le gioie, i progetti...in questo terreno ha radice l'assurdo della speranza. Con voce ferma o con parole appena sussurrate o vissuta nel silenzio, anche se a tratti alterna ad una visione chiara dei fatti, la speranza è frutto di un amore grande che nulla può disarmare, a dispetto di ciò che sta per accadere. E' il bisogno di confermare a sé stesso questo amore, l'ansia di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;testimoniarlo&lt;/span&gt; a tutti, forse è annuncio di quello che non verrà meno dopo la morte del malato. Allora la speranza illumina il dolore, anche degli altri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come porsi davanti alla speranza dei familiari? Non si tratta di un "problema marginale", è cosa importante. Abbandono i toni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;presuntuosi&lt;/span&gt; di una visione superiore delle cose, la sufficienza distaccata dell'ovvietà. Nessuna astrazione speculativa sulla "speranza", ma l'ascolto dell'uomo e della donna che sperano, di quell'uomo e di quella donna nella presa di coscienza e nell'intensità del loro vissuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le parole di chi spera chiedono ogni volta l'impegno del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;discernimento&lt;/span&gt;; a volte la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;comprensione&lt;/span&gt; e l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;apprezzamento&lt;/span&gt; del senso nascosto che lasciano intuire. Accettare la morte del malato è un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;atteggiamento&lt;/span&gt; positivo che presuppone un cammino faticoso per i familiari; aiutarli a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;riconsiderare&lt;/span&gt; la loro speranza è un atto di amore che esige dal volontario, lungo il tempo dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;, una seria, costante attenzione alle persone, la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;condivisione&lt;/span&gt; solidale della loro sofferenza e al tempo stesso un particolare sforzo di obiettività, una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;partecipazione&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;responsabile&lt;/span&gt;, coraggiosa e prudente. Alla fine, l'amore della speranza ormai svanita può fondersi con il dolore del distacco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2250007726657998092?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2250007726657998092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/05/ascoltare-la-speranza-17-di-quaderno-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2250007726657998092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2250007726657998092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/05/ascoltare-la-speranza-17-di-quaderno-di.html' title='Ascoltare  la  speranza ( 17° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4204911673176230715</id><published>2010-05-17T09:07:00.004+02:00</published><updated>2010-05-17T09:47:00.113+02:00</updated><title type='text'>Colloqui  di  Fede  (16°  di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quando il malato terminale non ha conosciuto prima della malattia la curiosità, il dubbio, la speranza della Fede, c'è imbarazzo a parlare di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un uomo si compiace di vedere i giorni scorrere secondo i suoi progetti, tutto è pianificato e fluisce &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;naturalmente&lt;/span&gt;, ma forse un pensiero sfugge al controllo, "un cane sciolto": ogni tanto arriva poi sparisce, mai però del tutto, è una presenza in sordina, disturba anche quando è assente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno tenta di ammansire il pensiero della morte con l'adesione formale alla Fede; un illusione accomodante, permette disimpegno accanto a un certo ottimismo, si vive tranquilli. E poi la morte non è qui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è qui, fin quando non si accosta di prepotenza, inattesa; allora ti accorgi che il tuo corpo (che pure ti costituisce) dispone come e quando vuole di te. Allora può capitare di rendersi conto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;improvvisamente&lt;/span&gt; che non si è mai presa sul serio la Fede; il pensiero stesso di Dio può atterrire, nessuna familiarità con Lui, mai pensato, mai invocato. Dio, il Padre sconosciuto appare nelle vesti del giudice. Così, quando il malato lo richiede, avverto un senso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;disorientamento&lt;/span&gt;, quasi di imbarazzo a parlare di Dio per il sospetto di ricattare un uomo mentre si trova in condizioni estreme, di sollecitare un atto di debolezza, un compromesso. E poi, parlare...di quale Dio? La speranza sottesa può essere il baratto al dolore e alla morte, alla paura di un Dio che vuole essere pagato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La malattia può diventare occasione di riflessione sulle domande &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;fondamentali&lt;/span&gt; della vita, ma la Fede non discende dal dolore né dalla paura, se ne &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;tradirebbero&lt;/span&gt; l'annuncio, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;travisandone&lt;/span&gt; l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;essenzialità&lt;/span&gt; e la purezza dell'origine. Accettare Dio, anche se il suo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;manifestarsi&lt;/span&gt; avviene nei tempi della sofferenza, resta una scelta spirituale, un' adesione al Signore che coinvolge tutto il nostro essere ed esistere. E' realtà spirituale radicata nel cuore: la attraversa il dolore e lo sconforto, la tormenta il dubbio. Quante volte preghiamo o sentiamo pregare  perché il malato guarisca, e non guarisce, non soffra, e continua a soffrire, perché la morte interrompa il tempo del dolore, e la vita continua. Ma la Fede, accolta e custodita, è altro, resta salda nella speranza cristiana, in un amore arreso  e fiducioso, nel mistero di un Dio che ci salva nella morte, non dalla morte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' sempre un'impresa più grande di noi parlare di Dio, è "impossibile", ma noi possiamo narrare di Gesù e tentare di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;testimoniarlo&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;personalmente&lt;/span&gt;. Proprio per Fede so che le parole semplici scambiate con il malato, non sono le sole: Dio ha parole e silenzi che non odo e non conosco, modalità e tempi misteriosi. Dico parole "impossibili" come quelle dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Annunciazione&lt;/span&gt;: chi le può credere? Maria ha creduto all'adempimento di quelle parole, e ci ha donato il Salvatore. Maria, la madre di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4204911673176230715?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4204911673176230715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/05/colloqui-di-fede-16-di-quaderno-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4204911673176230715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4204911673176230715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/05/colloqui-di-fede-16-di-quaderno-di.html' title='Colloqui  di  Fede  (16°  di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-5537313153436890488</id><published>2010-05-14T12:30:00.004+02:00</published><updated>2010-05-14T14:54:52.645+02:00</updated><title type='text'>La  Sindone</title><content type='html'>&lt;em&gt;Stralcio da una lettera inviata a un protestante (di Elena Milazzo )&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;......&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Personalmente&lt;/span&gt; non amo le reliquie, sono allergica ai fanatismi, ma sulla sindone credo si debba riflettere cominciando ad ammettere che di un fenomeno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;straordinario&lt;/span&gt; si tratta comunque. Il papa ha giustamente "glissato" sul fatto che sia una reliquia; in effetti nessuno lo ha mai affermato con certezza e non si tratta di un "dogma". Si può discutere sul clamore mediatico che ormai emana non solo dall'ostensione della sindone, ma da qualunque fatto inerente la chiesa cattolica e di cui &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sinceramente&lt;/span&gt; molti cattolici farebbero a meno; si può discutere del fatto che una schiera di "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sinodologi&lt;/span&gt; d'assalto" si sforzino di dimostrarne l'autenticità; si può discutere sull'aspetto economico-turistico che investe diocesi e città di Torino e che forse &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;contribuisce&lt;/span&gt; a gonfiare l'evento per fini di lucro. Tutte cose sacrosante. Ma veniamo alla gente. Ho visto la sindone molti anni fa, certo più di trenta. Non mi interessava e non mi interessa la sua autenticità come telo che ha ricoperto il corpo di Gesù, ma se non è autentica (e penso che non lo sia), è ancora più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;straordinaria&lt;/span&gt;. E allora è giusto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;considerarla&lt;/span&gt; come un'icona, che aiuta a pregare e a riscoprire nei Vangeli ciò che racconta come immagine. Potrebbe essere un oggetto che suscita il desiderio di saperne di più, riscoprendo nei Vangeli la narrazione della passione e della morte di Gesù? Riporto l'obiezione di Piero &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Stefani&lt;/span&gt; in proposito:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Solo se fosse possibile prescindere da ogni discorso circa la sua autenticità o la sua falsità avrebbe senso andare a Torino per vedere la Sindone. C'è da dubitare che ci si trovi in queste condizioni. Resta in ogni caso certezza di fede che leggere e meditare la narrazione della morte di Gesù secondo i quattro Vangeli costituisca l'accesso più autentico per cogliere il senso della morte di Gesù. Nel credere, l'ascoltare prevale sempre sul vedere. Scrisse Kafka:" Chi crede non vedrà mai un miracolo. Di giorno non si vedono le stelle."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel credere, l'ascoltare prevale sempre sul vedere, ha ragione Piero. Ma all'inizio, spesso, c'è una visione: non fu così per Paolo? L'ascolto in Paolo coincise con la visione. La visione della sindone può alludere, per molti, a parole della passione narrata nei Vangeli. L'ostensione della sindone potrebbe suscitare un cammino iniziato per curiosità e continuato per grazia. Io vorrei che si &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;distinguesse&lt;/span&gt; tra la sindone e le reliquie in genere. Le reliquie portano facilmente a fanatismo e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;superstizione&lt;/span&gt;, la sindone è diversa e anche se il rischio di fanatismo e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;superstizione&lt;/span&gt; è comunque presente questo esito non è detto sia sempre prevalente tra quanti si recano a vederla. Il vostro timore che si "relativizzi la Parola di Dio" ci mette in allerta e deve richiamare i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;responsabili&lt;/span&gt; di questi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;pellegrinaggi&lt;/span&gt; ad una grande attenzione, ma negare in assoluto che la cosa possa orientare in modo positivo la fede di tanti lo ritengo sbagliato. Si tratta di un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;atteggiamento&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;comprensibile&lt;/span&gt; nei protestanti (troppo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;devozionismo in&lt;/span&gt; casa cattolica!) ma forse, sulla sindone, è eccessivo.      &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;....                                                                &lt;a href="mailto:elenasenior@virgilio.it"&gt;elenasenior@virgilio.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-5537313153436890488?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/5537313153436890488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/05/la-sindone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5537313153436890488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5537313153436890488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/05/la-sindone.html' title='La  Sindone'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1072372970642773557</id><published>2010-05-08T11:40:00.008+02:00</published><updated>2010-05-10T10:25:28.376+02:00</updated><title type='text'>Colloquio breve</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A messa. Pochi fedeli, raccolti. Il prete indugia qualche attimo, immobile a sostenere l'Ostia, le braccia tese verso l'alto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La guardo, e mi sorprendo a dire lento, dentro di me con fermezza "ci sto". Poi eleva il calice, e ripeto, uguale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;determinazione&lt;/span&gt;. Parole di intesa, di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;responsabilità&lt;/span&gt; assunta e di conforto. Un modo che non ho mai pensato per dire la Fede, prego lì per lì come mi viene; e poi penso che il Signore riascolti volentieri le parole degli uomini, anche se logore, spesso disattese. Un vecchio le ha già ripetute, eppure nascono come novità, "il canto" di ieri, oggi se vuoi è "un canto nuovo".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi chiedo se tutto ciò abbia senso alla mia età, se vi sia qualcosa di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;adolescenziale&lt;/span&gt;. Eppure sì, ha senso, è differente dalla prima volta e anche dal "canto" di ieri, è qualcosa di più, ho bisogno di esprimerlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Preghiera semplice, però da ripensare, da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;approfondire&lt;/span&gt; sempre quella che non fabbrico io, quella che lo Spirito dice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una volta l'orizzonte "era lontano", linea sottile di realtà molteplici, quasi indistinte; ora si è fatto vicino, l'angolo di visuale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;ridimensionato&lt;/span&gt;. Meno cose, più nitide, essenziali. La corrente mi ha portato alla foce, tutto sembra più chiaro, appena in là, non so quanto, il mare aperto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Signore...."ci sto", ma Tu aiutami.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1072372970642773557?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1072372970642773557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/05/colloquio-breve.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1072372970642773557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1072372970642773557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/05/colloquio-breve.html' title='Colloquio breve'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1009365565358936005</id><published>2010-04-28T11:03:00.005+02:00</published><updated>2010-05-10T10:22:18.125+02:00</updated><title type='text'>Perché questa scelta - Il tempo nella terminalità (termina 15° di Q. di L.)</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il presente nel tempo dell'attesa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti abbiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sperimentato&lt;/span&gt; il tempo dell'attesa, aspettando qualcuno o qualcosa, o che accadesse un evento (forse la vita stessa è attesa), ma nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;quotidianità&lt;/span&gt; abbiamo anche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sperimentato&lt;/span&gt; che soltanto nel tempo presente vi è la possibilità di affermarci, di crescere, di ritrovare noi stessi, di realizzare e imprimere un senso nel concreto della nostra vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il malato terminale provato dalla situazione in cui giace, spesso disperde il presente per viverlo come tempo di attesa: aspetta l'esito degli esami, la visita dell'infermiere, attende la luce del giorno perché la casa si faccia più viva, forse un amico, attende che la sua ansia si plachi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' importante restituire al malato "il tempo presente", aiutarlo a recuperare il concreto quotidiano vivendo insieme a lui le cose di sempre: la sua casa, le persone, tutto ciò che di positivo lo circonda, per nella sofferenza; accanto in una presenza lieta e sobria, predente e vigile nei momenti del dolore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La "sosta" nel tempo presente concede la possibilità di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;riconsiderare&lt;/span&gt; tutto ciò che accade in una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;comprensione&lt;/span&gt; più ampia della vita (passata e attuale), di scoprire forse nuovi significati, prospettive inattese e forse una speranza oltre la morte. Il presente è l'unico tempo di cui disponiamo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Soltanto nel fluire del presente posso ascoltare il Signore, tenere fisso in Lui lo sguardo: se mi è concesso, vivere alla presenza di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1009365565358936005?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1009365565358936005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/perche-questa-scelta-il-tempo-nella_28.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1009365565358936005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1009365565358936005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/perche-questa-scelta-il-tempo-nella_28.html' title='Perché questa scelta - Il tempo nella terminalità (termina 15° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2770983189793678038</id><published>2010-04-27T14:20:00.003+02:00</published><updated>2010-04-27T15:37:05.400+02:00</updated><title type='text'>Perché questa scelta - Il tempo nella terminalità. (Continuazione  15° di Q. di L.)</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il presente nel tempo che scade.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Durante la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;frequentazione&lt;/span&gt; del malato terminale affiora il senso del tempo che scade, nel suo lento maturare o nell'irrompere improvviso. I fatti celati nel lungo periodo, in quel determinato momento si manifestano come definitivi, oppure accadono del tutto inattesi nell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;immediatezza&lt;/span&gt;, e scade un tempo che segna la vita che rimane; c'è stupore, o sgomento, ma tutto rientra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;inesorabilmente&lt;/span&gt; nel concreto della corporeità e del tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La persona, quando ancora non sa di essere malata, ascolta la diagnosi e in quell'istante si sente altro: si scopre assegnata all'umanità malata di cancro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ultima volta che ha guidato, camminato senza supporti, che ha portato il cucchiaio alla bocca, o appena prima o dopo l'intervento che deturpa, l'amputazione..    Istanti come cesoie che scendono a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;interrompere&lt;/span&gt; i tempi, a modificare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;funzionalità&lt;/span&gt; fisiche o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;intellettuali&lt;/span&gt;, abitudini di vita e relazioni; soglie che in successione vengono varcate in un solo senso e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;sommessamente&lt;/span&gt; preparano a ciò che avverrà. Tutto ciò appare al volontario come qualcosa di assoluto, di non negoziabile, oltre le frontiere della medicina, qualcosa di crudele ma che appartiene al ciclo della natura, alla vita. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sempre il malato percepisce che proprio in quel momento si è voltata una pagina della sua storia: il corpo soggiace a una natura che impone, e il recente diventa ricordo. Del resto "l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;" indica un cammino, parla perciò anche dell'abbandono di un luogo, abbandonare per andare avanti: contesti obbligati, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;inseparabili&lt;/span&gt;. Insieme, fin dove è concesso: poi la persona malata si inoltra da sola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;( continua )&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2770983189793678038?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2770983189793678038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/perche-questa-scelta-il-tempo-nella_27.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2770983189793678038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2770983189793678038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/perche-questa-scelta-il-tempo-nella_27.html' title='Perché questa scelta - Il tempo nella terminalità. (Continuazione  15° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-491340636220444318</id><published>2010-04-26T11:34:00.003+02:00</published><updated>2010-04-26T11:59:44.246+02:00</updated><title type='text'>Perché questa scelta. Il tempo nella terminalità (Continuazione 15° di Q. di L.)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mentre riflettevo sul senso del mio essere volontario, m'è capitato di ascoltare la voce sommessa del malato &lt;em&gt;"Perché mi succede tutto questo, perché proprio ora?".&lt;/em&gt; E' la fisicità della sofferenza, del bisogno di amore, della vita prossima all'abbandono. Le parole del malato, il mio esserci vicino a lui, il silenzio condiviso in quella stanza, forse sono la risposta che non sapevo dare al &lt;em&gt;"Perché di questa scelta?".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Risposta impegnativa per il volontario; permette di intuire che ogni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; riserva un cammino di maturazione e la visione concreta della finitezza dell'uomo. L'incontro con queste realtà chiede da un lato di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;approfondire&lt;/span&gt; le ragioni sul senso ultimo della vita, dall'altro sollecita a prendere coscienza del tempo presente e ad accoglierlo nel momento in cui lo viviamo, anche quando sembra scorrere invisibile nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;quotidianità&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; ha come schema comune di fondo il susseguirsi delle fasi della malattia, con un proprio ritmo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;aggravamento&lt;/span&gt; sino al compiersi della vita. In questo spazio di tempo si disegna la storia personale del malato, quella della sua malattia, e si inserisce la figura del volontario che, svincolato da interessi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;professionali&lt;/span&gt; o scientifici, è in grado di riservare tutta la propria attenzione alla persona sofferente nella sua complessità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un clima di accoglienza e di rispetto, l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; si rivela punto di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;osservazione&lt;/span&gt; critica del vissuto del malato, dei suoi familiari e delle reazioni del mondo esterno di fronte alla malattia, nei vari aspetti e gradi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;coinvolgimento&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Mi soffermerò ora su due argomenti che ritengo di frequente impatto per i volontari&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;( continua )&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-491340636220444318?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/491340636220444318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/perche-questa-scelta-il-tempo-nella_26.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/491340636220444318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/491340636220444318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/perche-questa-scelta-il-tempo-nella_26.html' title='Perché questa scelta. Il tempo nella terminalità (Continuazione 15° di Q. di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4838362295142899438</id><published>2010-04-25T15:48:00.008+02:00</published><updated>2010-04-25T16:41:05.493+02:00</updated><title type='text'>Perché questa scelta. Il tempo nella terminalità (15° di Q: di L.)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Approccio informativo sulle U.C.P.D. - Spunti di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;conversazione&lt;/span&gt; con gli studenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;universitari&lt;/span&gt; Facoltà di Medicina.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché questa scelta ?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' la domanda che ogni volontario pone a &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sé&lt;/span&gt; stesso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; all'inizio dell'attività, e sulla quale insistono le psicologhe nei colloqui di idoneità e di ammissione al gruppo operativo. Può suscitare imbarazzo per la propensione a schermirsi dal mettere a nudo convinzioni profonde e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;perché&lt;/span&gt; esige un certo lavoro di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;introspezione&lt;/span&gt;. La risposta che ne segue tratteggia, pur &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;sommariamente&lt;/span&gt;, un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;atteggiamento&lt;/span&gt; e una concezione di vita che interessano non soltanto il volontario, ma anche le persone con le quali egli viene in rapporto: il malato in primo luogo, che non tarderà a porre questa domanda, i colleghi poi in un confronto di mentalità, i medici, gli infermieri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Educazione familiare, esperienze personali, bisogno di esprimere solidarietà, fede religiosa, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; di tempo, risultano spesso i luoghi cui attingere le motivazioni, che tuttavia appaiono a volte troppo generiche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Col tempo ci si accorge che la domanda è complessa e non si esaurisce con una risposta; anzi non è mai compiuta, si ripresenta ogni volta che conosciamo un nuovo malato e ogni volta che il malato ci lascia, con il senso della vita e l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;interpretazione&lt;/span&gt; della morte che il malato ci svela, con le parole delle persone che gli sono vicine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ne prendiamo coscienza nell'ascolto. Ascoltare, una parola come le altre, ma che in questo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;volontariato&lt;/span&gt; presiede ogni attività: l'ascolto delle parole, dei bisogni, degli sguardi, del silenzio, delle situazioni...è difficile spiegarlo a chi non può immaginare la lotta che il malato terminale sostiene in &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;sé&lt;/span&gt; stesso, la paura di sentirsi solo nella malattia, l'urgenza di parlare del suo passato, di quello che gli sta succedendo, i suoi stati d'animo di fronte a ciò che sente incombere e non conosce. E' un ascolto che lo consola e lo aiuta. L'importanza della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;conversazione&lt;/span&gt; può indurre il volontario a "fingere" di non aver compreso bene la domanda, a chiedere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;puntualizzazioni&lt;/span&gt; superflue. Rimandare la risposta per dare tempo al malato di riproporre con altre parole e altri particolari ciò che gli sta a cuore, significa aiutarlo ad essere più consapevole del pensiero e delle convinzioni che va maturando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sorprende come la sofferenza, che al suo apparire può stravolgere le prospettive di vita di un intero &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;nucelo&lt;/span&gt; familiare, a volte possa mettere in luce nelle persone doti, capacità, aspetti positivi mai immaginati: si sperimenta lo stupore, la sorpresa opposta alla esperienza della delusione. Anche questo scenario colpisce l'animo dei volontari sino ad avvertire &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;riconoscenza&lt;/span&gt; verso chi soffre ed essere più umili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;( continua)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4838362295142899438?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4838362295142899438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/perche-questa-scelta-il-tempo-nella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4838362295142899438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4838362295142899438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/perche-questa-scelta-il-tempo-nella.html' title='Perché questa scelta. Il tempo nella terminalità (15° di Q: di L.)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-604610540260405830</id><published>2010-04-20T12:22:00.004+02:00</published><updated>2010-04-20T13:46:20.906+02:00</updated><title type='text'>La  cappella  ecumenica  di BOSSEY (Ginevra)</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Una linea orizzontale e una più lunga verticale, a piombo. Linee diritte, le croci dei campanili, degli altari.... a volte le vogliamo elaborate, questione di stile, gusto personale.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Nella cappella di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Bossey&lt;/span&gt; appesi al muro due pali &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;scortecciati&lt;/span&gt;, si direbbe raccolti "a caso" nei boschi vicini, inchiodati l'uno all'altro, per niente a piombo, nessuna simmetria.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;I due bracci diseguali, il tratto verso il capo e quello del corpo, ognuno discontinuo nella forma, mai una linea diritta.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ci si perde davanti a questa croce. Sconvolge, è silenzio.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Come è diversa dalle croci dei campanili, dalla parola "croce" che pronunciamo nelle nostre preghiere: la pensiamo già accolta, ordinata nelle forme, nelle proporzioni, che abbia almeno una dignità,....poi di colpo eccola che ti parla dal muro: ogni tratto di quei legni è mistero, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;incomprensibile&lt;/span&gt;, non sai come &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;raccapezzarti&lt;/span&gt;, come è possibile,..con sforzo risali a Chi c'è stato, e non puoi non pregare.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Questa croce sorprende in ogni suo tratto, come quella che viene data a ciascuno, e a ciascuno resta accanto il Signore, insieme e invisibile lungo tutto il cammino.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Non vi è croce uguale all'altra, ognuna un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;pezzetto&lt;/span&gt; di croce della cappella di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Bossey&lt;/span&gt;, eppure tutte si unificano nell'Unica. E non solo nella croce, ancor prima nella preghiera di ogni confessione e nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; di un Dio che ci ama. Tutti.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-604610540260405830?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/604610540260405830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/la-cappella-ecumenica-di-bossey-ginevra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/604610540260405830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/604610540260405830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/04/la-cappella-ecumenica-di-bossey-ginevra.html' title='La  cappella  ecumenica  di BOSSEY (Ginevra)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4371837202247039558</id><published>2010-03-26T18:13:00.003+01:00</published><updated>2010-03-26T19:09:20.477+01:00</updated><title type='text'>Pedofilia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nuvole ancora, e fanno tutto bigio: c'è bisogno di cielo azzurro, di brezza leggera e tiepida.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bigio come le notizie di stampa, radio e TV: ti saltano addosso e non riesci a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;scrollartele&lt;/span&gt; via, non mi interessa l'alto gradimento per l'Isola dei Famosi, persino la "Sanitaria" di Obama (splendida per decine di milioni di americani) ritorna in bilico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi la questione morale si insinua in ogni ambito, ad ogni livello, compresa quella gravissima della pedofilia del clero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per fortuna tante le voci sincere di sdegno anche tra i cattolici, le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;contestazioni&lt;/span&gt; al metodo rivolte alle gerarchie, le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sollecitazioni&lt;/span&gt; a cambiare. Eppure tutto questo soltanto, lascia un vuoto, l'amarezza di un'omissione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' importante contestare con fermezza, parlare e agire perché questa Chiesa malata si rinnovi; però non cessiamo, pure con sofferenza, di amarla perché comunque appartiene al Signore: quando era a tavola qualcuno ha messo con Lui "la mano nel piatto" e lo ha tradito. Gesù l'ha fondata e, conoscendo da prima tutto questo, l'ha affidata all'uomo e l'ha amata , e la ama.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aiutando la Chiesa a "guarire", può accadere di sentire un richiamo, "chiusa la porta della sua stanza", a fare i conti, ciascuno per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sè&lt;/span&gt;, con la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;responsabilità&lt;/span&gt; personale e comune della propria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;appartenenza&lt;/span&gt; al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Polpolo&lt;/span&gt; di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Primavera in ritardo quest'anno, c'è bisogno di cielo azzurro, di brezza leggera e tiepida per un nuovo respiro. Verrà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4371837202247039558?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4371837202247039558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/03/pedofilia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4371837202247039558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4371837202247039558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/03/pedofilia.html' title='Pedofilia'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-6238908041786860906</id><published>2010-03-25T14:34:00.003+01:00</published><updated>2010-03-25T15:07:44.619+01:00</updated><title type='text'>Convivere con il tempo (14° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il mondo attorno a noi va in fretta. Fitti gli impegni; la produzione, i trasporti, la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;, tutto sempre più rapido e incalzante... una frenesia, ora o&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;bbligata&lt;/span&gt; ora ambita, ci avvicina a tante cose e ci preclude l'essenziale. Questo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;ininterrotto&lt;/span&gt; rincorrere  è assillante, tende a renderci estranei alla vita nella sua profonda dimensione spirituale, condiziona il rapporto con noi stessi e con gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse la domanda appropriata può essere: &lt;em&gt;" A che velocità viviamo ?".&lt;/em&gt; Una frase ad effetto che mi pare ritrarre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;compiutamente&lt;/span&gt; lo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;spaesamento&lt;/span&gt; del fare e dell'essere nell'uomo di oggi. L'ho ascoltata da un compositore poco più che trentenne mentre raccontava di sé, paralizzato dal bacino in giù a causa di un incidente: la sua compagna perduta, l'importanza per lui della musica, "l'inferno del suo stato". &lt;em&gt;"A che velocità viviamo ?", &lt;/em&gt;quale il significato della vita, come conoscerci dentro, noi stessi, gli altri?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per il malato a volte il tempo sembra fermo, brevi gli anni e i mesi alle spalle, le settimane lente, la notte, i minuti infiniti; oppure accade che viva l'esperienza opposta, il precipitare del tempo e degli eventi, si accavallano  timori, emozioni violente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma qualunque sia la sua situazione, il malato con la sua stessa presenza si impone al mio modo di vivere, la sua stessa precarietà è autorevole e sembra dirmi &lt;em&gt;" Fermati, ascoltati! ".&lt;/em&gt; Certo, &lt;em&gt;"Ascoltati",&lt;/em&gt; se non so ascoltarmi come posso ascoltare gli altri? Accanto al letto del mio malato il tempo riacquista il suo naturale scandire, il ritmo si fa a misura d'uomo e modula lo stile dell'approccio e della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;conversazione&lt;/span&gt;. Ho bisogno di vivere il tempo nel suo battito immutabile, mentre tutto cambia e si compie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Durante l'ascolto, il colloquio o il silenzio, mi accorgo che il malato modifica la mia vita, perché sostare non è tempo perso, è piuttosto occasione di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;ripensamento&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;comprensione&lt;/span&gt; più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;approfondita&lt;/span&gt;, scelta; è maturità. L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; mi cambia e nasce in me la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;riconoscenza&lt;/span&gt; verso il malato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è l'elogio della lentezza, è lo stupore di &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;fronte&lt;/span&gt; alla nostra vita travolta in una corsa innaturale, che isola, e a volte rende assenti dalle realtà più vere e più belle.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-6238908041786860906?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/6238908041786860906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/03/convivere-con-il-tempo-14-di-quaderno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6238908041786860906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6238908041786860906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/03/convivere-con-il-tempo-14-di-quaderno.html' title='Convivere con il tempo (14° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1664350214060821325</id><published>2010-03-21T17:50:00.005+01:00</published><updated>2010-03-25T14:34:20.559+01:00</updated><title type='text'>La collaborazione Infermiere - Volontario  (Luca)  (13° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>E-mail testo integrale per il Quaderno di lavoro: "Post scriptum del volontario Luca"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Luigi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho letto la tua nota sulla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;collaborazione&lt;/span&gt; infermiere - volontario, e mi pare che metta bene a fuoco le specificità delle due parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi pare anche opportuno aver ricordato che il volontario, per la formazione che ha ricevuto,conosce &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perfettamente&lt;/span&gt; il limite che gli compete, e quindi evita con la massima cura &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;considerazioni&lt;/span&gt; su terapie, sintomi, tempi, previsioni ecc.., che sono di competenza soltanto del personale curante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiarito così ciò che ci distingue, vorrei portare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;testimonianza&lt;/span&gt; di ciò che ci unisce: il sentimento verso il malato. Vorrei ricordare i numerosi casi in cui, nelle parole scambiate col personale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;infermieristico&lt;/span&gt;, ha trovato posto la simpatia umana verso quel tale tipo di persona che assistevamo insieme; e di questa comunanza di sentimento vorrei dare, agli amici infermieri, un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ringraziamento&lt;/span&gt; di cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1664350214060821325?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1664350214060821325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/03/la-collaborazione-infrmiere-volontario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1664350214060821325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1664350214060821325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/03/la-collaborazione-infrmiere-volontario.html' title='La collaborazione Infermiere - Volontario  (Luca)  (13° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-5710565293580358142</id><published>2010-03-18T09:58:00.005+01:00</published><updated>2010-03-18T10:19:58.996+01:00</updated><title type='text'>Comunione mistica con Dio</title><content type='html'>Le ultime parole dell'&lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Itinerarium&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; di San &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Bonaventura&lt;/span&gt; rispondono alla domanda come si possa raggiungere la comunione mistica con Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" Se ora brami sapere come ciò avvenga,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- interroga la grazia, non la dottrina;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il desiderio, non l'intelletto;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il gemito della preghiera, non lo studio della lettera;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- lo sposo, non il maestro;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dio, non l'uomo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- la &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;caligine&lt;/span&gt;, non la chiarezza;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- non la luce, ma il fuoco che tutto infiamma e trasporta in Dio con le forti unzioni e gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ardentissimi&lt;/span&gt; affetti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Entriamo dunque nella caligine, tacitiamo gli affanni, le passioni e i fantasmi; passiamo con &lt;em&gt;Cristo&lt;/em&gt; &lt;em&gt;crocifisso da questo mondo al Padre&lt;/em&gt;, affinché, dopo averlo visto, diciamo con Filippo, &lt;em&gt;ciò mi&lt;/em&gt; &lt;em&gt;basta&lt;/em&gt; (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;ibid&lt;/span&gt;.,VII,6)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da:Itinerario della mente in Dio, Prologo, 2, in Opere di San &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Bonaventura&lt;/span&gt;. Opuscoli teologici / 1, Roma 1993, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;pag&lt;/span&gt;. 499.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-5710565293580358142?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/5710565293580358142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/03/comunione-mistica-con-dio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5710565293580358142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5710565293580358142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/03/comunione-mistica-con-dio.html' title='Comunione mistica con Dio'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2470972388574287509</id><published>2010-02-22T17:05:00.003+01:00</published><updated>2010-02-22T17:38:31.196+01:00</updated><title type='text'>La collaborazioen Infermiere - Volontario  (termina 12° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Via via che la &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;relazione&lt;/span&gt; diviene più familiare, e proprio a motivo di ciò, il volontario ripropone a sé stesso il limite che gli compete, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; ponendo maggior &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;autocontrollo&lt;/span&gt; alla propria spontaneità e astenendosi da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;considerazioni&lt;/span&gt; attinenti terapie, sintomi, tempi, previsioni: in tutto ciò il volontario resta semplice spettatore. Presenza ed estraneità &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;significative&lt;/span&gt; che rafforzano la figura del volontario e invitano il malato ad uscire dal pensiero ricorrente della sua malattia per aprirsi ad altri argomenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In modo speculare è opportuno che l'infermiere non sottovaluti la delicatezza e l'importanza della situazione quando gli accade di incontrare il malato in presenza del volontario. I numerosi impegni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;professionali&lt;/span&gt; certamente premono nel loro susseguirsi, richiedono quasi una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;compressione&lt;/span&gt; del tempo, e tuttavia è sempre auspicabile una particolare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;discrezionalità&lt;/span&gt; nell'aprirsi il varco durante una visita o un colloquio in corso col volontario. Non si tratta di graduare importanza, precedenza o tempo a favore del volontario o dell'infermiere: sono in gioco la precedenza, l'importanza, il tempo riservati al malato almeno per alcuni istanti: quelli necessari ad uscire da un tipo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;di relazione&lt;/span&gt; (o stato d'animo o argomento) ed affrontarne uno di natura differente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La domanda di una bambina alla sua mamma, mi offre l'occasione di definire meglio il problema.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Queste sono le mie mani, questa è la mia testa, i miei piedi, le mie gambe, questo è il mio petto, la mia voce...ma io dove sono?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non credo importi conoscere la risposta della donna. E' importante invece ciò che ciascuno di noi oggi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;risponderebbe&lt;/span&gt; a sé stesso. Un volontario, ad esempio, potrebbe così rispondere:  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Io sono il mio corpo, la mia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;intelligenza&lt;/span&gt; sono io, il mio spirito, la mia volontà, il mio modo di rapportarmi con gli altri sono io, il mio modo di ridere e di piangere, di parlare e di tacere, le mie speranze, il mio soffrire, i sogni, la paura, se ho fede la mia preghiera, tutto e altro ancora sono io..." Qui sta la complessità insondabile dell'uomo e la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;molteplicità&lt;/span&gt; degli spazi in cui operano fianco a fianco volontario e infermiere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Voi infermieri offrite prestazioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;irrinunciabili&lt;/span&gt; per il controllo del dolore, al punto che spesso la vostra opera condiziona la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;sopportabilità&lt;/span&gt; della malattia del malato e dell'angoscia nella vita dei familiari.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Noi volontari ci occupiamo di ciò che non rientra nelle vostre competenze &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;professionali&lt;/span&gt;, e disponendo del tempo che voi non avete, tentiamo con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;determinazione&lt;/span&gt; di sostenere il malato nel suo cammino e nelle sue soste. Lo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;accompagnamo&lt;/span&gt; senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;abbandonarlo&lt;/span&gt; mai: né lui né la sua famiglia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2470972388574287509?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2470972388574287509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/la-collaborazioen-infermiere-volontario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2470972388574287509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2470972388574287509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/la-collaborazioen-infermiere-volontario.html' title='La collaborazioen Infermiere - Volontario  (termina 12° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7676065647100228332</id><published>2010-02-14T16:34:00.004+01:00</published><updated>2010-02-14T19:52:00.964+01:00</updated><title type='text'>La collaborazione Infermiere - Volontario (12° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>( Approccio informativo sulle U.C.P.D. - Spunti di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;conversazione&lt;/span&gt; con gli infermieri )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Svolgo attività di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;volontariato&lt;/span&gt; inserito in una Unità di Cure Palliative Domiciliari. I rapporti con i colleghi, con gli infermieri e coi medici, vissuti in un normale clima di serenità, sono improntati ad un forte impegno nella professione e nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;responsabilità&lt;/span&gt; personale. Questo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;atteggiamento&lt;/span&gt; presuppone la conoscenza delle mansioni proprie ed altrui, quindi la capacità di individuare e rispettare gli spazi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;professionali&lt;/span&gt; e di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;volontariato&lt;/span&gt;: anche su queste realtà si fondano la stima e la libertà di instaurare tra noi un colloquio aperto e sincero.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi chiedo quanta difficoltà possa suscitare in un infermiere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;professionista&lt;/span&gt;, al suo ingresso nelle U.C.P.D., l'idea di collaborare con una persona del tutto estranea alla cultura medica. I volontari infatti provengono da attività &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;professionali&lt;/span&gt; e livelli culturali &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;differenziati&lt;/span&gt; lontani dal "mondo della sanità, pur avendo frequentato un corso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;informazione&lt;/span&gt; sulle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;problematiche&lt;/span&gt; del malato oncologico e della sua &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;famiglia&lt;/span&gt;. Perplessità ancor più plausibile in un contesto sociale che riserva sempre maggior &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;apprezzamento&lt;/span&gt; alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;specializzazione&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Queste &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;osservazioni&lt;/span&gt; mi invitano a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;intrattenere&lt;/span&gt;  gli infermieri sul "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;volontariato&lt;/span&gt;" e tentare alcune &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;puntualizzazioni&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La specifico della professione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;infermieristica&lt;/span&gt; si manifesta in tutta la sua evidenza negli atti e nei rapporti col malato di chiara natura paramedica: difficile invece individuare la natura e il limite dell'attività svolta dal volontario, attività non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;professionale&lt;/span&gt;, che si esplica in un contesto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; umano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sappiamo che il rapporto col malato è innanzi tutto rapporto con una"persona" e come si possa venire coinvolti oltre la sfera &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;professionale&lt;/span&gt;: in tale rapporto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;confluiscono&lt;/span&gt; l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; da parte del volontario e l'assistenza propria dell'infermiere, impegnati l'uno e l'altro a mettere a fuoco l'ambito delle rispettive competenze.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo consistono la forza e la fragilità della nostra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;collaborazione&lt;/span&gt;, la cui qualità non può essere priva di effetti per il malato. Il rapporto umano col paziente non può che essere mantenuto, ma è necessario &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;individuarne&lt;/span&gt; le prospettive.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il volontario a contatto col malato ha il solo scopo di aprirsi alla relazione umana nella modalità che il malato stesso vorrà instaurare, negli ambiti e nel tempo a lui graditi, con il bagaglio spirituale, culturale e psicologico che ognuno porta con sé, senza imporlo e senza rinunciarvi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel periodo iniziale l'approccio può trovare sbocco in attività di aiuto materiale, concreto: porgere al malato il bicchiere, aiutarlo a trovare una nuova postura, ricordargli l'assunzione di una  medicina, contattare con urgenza l'infermiere per l'insorgere improvviso di un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;aggravamento&lt;/span&gt;. Ma la malattia, nel suo stesso aggravarsi, non è l'unico motivo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;inquietudine&lt;/span&gt; per il malato, e col tempo il colloquio che il volontario intesse con " l'uomo" colpito da malattia (non col malato in quanto tale), può inoltrarsi in ambiti personali di vita vissuta, di ricordi, di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;spiritualità&lt;/span&gt;, di dubbi e speranze; il malato può conoscere il riposo che suscita la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;comprensione&lt;/span&gt; condivisa nel silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;( segue )&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7676065647100228332?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7676065647100228332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/la-collaborazione-infermiere-volontario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7676065647100228332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7676065647100228332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/la-collaborazione-infermiere-volontario.html' title='La collaborazione Infermiere - Volontario (12° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-495466822098612691</id><published>2010-02-12T11:05:00.003+01:00</published><updated>2010-02-12T11:34:32.444+01:00</updated><title type='text'>Condono  preventivo</title><content type='html'>da Corriere della Sera,10.02.2010 - via multe per 100 milioni&lt;br /&gt;E SUI MANIFESTI ABUSIVI ARRIVA IL "CONDONO PREVENTIVO"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Roma - di Sergio Rizzo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;em&gt;Condoni ce ne hanno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;somministrati&lt;/span&gt; di ogni tipo...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Ma un condono preventivo non si era mai visto.   ..la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;tradizionale&lt;/span&gt; sanatoria... viene estesa al 31 maggio 2010. Ciò significa che i partiti avranno altri quattro mesi di tempo per devastare i muri delle città durante e dopo la campagna elettorale per le regionali..&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;...Il primo giugno basterà che ciascun partito paghi mille euro per ogni provincia dove ha attaccato manifesti abusivi, e la faccenda non se la ricorderà più nessuno.   ...tranne forse i cittadini, che avranno i muri delle loro case imbrattati, e i Comuni che dovranno rinunciare a un bel po' di soldi. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;" Abbiamo stimato che ad ogni elezione di carattere nazionale, tra sanzioni per manifesti abusivi e spese di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;defissione&lt;/span&gt; le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;amministrazioni&lt;/span&gt; comunali ci rimettono da 80 a 100 milioni.  ...danni enormi ai  Comuni, i quali hanno già messo in bilancio le sanzioni dopo aver comunque speso milioni per staccare i manifesti." (il segretario radicale Mario &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Staderini&lt;/span&gt;)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;-&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Danni economici alle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Amministrazioni&lt;/span&gt;, non indolori per i cittadini: questi i danni che "si vedono": ma del danno "invisibile" chi ne parla?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' nato l'abuso premeditato, continuato e "assolto" in gestazione. E' il rifiuto della Legge, incurante del rispetto del cittadino. Il degrado che si assolve da &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;sé&lt;/span&gt;, spavaldo e senza rumore, sale in cattedra e sancisce forse per la prima volta una legge che, mentre lo definisce e condanna, gli riconosce dignità e legalità. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Sommessamente&lt;/span&gt; si insinua a convincere le menti e le coscienze che l'abuso è qualcosa di opinabile, cui è sempre possibile porre rimedio. Il tentativo di sottrarsi al giudizio critico del cittadino &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;perchè&lt;/span&gt; il sopruso è fatto diventare legale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando e in quale occasione più grave si rinnoverà l'esperienza?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-495466822098612691?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/495466822098612691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/condono-preventivo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/495466822098612691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/495466822098612691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/condono-preventivo.html' title='Condono  preventivo'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1209219624492894350</id><published>2010-02-10T20:56:00.006+01:00</published><updated>2010-02-10T21:11:35.368+01:00</updated><title type='text'>da "Avvenire, 7 febbraio 2010 - Oggi Lombardia pag. 3"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pedemontana, l'utopia diventa realtà&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Due ministri all'apertura del cantiere, lodi al " metodo lombardo"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;...dando di fatto il via ai lavori per la realizzazione della Pedemontana, l'autostrada destinata a risolvere i problemi della viabilità...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partendo da Cassano Magnago, lungo 70 chilometri, &lt;strong&gt;la nuova arteria attesa da oltre 40 anni,...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;( in riquadro evidenziato)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla cerimonia intervenuto telefonicamente &lt;strong&gt;Berlusconi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;" Una regione dinamica, che ha vinto la burocrazia"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Cassano Magnago&lt;br /&gt;Pierfranco Redaelli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1209219624492894350?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1209219624492894350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/da-avvenire-7-febbraio-2010-oggi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1209219624492894350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1209219624492894350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/da-avvenire-7-febbraio-2010-oggi.html' title='da &quot;Avvenire, 7 febbraio 2010 - Oggi Lombardia pag. 3&quot;'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-107556299461452036</id><published>2010-02-08T17:22:00.002+01:00</published><updated>2010-02-08T18:13:10.472+01:00</updated><title type='text'>Mi incammino verso il malato ( 11° di Quaderno di Lavoro )</title><content type='html'>Mi rendo conto che un'esposizione di tipo analitico sul modo di predisporsi all'incontro col malato può insinuare una perplessità: un "scheda" così fatta compromette la spontaneità, l'umanità dell'approccio. E' il dubbio che voglio dissipare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La spontaneità e l'umanità dell'incontro sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;indispensabili&lt;/span&gt; a una relazione posta su livelli di normale reciprocità. Non si tratta perciò di stabilire la superiorità su alcuno, né tendere a un ipotetico &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perfezionismo&lt;/span&gt;, che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;rischierebbe&lt;/span&gt; oltre tutto di snaturare e impoverire il rapporto: il malato non avrebbe mai la possibilità di aiutarmi e di correggermi, né io la possibilità di ringraziare o di farmi perdonare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come mai allora, dopo questo tentato elogio della spontaneità e dell'umanità del rapporto, la necessità di un esame preliminare ad ogni incontro, di un metodo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;preparazione&lt;/span&gt; alla visita che mi diventi abituale? Sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; competenze che interessano ambiti distinti e diversi nella loro natura: altro è la conoscenza dei dati, dei necessari requisiti "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;professionali&lt;/span&gt;" (uso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;impropriamente&lt;/span&gt; il termine), altro è l'animo con cui si esercita la "professione". Una maggior &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;preparazione&lt;/span&gt; può soltanto favorire l'esito positivo della prestazione. Mi hanno convinto l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;esperienza e&lt;/span&gt;...qualche insuccesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre mi avvio verso l'abitazione del malato, ho bisogno di fare il punto della situazione, è necessario qualche minuto di silenzio e di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;concentrazione&lt;/span&gt;. Come in un film rivedo alcune sequenze.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La situazione:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;ricostruisco&lt;/span&gt; il quadro generale entro il quale si colloca il malato:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ambiente logistico - livello economico e sociale - limiti relativi - &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;composizione&lt;/span&gt; familiare - tipo di relazione umana interna - ruoli dei singoli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il malato:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;livello di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;professione svolta - cultura - interessi - &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;orientamento&lt;/span&gt; della personalità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stato della malattia e rapporti col personale medico / paramedico - difficoltà emerse durante l'ultima visita - valutazione critica sullo svolgimento dell'ultimo incontro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eventuali &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;progetti&lt;/span&gt; di colloquio o di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;comportamento&lt;/span&gt; in relazione a quanto già emerso, o al verificarsi di situazioni prevedibili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'attenzione è volta alla mia persona:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Ceck&lt;/span&gt;-up a 360 gradi. Si tratta di verificare una posizione che pur non soffocando la spontaneità, predispone e controlla l'incontro. Mi chiedo se mi sento pronto a visitare il malato: stanchezza, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;preoccupazioni&lt;/span&gt; personali o al contrario particolare euforia, esuberanza, potrebbero alterare la mia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; di associarmi agli stati d'animo che incontro. La stanchezza potrebbe escludermi dalla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;partecipazione&lt;/span&gt; al sollievo che un fatto pur minimo e marginale ha suscitato. La mia serenità e la stessa gioia (che pure non è allegria), devo viverle ed esprimerle al malato con cautela: potrebbero stridere con un dolore o un problema nuovi che ieri non conoscevo ed erano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;imprevedibili&lt;/span&gt;. L'esito sarebbe una stonatura nella relazione col malato e con la famiglia: un errore possibile, fonte di estraneità, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;inaffidabilità&lt;/span&gt; affettiva, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;allontanamento&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;predispongo innanzi&lt;/span&gt; tutto all'ascolto, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;privilegiando&lt;/span&gt; la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; e l'attenzione alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;situazione&lt;/span&gt; nell'immediato concreto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scelgo il saluto che offrirò al malato e ai familiari: le parole che danno inizio all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt; del giorno sono valutate e scelte in relazione all'evoluzione delle visite precedenti. Non sempre le parole più spontanee sono le più felici quando si sa che riceveranno solo risposte di segno negativo! Possono invitare il malato a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;ripercorrere&lt;/span&gt; inutilmente situazioni di dolore ormai superate, ma soprattutto imprimono al colloquio un inizio in tono minore. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Naturalmente&lt;/span&gt; non si può escludere il caso in cui si riterrà opportuno offrire subito l'occasione di uno sfogo liberante, per attendere poi di indirizzare la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;conversazione&lt;/span&gt; su argomenti di svago o comunque più sereni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-107556299461452036?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/107556299461452036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/mi-incammino-verso-il-malato-11-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/107556299461452036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/107556299461452036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/mi-incammino-verso-il-malato-11-di.html' title='Mi incammino verso il malato ( 11° di Quaderno di Lavoro )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-853588547834144641</id><published>2010-02-02T11:46:00.010+01:00</published><updated>2010-02-02T13:48:47.665+01:00</updated><title type='text'>40  metri</title><content type='html'>Mare, 40 metri di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;appartamento&lt;/span&gt;, sole falciato a intervalli da qualche nube, 8 gradi, vento lieve, piacevole. Così almeno appare &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;guardando&lt;/span&gt; fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, perché dall'arrivo sono sigillato in casa con la sinusite e gli occhi gonfi che non mi permettono di leggere e scrivere a lungo. Dopo cinque giorni di clausura mi ritrovo ancora a passeggiare e passeggiare per i miei 40 metri, scopro una variante al percorso, anticipo una sosta di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;osservazione&lt;/span&gt; alla finestra di cucina o del soggiorno, guardo le foglie fuori e i panni stesi ai balconi, le nubi, i gabbiani... mi fermo. C'è tempo per pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esperienza dico "ne avrò ancora per 4 -5 giorni, poi passerà"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul giornale e alla tele di nuovo la questione delle carceri. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Sovraffollate&lt;/span&gt;, fino a 4 o più persone per cella, qualcuno in attesa di giudizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, paragonarmi ai carcerati? Perché no? &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Fortunatissimo&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;sproporzionatamente&lt;/span&gt; fortunato. Non è mancanza di rispetto, mi capita di riflettere poco sul molto che ho. E che ho avuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo "pensare" mi avvicina una parte di umanità reclusa, sconosciuta, invisibile e temuta, non come noi fuori, persone per bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non conosco da vicino il dolore che c'è là dentro... avesse ciascuno i miei 40 metri almeno per camminare, 4-5 giorni per dire poi "è passata, comincerò daccapo!".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-853588547834144641?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/853588547834144641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/40-metri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/853588547834144641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/853588547834144641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/02/40-metri.html' title='40  metri'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-9089651126665684582</id><published>2010-01-14T09:11:00.003+01:00</published><updated>2010-01-14T09:28:56.916+01:00</updated><title type='text'>Che cosa non voglio fare mai (10° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-  Non voglio negare e non stravolgo la verità che il malato conosce ed esprime.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-  Non voglio soffocare la speranza o l'illusione in cui il malato vuole trovare rifugio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-  Non voglio favorire illazioni e previsioni che nascano solo dallo sconforto e dalla paura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-  Non voglio creare speranze illusorie o false &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;consolazioni&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-  Non voglio "consolare" il malato parlandogli di chi soffre più di lui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-  Non voglio azzardare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;interpretazioni&lt;/span&gt; cliniche o previsioni sul decorso della malattia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-  Non voglio forzare la relazione col malato per ottenere la sua confidenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-  Non voglio assumere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;atteggiamenti&lt;/span&gt; di evidente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;efficientismo&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-  Non voglio tentare di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;condizionare&lt;/span&gt; il malato ed i familiari nella libertà, e nei valori in cui credono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Accanto a un uomo che vede la propria vita dissolversi, non conosco argomenti consolatori; solo l'amore ci può &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;accompagnare&lt;/span&gt; e guidare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo.."Non voler fare mai", non è negazione immotivata: è finalizzata a favorire il cammino più importante che il malato può ancora compiere. Nella esperienza vissuta della realtà a volte accettata e del "dolore totale", può nascondersi qualcosa di positivo: la speranza di dare un senso alla malattia e alla morte. Anzi proprio i giorni della sofferenza sono i giorni della speranza, il tempo in cui può svelarsi il lato nascosto di una vita: è questa la luce che il volontario vuole accendere, il conforto che può offrire al malato e ai suoi cari.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-9089651126665684582?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/9089651126665684582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/01/che-cosa-non-voglio-fare-mai-10-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9089651126665684582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9089651126665684582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/01/che-cosa-non-voglio-fare-mai-10-di.html' title='Che cosa non voglio fare mai (10° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4683446902683333698</id><published>2010-01-10T09:33:00.003+01:00</published><updated>2010-01-10T11:41:42.023+01:00</updated><title type='text'>Il giorno dopo l'Epifania</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Giovedì 7 gennaio. Pomeriggio tardi, fuori è già buio. Nel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;supermercato&lt;/span&gt; è contrasto di luce, estranea anche alla quiete delle strade, umide e silenziose, poca gente, qualche brandello di carta-regali ancora sul marciapiede.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attendo in fila alla cassa con il mio litro di latte. Un suono aggressivo e breve sa di pernacchia, mi fa sobbalzare e sorridere. Vedo un bambino che soffia nella sua trombetta mentre la mamma compiaciuta lo incoraggia a soffiare di nuovo. La trombetta è quella solita del Carnevale, con le strisce di stelle filanti al termine, vedo anche un altro bambino, troppo piccolo per "prodursi" in un assolo di tromba, brandisce senza interesse un bastoncino magico &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;luminescente&lt;/span&gt;, a tre colori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appena ieri l'Epifania; ai più piccoli gli ultimi regali. Non pensavo, presto verrà Carnevale,poi il 1° aprile, Pasqua...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per caso sono diventato testimone di una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;contrapposizione&lt;/span&gt; insolita: una trombetta di carnevale e un bastoncino magico sfidano "L'Epifania tutte le feste le porta via", adagio bonario che finge di non avere &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;pretese&lt;/span&gt;. Nella semplicità delle parole &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;riecheggia&lt;/span&gt; "c'è un tempo per ogni cosa": il tempo di festa è scaduto ora è tempo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;quotidianità&lt;/span&gt;, nessun dissenso tra i due. Sono momenti distinti ma in armonia tra loro e amici nostri; nel loro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;avvicendarsi&lt;/span&gt;,  insieme ci aiutano a scorgere l'unica continua bellezza e il senso che diamo alla via.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4683446902683333698?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4683446902683333698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/01/il-giorno-dopo-lepifania.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4683446902683333698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4683446902683333698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/01/il-giorno-dopo-lepifania.html' title='Il giorno dopo l&apos;Epifania'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-5439776633838503267</id><published>2010-01-02T15:10:00.003+01:00</published><updated>2010-01-02T15:39:38.853+01:00</updated><title type='text'>Alta  Val  Viola</title><content type='html'>Alta Val Viola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;settembre '91&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa estate nell'Alta Val Viola camminavo solo sul  sentiero, ormai in vista del rifugio. Le nubi soffocavano le vette e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;promettevano&lt;/span&gt; l'acqua che poi è caduta fitta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul lato opposto della valle la montagna è scoscesa, rocce ostili, insidiose, canaloni che scaricano neve e sassi. A un tratto uno scroscio fragoroso, un turbinio bianco, un inferno di pietre a precipizio giù, in questo silenzio inquietante, in questa luminosità che parla di buio. Il fragore poi si fa quieto, ancora più quieto, come lontano, e poi un boato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;impressionante&lt;/span&gt; mi scuote, un colpo sordo fa sussultare il terreno, poi un altro colpo, un altro, un altro ancora. Silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Maestosa e lenta la corsa, il roteare del masso in lunghissimi attimi, tra un colpo e l'altro enormi gli spazi. Era là da millenni e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;inaspettatamente&lt;/span&gt; il furore, la forza della vita. Non gli è stato concesso di più. Altre slavine, altre pietre lo copriranno. Sopra, un giorno, l'erba, una stella alpina. Le realtà imponenti ti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;danno&lt;/span&gt; un brivido, non tanto per ciò che succede, ma per ciò che non è mai successo prima né succederà "mai" dopo, perché non hai ascoltato o non hai compreso prima quel vuoto, quel silenzio così pregno di una presenza, di una voce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' bello vivere questo ascolto mai esaustivo della natura, ma anche delle cose semplici, le più familiari...la scrivania, gli occhiali appoggiati, l'orologio...un amore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;riconoscente&lt;/span&gt;, una cura, un rispetto come a cosa che non ti appartiene e devi restituire, che ti accompagna per l'attimo della  vita. Il silenzio, l'ascolto un modo più ampio di rapportarsi con le cose e con gli uomini, non è un ritirarsi,  anzi un andare incontro; richiede lo sforzo e l'abitudine del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;raccoglimento&lt;/span&gt;: ti offre in cambio il dono della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;pace&lt;/span&gt; e della parola. Del resto ogni nostra azione, ogni attività, pur nel clamore e nell'ansia della vita, deve avvolgersi totalmente nel silenzio del nostro cuore per compiersi alla presenza di Dio. Pena la sterilità, il non senso del nostro operare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni nostra azione è come tutta la nostra vita: nasce dal silenzio ed è ancora il silenzio a custodirla per sempre. Ho bisogno del silenzio perché Dio mi possa parlare, per poterlo ascoltare e finalmente potergli rivolgere una parola nata dalle sue.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-5439776633838503267?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/5439776633838503267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/01/alta-val-viola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5439776633838503267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5439776633838503267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2010/01/alta-val-viola.html' title='Alta  Val  Viola'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2414267469982610905</id><published>2009-12-30T16:39:00.006+01:00</published><updated>2009-12-30T23:10:48.735+01:00</updated><title type='text'>Blogger, il mio primo anno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dopo una lunga, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ininterrotta&lt;/span&gt; copiatura del Quaderno di Lavoro, provo difficoltà a reinserirmi nel flusso della libera &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;conversazione&lt;/span&gt;. Temo di disturbare un discorso avviato da tempo, impegnativo..."per chi lo segue", così devo dire con sana ironia, considerata la "folla di visitatori o lettori" del mio sito. Continuare, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;interrompere&lt;/span&gt; la copiatura del Quaderno (che in effetti prevale sul colloquio aperto ad altri argomenti) ? Potrei rispondere adducendo motivazioni di diversa natura, e insieme incerte, ma è impossibile prevedere sempre le conseguenze delle nostre azioni; scelgo la via più semplice, dico "si", continuo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi rovistando le mie scartoffie, tra le mani m'è passato un foglio scritto al ritorno di una gita in montagna, quasi 20 anni fa; qualche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;cancellatura&lt;/span&gt;, frasi restaurate che lasciano intravedere la prima &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;scrittura&lt;/span&gt;; lo copierò domani, così come l'ho trovato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cammino solo, in Alta Val Viola. In modo insolito ne anticipo qualche flash, qualche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;considerazione&lt;/span&gt;. Domani il resto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' piacevole per me rileggerlo, rivedo il masso poderoso, tali le dimensioni che il suo roteare sembra lento, alto dal suolo, batte il pendio, rimbalza, colpisce ancora e ad ogni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;appuntamento&lt;/span&gt; col terreno la montagna sussulta. Il suono giunge appena dopo l'immagine.L'ultimo urto, non uno schianto, un tonfo sordo, quasi felpato che ti penetra dentro, vibra più forte il terreno, poi gli attimi appena successivi: si alza un silenzio nuovo, sconosciuto, cui nulla può opporre la valle, il nessuno che ho attorno, vastità statica, non un segno di vita. Attesa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il sentiero che trema, la montagna ferita, assistere, ascoltare...immagini, ricordi annidati nel sentire della carne e nel cuore, rileggo e tuttavia ciò che oltre e di più mi sorprende è quel traslare dalla visione di cose concrete e inanimate a una verità superiore che tutto include da sempre, da sempre oltre eppure accanto, velata e insondabile, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;in apparenza&lt;/span&gt; muta. Attesa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Natale 2009: "Oggi è nato per voi un Salvatore", bambino già fuggiasco, in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;lontananza&lt;/span&gt; una croce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La festa, la gioia del Natale non si esauriscono nella sfera della propria intimità e neppure in chiesa...mi guardo attorno, mi è difficile, quasi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;irrispettoso&lt;/span&gt; parlare di festa. Tuttavia qualunque sia la nostra storia, il nostro oggi e il futuro che si profila, soltanto da quel sentiero di "verità" possiamo attingere la speranza e il coraggio di attendere " Il Regno".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2414267469982610905?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2414267469982610905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/12/blogger-il-mio-primo-anno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2414267469982610905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2414267469982610905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/12/blogger-il-mio-primo-anno.html' title='Blogger, il mio primo anno'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3269592292219857665</id><published>2009-12-23T09:21:00.004+01:00</published><updated>2009-12-31T09:29:38.905+01:00</updated><title type='text'>Scelgo il mio silenzio ( 9° di Quaderno di Lavoro )</title><content type='html'>Gli ambienti e le circostanze in cui mi trovo esigono anche il silenzio, a volte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;suggeriscono&lt;/span&gt; come viverlo e gestirlo nel rapporto personale col malato. Tento qualche riflessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- C'è il silenzio fuori e il silenzio dentro di me.&lt;br /&gt;- C'è il silenzio del malato e il silenzio del volontario.&lt;br /&gt;- Il silenzio è condizione per l'ascolto; anche per l'ascolto del silenzio dell'altro.&lt;br /&gt;- Devo attenzione e ascolto al silenzio dell'altro.&lt;br /&gt;- Il silenzio è raramente muto.&lt;br /&gt;- Non sempre le parole dicono più del silenzio.&lt;br /&gt;- Vicino al malato il silenzio non è anonimo, rivela significati, stati d'animo, emozioni.&lt;br /&gt;- Il silenzio si qualifica nel modo in cui lo si vive: accoglienza e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;indifferenza&lt;/span&gt; e rifiuto.&lt;br /&gt;- Quando il silenzio è ascolto, cioè accoglienza, porta già in sé un messaggio di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;consolazione&lt;/span&gt;, di pace .&lt;br /&gt;- Devo imparare ad esprimere il mio silenzio; a cogliere l'attimo nel quale devo tacere.&lt;br /&gt;- Nel silenzio assume importanza lo sguardo.&lt;br /&gt;- Vi è il silenzio delle lunghe pause: il malato si sente a proprio agio nella quiete del volontario.&lt;br /&gt;- Quando il silenzio si fa pesante da sopportare, a volte si dicono parole vuote. Sono parole a rischio, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;interrompono&lt;/span&gt; il silenzio ma lo fanno precipitare nella estraneità del malato.&lt;br /&gt;- Il silenzio che il malato vive come abbandono è contagioso: per qualche attimo anche il volontario ne fa l'esperienza.&lt;br /&gt;- Il silenzio soffocante può indurre a considerare inutile la presenza del volontario, il fallimento del suo esserci, vicino al malato terminale. Ma il silenzio discreto e portato con sofferenza, ospita sempre un messaggio e un segreto: ciò che vorresti donare e che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;inconsapevolmente&lt;/span&gt; esprimi con tutto te stesso, ciò che del tuo silenzio il malato porterà con sé.&lt;br /&gt;- Il silenzio può essere luogo di solitudine, di sofferenza o di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;disperazione&lt;/span&gt;. Ma il silenzio, anche quello del malato, non va temuto a priori. Il silenzio è necessario all'uomo: può essere tempo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;comprensione&lt;/span&gt; profonda di sé e della vita, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;responsabilità&lt;/span&gt;, tempo di scelte.&lt;br /&gt;- Maria, nel silenzio, ha "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;accompagnato&lt;/span&gt;" il Figlio morente sulla Croce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3269592292219857665?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3269592292219857665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/12/scelgo-il-mio-silenzio-9-di-quaderno-di_23.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3269592292219857665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3269592292219857665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/12/scelgo-il-mio-silenzio-9-di-quaderno-di_23.html' title='Scelgo il mio silenzio ( 9° di Quaderno di Lavoro )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-5652623618958471617</id><published>2009-12-20T15:48:00.004+01:00</published><updated>2009-12-20T17:02:32.767+01:00</updated><title type='text'>Il  malato  ricorda ( 8° di Quaderno di Lavoro )</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Vi sono ricordi che riaffiorano nella memoria offrono l'occasione di uscire dalla routine della malattia, per rivivere la serenità e la dolcezza di epoche e di avvenimenti particolarmente cari.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A volte però il malato si sofferma in modo troppo ricorrente sulle realtà negative che gli hanno contrastato la vita. Rapporti e fatti ostili, gioie inutilmente attese, la felicità rubata dalle persone e dagli eventi, insomma un passato che ancora lo inquieta. Sente il bisogno di trovare una risposta, una giustificazione all'ansia di oggi per i problemi che gli urgono dentro, oltre la malattia, e spiegare a qualcuno il perché di questa sofferenza che non passa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi intrattiene su ciò che gli è accaduto, descrive situazioni e persone, e senza avvedersene il mio malato mi parla di sé, mi partecipa i movimenti del suo animo; cerco di essere attento al modo in cui rivive oggi il ricordo. Poco importa la ricostruzione fedele dell'esperienza passata, ora vorrei che il suo animo si aprisse non tanto alla speranza di un domani, e neppure ad un futuro oltre la morte, ma "semplicemente" alla pacificazione del suo passato con la vita presente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il malato non si attende da me una presenza da pseudo-analista, ma un coinvolgimento vivo, pulsante, e a questo tento di rispondere con semplicità: "ascolto" il racconto con partecipazione e interesse, e ne accetto i contenuti (accettare non è consentire) sforzandomi di non tradire emozioni di disagio o di turbamento ( che più facilmente possono raggiungere se al centro della mia attenzione rimane il malato nel suo modo di vivere oggi il presente di allora ).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spesso affiorano sensi di colpa, di rimorso o il risentimento verso gli altri. Quest'ultimo atteggiamento per me è il più difficile da affrontare, richiede discernimento e prudenza evitando di schierarsi con giudizi di parte. Quietamente e con affetto, tento di orientare il malato a non combattere il dolore che sta alla radice del risentimento; suggerisco il perdono nei confronti di quelli che nella sua storia contano per lui, perché solo in questo troverebbe la sua pace.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli dico che anche per me chiedere perdono e perdonare è duro, ma non vedo altra via se vogliamo che la vita ci ritorni amica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-5652623618958471617?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/5652623618958471617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/12/il-malato-ricorda-8-di-quaderno-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5652623618958471617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5652623618958471617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/12/il-malato-ricorda-8-di-quaderno-di.html' title='Il  malato  ricorda ( 8° di Quaderno di Lavoro )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7942189450131655100</id><published>2009-11-11T11:18:00.004+01:00</published><updated>2009-11-11T11:49:53.600+01:00</updated><title type='text'>Accogliere l'umanità del malato terminale (7° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno mi ha rivolto una domanda pertinente: che cosa intendo per umanità del malato. Il termine infatti rimanda a più significati, il genere umano, i tratti somatici, gli aspetti spirituali o culturali caratteristici, ecc. ma l'interesse ora non è teso alla ricerca di definizioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi pongo di fronte al malato terminale: l'umanità che intendo considerare risiede tutta nella sua individualità, una realtà che non mi riesce di comprendere e descrivere compiutamente e che tuttavia cerco di accogliere nella sua complessità; ascolto ciò che ora lui è, sente, dice e fa, e in lui il suo passato, ascolto le persone con cui vive.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa accoglienza non implica consenso incondizionato. Ricordo ad esempio, un malato che manteneva un comportamento irrispettoso  verso la moglie. Ad ogni episodio increscioso seguiva l'onda di riflusso della frustrazione e dell'angoscia. Impossibile approvare il suo comportamento, ma accettarlo mi ha permesso di stargli vicino nei momenti dell'umiliazione. Un'esperienza condivisa, non strettamente vincolata alla malattia, vissuta in un rapporto da uomo ad uomo più che da malato a volontario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Incontro persone di estrazione culturale, ideologica e religiosa diversa: accoglierle nella loro umanità, apre ad una comprensione e ad una solidarietà profonde, all'amicizia e all'amore come bene primario che accomuna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho di fronte il declino finale dell'uomo:abbiamo in comune la vulnerabilità, la povertà davanti alla morte, all'oltre che sovrasta la condizione umana anche se vissuta in momenti e contesti esistenziali differenti. Parole di Enzo Bianchi, Priore di Bose: "Solo quando la relazione tra visitatore e malato si configura come un incontro di poveri, il rapporto con il malato può divenire luogo di comunione, di amore e di responsabilità" ( "Accanto al malato").&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per lo più la gente riserva compassione, commiserazione, ma scarso interessamento al cammino spirituale che il malato sta ancora compiendo, e che arricchisce chi gli è accanto; la stima, gli elogi sono appannaggio del volontario.  Il malato, prima ancora che per le sue necessità, ha diritto all'assistenza e all'amore semplicemente perché è un uomo, e a fronte di questo diritto sta l'impegno morale che provoca a riflettere sul significato del proprio volontariato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il cristiano ricorda che la parabola del Buon Samaritano non conclude con un invito all'opzione, ma con una indicazione perentoria: "Va e fa altrettanto".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7942189450131655100?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7942189450131655100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/11/accogliere-lumanita-del-malato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7942189450131655100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7942189450131655100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/11/accogliere-lumanita-del-malato.html' title='Accogliere l&apos;umanità del malato terminale (7° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7193600889490225694</id><published>2009-10-23T10:45:00.004+02:00</published><updated>2009-10-23T20:50:18.183+02:00</updated><title type='text'>L'urlo e il lamento (6° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'urlo del dolore è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;irrispettoso&lt;/span&gt; della dignità dell'uomo. Può mutarsi in uno scempio di voci che si rincorrono, ma è sempre la stessa, che si modula in suoni impossibili; solca un tempo sempre troppo lungo, tragica e ridicola, allo sbando, senza controllo. E' la pura reazione del nostro corpo animale sopraffatto: interrotta ogni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;. Anche il contatto fisico, così carico di significati, trattiene soltanto i sussulti di un movimento scomposto. Ma appena il dolore si riaccosta alla soglia della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sopportabilità&lt;/span&gt;, la piena dell'urlo si quieta, nasce di nuovo il lamento, riemerge l'umanità, il malato con le sue emozioni, i suoi sentimenti. Il lamento ha orizzonti vasti, sussurra o grida l'intensità dell'animo, il sentire che l'uomo ha dentro di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sè&lt;/span&gt;, oltre la sua parte dolente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Realtà complessa il dolore del malato terminale, risiede nella carne, ma affonda le radici anche nel vissuto, nell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;interpretazione&lt;/span&gt; che il paziente ne da; c'è il passato, c'è la sua vita di oggi, le sue aspettative. Il rifiuto, la delusione o la rabbia, oppure la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;rassegnazione&lt;/span&gt; o addirittura l'amore, la fede, si fondono con la sofferenza fisica fino a costituire nel lamento una sola espressione, una natura, una realtà unica eppure complessa: questo è il dolore che ho conosciuto accanto al malato terminale. La vita che mi ha voluto confidare, i suoi percorsi di luce e di ombre, i significati, le speranze, mi aiutano a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;comprenderne&lt;/span&gt; il lamento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La tentazione è di essere sbrigativi: si dice "Non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;complichiamo&lt;/span&gt; le cose", oppure "Si lamenta solo perché sente male". Vero, ma qui ogni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;semplificazione&lt;/span&gt; impoverisce la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;condivisioe&lt;/span&gt; delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;realtà&lt;/span&gt; che più gli stanno a cuore e che non è in grado di esprimere, significa trascurare una porzione rilevante del suo dolore. Una minor &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;comprensione&lt;/span&gt; può far scivolare il malato dall'isolamento che già patisce, alla solitudine.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' difficile parlare del dolore del malato terminale senza correre il rischio di dire troppo poco, il rischio della banalità, oppure quello di parlarne senza dire nulla. Però è anche impossibile parlarne &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;compiutamente&lt;/span&gt;. Accanto al malato terminale ho conosciuto anche un'altra verità: il dolore oltre ad essere complesso è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;inesprimibile&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Renato novembre) Un malato anziano, T. cerebrale, afasico, emiparesi lato destro. Dolori lancinanti da "crampi" alla gamba. Si dibatte, urla, cerchiamo di trattenerlo. Una breve tregua, e il dolore si fa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;sopportabile&lt;/span&gt;, si volta: un lamento sommesso, tremulo, lo sguardo assorto, fisso negli occhi della moglie china su di lui; alza il braccio sinistro e con le nocche sfiora lentamente il viso della donna. Ripete il gesto. Di nuovo urla. L'iniezione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non basta lo sguardo, né l'udito, c'è di più: sono così lontano dal capire, ho bisogno quasi di non vedere, non udire per comprendere meglio. L'urlo e il silenzio del dolore sono assordanti, ma non in senso fisico. Anche dentro il silenzio ti scuote l'ascolto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi si chiede di tenere a bada le emozioni, ora il mio dovere è la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;sorveglianza&lt;/span&gt; lucida, la presenza efficiente, e così mi impegno. Ma tutto si raccoglie nel cuore. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7193600889490225694?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7193600889490225694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/10/lurlo-e-il-lamento-6-di-quaderno-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7193600889490225694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7193600889490225694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/10/lurlo-e-il-lamento-6-di-quaderno-di.html' title='L&apos;urlo e il lamento (6° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1659370812253375461</id><published>2009-10-14T17:24:00.003+02:00</published><updated>2009-10-14T17:41:24.952+02:00</updated><title type='text'>Parlami della tua morte ( termina 5° di Quaderno di Lavoro )</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Maturare una posizione davanti alla realtà della fine, ha significato per me mettere a confronto la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; dei valori che determinano la mia esistenza, la mia stessa persona, con le situazioni estreme e ricorrenti, che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;caratterizzano&lt;/span&gt; e accomunano le esperienze dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;accompagnamento&lt;/span&gt;. Ancora oggi significa collocare nel mondo della mia normalità quotidiana ed applicare a me l'esperienza vissuta dal mio malato, del "qui e adesso", dell'imminente e del già accaduto, dell'attesa sopraffatta dal silenzio e dalla immobilità del dopo. Questo percorso si affianca alle parole della scienza ed è, a mio avviso, un cammino importante, cui può seguire una risposta a volte non formulata, ma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;concretamente&lt;/span&gt; vissuta, perché questo procedere modella la vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scaturisce un nuovo modo di essere, di accostarsi alle persone e ai fatti; un modo non secondario di parlare al malato della sua morte, di rispondere forse a una domanda sottesa, che non trova la forza di emergere. Il modo personale di condividere l'attesa diventa colloquio, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;testimonianza&lt;/span&gt; semplice di speranza, forse parole che consola. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno mi chiede  "...cosa vai a dire a un malato terminale ?". Non so, ma spero che anche la mia sola presenza sia un dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1659370812253375461?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1659370812253375461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/10/parlami-della-tua-morte-termina-5-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1659370812253375461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1659370812253375461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/10/parlami-della-tua-morte-termina-5-di.html' title='Parlami della tua morte ( termina 5° di Quaderno di Lavoro )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-6240445467735445697</id><published>2009-10-10T18:26:00.003+02:00</published><updated>2009-10-10T19:02:02.783+02:00</updated><title type='text'>Parlami della tua morte (5° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi avvicina questo tipo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;volontariato&lt;/span&gt; ha occasione di ascoltare molte conferenze sulla morte. Parlano medici, psicologi, volontari, consigliano libri e letture, la morte insomma è qualcosa da analizzare e conoscere &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perché&lt;/span&gt; non deve spaventare. L'oggettività e il distacco, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;coinvolgimento&lt;/span&gt; controllato marcano il limite &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;professionale&lt;/span&gt;: la persona scruta, osserva, analizza il "fatto" vissuto da un altro. Poi con acutezza relaziona, e iniziano i distinguo: la morte, il morire, l'abbandono "anticipato" della vita...qualcosa che appartiene a tutti e a nessuno. Fa parte di un bagaglio di conoscenze &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;indispensabili&lt;/span&gt; nella fase di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;preparazione&lt;/span&gt; all'attività del volontario domiciliare. Ho appreso con impegno e spero con senso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;responsabilità&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma altro è parlare della morte, altro  trovarsi a vivere la morte mentre il malato muore, e altro infine, è l'esperienza che il volontario ne porta con sé e rielabora. Il malato che si sente vicino alla morte, a volte pone una domanda &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;imbarazzante&lt;/span&gt;, argomento insolito, un po' ostico. Le parole di Mario, nel giugno, erano queste: " Tra poco mi verrà addosso la morte e ho paura. Secondo te, cosa succede, come sarà ?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è stato il tempo di ripensare alle conferenze. Ho sentito che gli volevo molto bene e avevo bisogno che le mie parole gli arrivassero al cuore e lì potessero restare, che non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;scivolassero&lt;/span&gt; via. Gli ho aperto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; il mio animo, ho condiviso con lui come io mi pongo davanti alla morte, gli ho parlato insomma della mia morte (non di come morirò), l'ho fatto partecipe delle risposte (di speranza) che io mi ero già dato ( e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;continuo&lt;/span&gt; a scrutare). Sono queste, mi sembra, la domanda e la risposta che al malato preme porre e ascoltare quando parla o chiede della sua morte imminente...."secondo te,.." cioè, in modo più vero "parlami della tua morte, che poi non è domanda tanto stonata, dal momento che anche tu morirai". Domande e risposte parlate a mezzi toni, attinte adagio dall'ascolto e dal silenzio, modulate secondo il momento e il ritmo del malato, meditate e ascoltate anche da chi le le pronunzia. Discorsi abbozzati, rimasti a volte in sospeso, a volte ripresi, oppure qualche accenno soltanto; ma non è l'esame di ciò che sai, non c'è cattedra tra te e lui, è il conforto di non essere soli nel proprio destino, la speranza di poter andare oltre la paura. Discorsi sempre segnati dall'affetto e dalla misura: sempre dalla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;riservatezza&lt;/span&gt; e dal rispetto dello spazio intimo che si deve a ogni scelta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;( segue)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-6240445467735445697?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/6240445467735445697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/10/parlami-della-tua-morte-5-di-quaderno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6240445467735445697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6240445467735445697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/10/parlami-della-tua-morte-5-di-quaderno.html' title='Parlami della tua morte (5° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-9214586026520631108</id><published>2009-09-26T17:25:00.003+02:00</published><updated>2009-09-26T17:54:13.216+02:00</updated><title type='text'>Ambulanza  ( 4° di Quaderno di Lavoro )</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'ASL richiede un volontario che accompagni all'ospedale una malata. E' mattino, l'ora di punta, e nell'ambulanza scambio le prime parole con la signora Luisa; le fa piacere sentire che portiamo lo stesso nome e abbiamo la stessa età. Ha lineamenti gentili, capelli radi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;bianchissimi&lt;/span&gt;, respira a fatica, l'aspetto è di persona molto dolce. Mi dice della sua malattia, mi parla dei condomini (si conoscono da quando è stato costruito il fabbricato), dice che aveva molti capelli, che vestiva bene. Un filo di voce e un bisogno pressante di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;intrattenersi&lt;/span&gt; con qualcuno. Sa di essere terminale e piange, pensa al marito malato di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Alzhaimer&lt;/span&gt;. Sono soli. L'autista ha la cortesia di comunicare che inserirà la sirena.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In ospedale la stanza è a cinque letti. Scendo al piano terreno e sbrigo qualche pratica all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;accettazione&lt;/span&gt;. Le hanno portato il the, lo vuole dolce, ancora più dolce, non so quanti cucchiaini di zucchero. Camminiamo adagio nel corridoio verso il telefono, vestaglia e ciabattine come è uscita di casa, l'equilibrio è incerto. Parla a fatica, eppure è un torrente di parole affettuose che corrono nel filo verso il marito malato, come parlasse a un bambino, mille &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;raccomandazioni&lt;/span&gt;; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;probabilmente&lt;/span&gt; inutili. Interrompe e l'accompagno con urgenza ai servizi. Ne esce stravolta, la sorreggo, si aggrappa al mio braccio anche con l'altra mano. A voce bassa qualche parola per sentirci più vicino; il corpo a volte sa alla perfezione come umiliarci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La signora Luisa dice che ha visto sfumare tutto, salute, bellezza, affetti, si sente tradita dalla vita; eppure la vita non l'ha tradita, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; si sta esaurendo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora è sdraiata sul letto, le tengo la mano. Mi fa un cenno e mi accosto: "Signor Luigi, una volta credevo, ma adesso è troppo", piange. Ci guardiamo in silenzio, una carezza lieve sui capelli bianchi, e un sorriso. "E' tanto stanca, adesso riposi".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' arrivata l'infermiera, ci salutiamo, la carrozzina si allontana nel corridoio; scendo le scale verso l'uscita. Mi sento addosso la sua sfinitezza, l'angoscia, la nostalgia struggente della sua fede che non ha abbandonato. Ora è il tempo del pianto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In me, come una eco, le parole di un salmo: "Il Signore è fedele per sempre".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-9214586026520631108?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/9214586026520631108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/09/ambulanza-4-di-quaderno-di-lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9214586026520631108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9214586026520631108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/09/ambulanza-4-di-quaderno-di-lavoro.html' title='Ambulanza  ( 4° di Quaderno di Lavoro )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1184401855586289</id><published>2009-09-23T19:04:00.005+02:00</published><updated>2009-09-24T23:29:06.435+02:00</updated><title type='text'>Al  mio  nipotino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sardegna, coste di sabbia e di rocce a strapiombo, di vegetazione rada e terra bruna selvagge, scoscese, quasi dirupo sino a mare. Acqua aperta all'orizzonte e chiusa nei golfi, acqua di blu e di verdi che digradano delicati e intensi. Macchia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;mediterranea&lt;/span&gt;, eucalipti come filari lungo le strade, il cielo azzurro, alto. I nuraghi dalla preistoria,...poi la storia con chiese romaniche, soffitti a carena di nave, monasteri. E ancora la storia più vicina, di una città "brutta": una cosa bella soltanto vi era, una persona... qualcuno se l'è portata via ..a Milano. Rideva lo zio e ridevamo tutti noi !&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma bellissimo è anche essere stati insieme, uno zio "maestro" raffinato e affettuoso, la dolcezza di una zia, un bambino di dieci anni, tipetto sveglio, felice e contento di tutto, che protestava però l'ingiustizia di non poter rimanere in Sardegna,.. e al seguito due nonni,anche loro felici. Qualcuno ha obiettato "No, i nonni erano quattro".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi dalla mia scrivania ho aperto una finestra sul Tirreno, una folata di vento di mare, il ricordo allegro delle persone a cui vuoi bene, a cui vuoi dire grazie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nonno Luigi&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1184401855586289?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1184401855586289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/09/al-mio-nipotino.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1184401855586289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1184401855586289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/09/al-mio-nipotino.html' title='Al  mio  nipotino'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7391554905257457912</id><published>2009-09-17T10:16:00.004+02:00</published><updated>2009-09-17T10:27:08.497+02:00</updated><title type='text'>Il    "ritorno"</title><content type='html'>La visita è conclusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei, "dottore ..per chiarezza, è questione di mesi!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Eh..,di mesi..non si può dire"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in macchina, quieti sulla strada del ritorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sai Luigi, quest'estate quando ero a Santa Maria Maggiore, ascoltavo la messa, rito romano naturalmente, e ricordo una frase bellissima nella lettura di un profeta poco noto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Israele preparati all'incontro con il tuo Signore - ."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7391554905257457912?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7391554905257457912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/09/il-ritorno.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7391554905257457912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7391554905257457912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/09/il-ritorno.html' title='Il    &quot;ritorno&quot;'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-8463754828221971571</id><published>2009-08-30T17:19:00.002+02:00</published><updated>2009-08-30T17:33:10.923+02:00</updated><title type='text'>IL  PALCO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Parlano di libertà. Libertà di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;informazione&lt;/span&gt;, di stampa, nulla da eccepire, ci mancherebbe altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'affare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Berlusconi&lt;/span&gt;, poi Feltri, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Boffo&lt;/span&gt;, Ezio Mauro....soltanto i nomi più in voga, ma senti le parole avvelenarsi, diventare crudeli, uno contro l'altro come in un gioco di gladiatori. Cerco di tenermi a distanza, ma sono parte di questa società. Coinvolto dunque, indignato. E umiliato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto l'importante è colpire, privacy, pubblico, privato, dignità, confini labili per ogni giornalista, ognuno tiene il palco e non so se i burattini alla fine siano i grandi nomi oppure noi (io compreso) che assistiamo inermi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si informa, si accusa, si condanna, si diffama,....l'Italia in coda agli altri stati attende: tanti problemi, le riforme, drammi che incombono su molte famiglie nel mondo del lavoro. I suoi uomini sono sul palco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse politici e giornalisti non sanno che non si uccide soltanto fermando il cuore &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-8463754828221971571?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/8463754828221971571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/08/il-palco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8463754828221971571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8463754828221971571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/08/il-palco.html' title='IL  PALCO'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4915144101650849576</id><published>2009-08-20T16:06:00.003+02:00</published><updated>2009-08-20T16:28:43.159+02:00</updated><title type='text'>L'ultimo incontro  (termina 3° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Annuisce e mi sento sollevato, questo parlare si è fatto colloquio. Solo ora mi sono inoltrato in una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;conversazione&lt;/span&gt; tanto delicata, altre volte ne avevamo sfiorato il limite, ma ho sempre lasciato a lei il segnale, così come è accaduto. "Stai in pace &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Attilia&lt;/span&gt;" e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;spontaneamente&lt;/span&gt;, a bassa voce come parlassi a me stesso, "il Signore vuole bene a tutti, vuole bene a te, a me, a tutti". Uno scatto inatteso, volge il capo verso di me, mi fissa: "A tutti ?" "Si a tutti, per questo dobbiamo stare in pace".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parole quiete, scandite con fermezza eppure sofferte, intrise di commozione. Il primo giorno, quando ci siamo conosciuti, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Attilia&lt;/span&gt; mi aveva detto: "Come mai hai scelto questo tipo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;volontariato&lt;/span&gt;? E' quello che avevo in mente di fare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;anch&lt;/span&gt;'io, e invece eccomi qua, dall'altra parte. Vuol dire che lo faremo insieme".  Ora mi passa avanti, è lei a farmi strada, ad aiutarmi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ti sei affaticata" le dico "per me è bello anche stare in silenzio insieme, è riposante". Sembra tranquilla, annuisce &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;ancora&lt;/span&gt; e sorride. Ora &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Attilia&lt;/span&gt; è contenta perché sente arrivare Giovanni: è premuroso con lei, le si avvicina, si interessa poi va a riordinare la spesa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Attilia&lt;/span&gt; dorme, Giovanni mi batte sulla spalla e andiamo da soli, in amicizia, a parlare nell'altra stanza. Sa che resta poco tempo. Non so se quelle due parole di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Attilia&lt;/span&gt; fossero una domanda soltanto o una preghiera, so che mi hanno coinvolto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;profondamente&lt;/span&gt;; mi hanno detto la fede che aveva dentro, la speranza del dopo, di un bene troppo grande che non può non aprirsi anche agli altri: "A tutti ?"  "Si a tutti".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4915144101650849576?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4915144101650849576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/08/lultimo-incontro-termina-3-di-quaderno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4915144101650849576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4915144101650849576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/08/lultimo-incontro-termina-3-di-quaderno.html' title='L&apos;ultimo incontro  (termina 3° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-3298185351474587161</id><published>2009-08-15T18:26:00.005+02:00</published><updated>2009-08-15T19:22:00.337+02:00</updated><title type='text'>L'ultimo  incontro   ( 3° di Quaderno di Lavoro )</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'aspetto è provato, ma sorride accennando un saluto. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Anch&lt;/span&gt;'io le sorrido, "Non ti do la mano, è gelata. Si sta bene in casa". Anche col marito niente "come va", lo sguardo è domanda e risposta, e dice la nostra amicizia; in cucina ricevo le poche "consegne", poi Giovanni esce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi siedo accanto al letto. Ogni tanto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Attilia&lt;/span&gt; beve un po' di aranciata, a sorsi dal &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;cucchiaino&lt;/span&gt;. Appena un velo di apprensione sul volto, però c'è posto anche per qualche sorriso; parole poche e lente, per ognuna una piccola riserva di fiato, allora gli sguardi tentano di soccorrere la sua fatica, lo sforzo di una frase che stenta a uscire. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Devo dirti una cosa. Personale"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Sono qui, se ti fa piacere possiamo parlarne subito, altrimenti quando ti sentirai"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Aspettiamo dopo"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualche intercalare semplice, a volte ironico, è molto bello che abbia il senso dell'umorismo; un sorso, una pausa di silenzio e si appisola. Apre gli occhi. "Devo dirti una cosa", è la frase che ascolto da giorni, sempre troppo lunga per essere pronunciata d'un fiato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ti ascolto volentieri", ma mi rendo conto che devo aiutarla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Procedo a tentoni, rileggo mentalmente gli argomenti più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;significativi&lt;/span&gt; dei nostri colloqui, le impressioni precedenti. Le chiedo se si riferisce al '68 che insieme al marito aveva vissuto in modo entusiasta ma, in certo senso anche traumatico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Accosto l'orecchio alla sua bocca: "No" poi sussurra "la comunità". Giovanni mi aveva parlato di qualche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;incomprensione&lt;/span&gt; sorta all'interno della parrocchia che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;frequentavano&lt;/span&gt;. Un contrasto non risolto, il rifiuto, poi la separazione, non importa quanto né da chi voluta, certamente sofferta. Così tento qualche parola, con cautela, con un po' di timore e la speranza di indovinare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Attilia&lt;/span&gt; anche se in una &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;comunità&lt;/span&gt; abbiamo contestato le strutture, le istituzioni, intendevamo solamente contestare gli uomini, i loro metodi; questo non significa aver rifiutato chi sa sopra di tutti". Un giro di parole, ma non volevo forzare un colloquio ancora incerto. Osservo la sua espressione, lei mi segue attenta con gli occhi e annuisce, parlo lentamente, le pause consuete.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Stai tranquilla, in pace. Forse, in certe situazioni sentiamo il bisogno di fare un bilancio generale della vita", l'assenso si fa vivace.."non capita soltanto a chi è malato, è normale nei momenti o nelle situazioni che riteniamo importanti, del resto anche chi è anziano come sono io (sorride) più si inoltra negli anni e più frequente ne avverte il bisogno. Forse può diventare un confronto sereno, non so quanto valga la mia esperienza. Io ho l'impressione che quando si ripensa la vita, le cose fatte buone o cattive, importanti o secondarie, perdano importanza, le senti quasi lontane, mentre acquista valore il ben che hai dentro, che sei tu adesso, in questo momento, per te e per gli altri, le scelte spirituali che compi".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La vedo annuire di continuo. "A me sembra così: il bilancio della vita è il bene che siamo diventati, il nostro desiderio di un bene ancora più grande che vorremmo essere e dare agli altri, anche se non ne siamo capaci: anche se è tanto grande che, pur &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;desiderandolo&lt;/span&gt; non &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;riusciamo&lt;/span&gt; neppure a contenerlo".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Continua)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-3298185351474587161?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/3298185351474587161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/08/lultimo-incontro-3-di-quaderno-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3298185351474587161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/3298185351474587161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/08/lultimo-incontro-3-di-quaderno-di.html' title='L&apos;ultimo  incontro   ( 3° di Quaderno di Lavoro )'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7652192649282746551</id><published>2009-07-24T18:26:00.004+02:00</published><updated>2009-07-25T14:10:36.746+02:00</updated><title type='text'>Incontro un nuovo malato( termina 2° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>Giugno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da settimane Sandro è fermo, può voltare soltanto la testa. Lo aiutiamo a sedere sul letto, le gambe penzoloni e gli avambracci appoggiati a una barra che abbiamo fissato. Alcuni cuscini e una fascia &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;agganciata&lt;/span&gt; alle strutture lo cingono, ma sta poco, a stento il tempo di qualche boccone che la mamma gli porge. Non riesce a sostenere il capo, e subito cominciano le operazioni per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;riposizionarlo&lt;/span&gt; sdraiato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si sente stravolto dalle vertigini e dalle &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;allucinazioni&lt;/span&gt; ormai frequenti; allora dice flebilmente "aiutatemi"; ti fai vicino, un contatto, una parola, ma è poco. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Improvvisamente&lt;/span&gt; Sandro si rivolge alla zia infermiera.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"vorrei, vorrei sapere se c'è ancora speranza"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"speranza di che cosa ?"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"di guarire...se è stato tutto inutile"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"ma cosa dici, sai che i farmaci non fanno effetto subito, ci vuole tempo"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qui non reggono l'idea di informare il malato. Angoscia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;profondamente&lt;/span&gt; vedere un uomo privato della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; delle sue ultime ore, è come fosse derubato della libertà e della vita che gli resta, in certo senso anche di quella passata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;So che devo rispettare le loro scelte ma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;spontaneamente&lt;/span&gt;, con decisione e tono pacato, taglio il discorso alla zia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Sandro non è stato e non è inutile, noi siamo molto contenti che tu sia qui con noi, anche noi soffriamo insieme a te e ti vogliamo bene. Nessuno, né per te né per ciascuno di noi, nessuno può dirci che cosa succederà domani. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Accontentiamoci&lt;/span&gt; tutti di vivere giorno per giorno, anche tu con noi, se siamo capaci, con fiducia e in pace. Niente è stato inutile Sandro".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so da dove mi siano venute &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;improvvisamente&lt;/span&gt; queste parole, ma non ho saputo dire di meglio. Non so neppure perché si sia quietato; dopo ricordo soltanto il suo silenzio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo guardo. Ogni segno di vita ora è proprio relegato al viso. Questo corpo inerte, deformato, avvolto dall'affetto di tutti ma estraneo anche a Sandro, è una cosa che curi, sposti, ma lui lo trovi soltanto in quegli occhi umidi, nel viso. Oggi mi ha chiesto di muovergli il capo in una posizione diversa. Dice che così va bene. Si assopisce spesso; l'occhio sinistro deformato, sporgente, resta aperto anche quando l'altro è chiuso nel sonno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha mormorato qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mamma "Sandro hai parlato?"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"no stavo sognando"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mamma si rivolge a me, accennando un sorriso: "sta sognando, forse nel sogno cammina".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giugno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono stati giorni lunghissimi a fine giugno, vorrei dire crudeli per questo procedere troppo lento, inesorabile. Giorni e notti con un respiro che arranca. Non mangia più, non beve. A marzo, in aprile, ci sono stati anche momenti di allegria, abbiamo persino riso insieme, ma ora non è più tempo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni giorno nel tardo pomeriggio arriva Maria Teresa, l'infermiera dell'Unità di Cure Palliative: è persona attesa e amata. La professione che possiede saldamente e la carica affettiva che trasmette ne hanno fatto il perno, il punto di riferimento quotidiano per la famiglia e per Sandro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo tutti stanchi, i genitori sfiniti eppure forti per vegliare sul figlio: c'è la zia e ci alterniamo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;perché&lt;/span&gt; possano riposare, riposare anche lo sguardo da quell'osservare incessante. Adesso si parla adagio per non disturbare, si sta anche zitti; sembra sempre imminente, eppure passano i giorni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordo che una volta Sandro mi ha detto "in America ci sono delle macchinette che regolano la vita come vuoi". Mi interessava l'idea &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;naturalmente&lt;/span&gt;, e quieti ne abbiamo parlato, senza scandalo e senza assenso. Anche oggi qualcuno non ne può più, e dice che "basterebbe un'iniezione, ma qui in &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Italia&lt;/span&gt; non si può"; questo sfogo non chiede parole di ritorno, vuole soltanto essere ascoltato; la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;comprensione&lt;/span&gt; si fa più grande, condividi la sua e ormai la tua &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;sofferenza&lt;/span&gt;, gli stai vicino, gli vuoi bene. Oggi non trovo risposta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ora è insolita ma vado da Sandro, è troppo grave. Siamo insieme nella stanza in silenzio. Questo respiro non ha più ritmo, le pause sono troppo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;lunghe&lt;/span&gt; ti fanno pensare che sia l'ultimo, poi ti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;ricredi&lt;/span&gt; perché un altro ne viene, e un altro, fuori tempo. Basta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli sguardi si sollevano, si incrociano, si fermano per un lungo istante negli occhi dell'altro; c'è un sospiro lieve, forse di riposo. E' il dono della morte. E' accolta da tutti con semplicità, con naturalezza; la mamma però deve convincersi poco a poco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so immaginare la mano che stringe una siringa, forse un giorno oppure &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;mezz&lt;/span&gt;'ora prima...la morte ci chiede di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;riconciliarci&lt;/span&gt; con la vita. Ti resta sempre un senso profondo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;riconoscenza&lt;/span&gt;, il bisogno di ringraziare: Sandro mi ha accettato nei mesi forse più difficili della sua esistenza, i genitori mi hanno sempre accolto come "uno della famiglia", Maria Teresa, per me un esempio e una scuola. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Pensavi&lt;/span&gt; di dare e vedi quanto hai ricevuto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La ricchezza di questo amore e della sofferenza che ho conosciuto si stempera in me nella fede che tento di vivere, e guardo in un orizzonte più ampio e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;incomprensibilmente&lt;/span&gt; gioioso la nuova realtà di ciò che è stato. Il tempo sbiadisce i ricordi della sofferenza, e l'amore che hai vissuto si sedimenta nel tuo animo sino a diventare te stesso, a diventare preghiera.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Può sembrare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;contraddittorio&lt;/span&gt;, eppure proprio questo richiamo all'amore, al servizio, mi impone oggi di "ritirami" da Sandro. Non devi "possedere" il malato, non devi tenere per te il suo affetto e neppure il suo dolore: anche il malato è di Dio, non tuo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così, libero, sereno nello spirito e nel volto, potrò avvicinare ancora un malato e chiedergli se mi vuole accogliere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7652192649282746551?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7652192649282746551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/07/incontro-un-nuovo-malato-termina-2-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7652192649282746551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7652192649282746551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/07/incontro-un-nuovo-malato-termina-2-di.html' title='Incontro un nuovo malato( termina 2° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4172938711866185112</id><published>2009-07-24T10:58:00.012+02:00</published><updated>2009-07-25T14:07:37.374+02:00</updated><title type='text'>A  metà  dell'  estate</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quando si è in tanti le piccole storie o gli eventi più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;significativi&lt;/span&gt; ogni giorno crescono insieme, come l'erba del prato: la varietà delle forme, dei fiori colorati, la diversa resistenza alla forza del vento, formano un unico insieme.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle famiglie i più piccoli diventano meno piccoli, altri si sono già presentati puntuali agli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;appuntamenti&lt;/span&gt; importanti, Prima Comunione, Cresima, la laurea...ora nuove iscrizioni, la ricerca di un lavoro. L'erba cresce.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno ci offre momenti di apprensione, anche questi da condividere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A fianco dell'allegria contagiosa dei bambini, del vigore e della vita di chi è giovane, qualcosa si allenta. Uno stelo è un po' chino, difficile &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;distinguerlo&lt;/span&gt; nel prato, eppure c'è in tutti attenzione. Mentre lo curi, lo sguardo può alzarsi oltre il piano dell'erba e raggiungere un pezzo di cielo. Ti fa pensare che si può credere anche in ciò che non tocchi e non vedi. Sa di fiducia, di pace...anche queste da condividere "insieme".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono tornato al mio blog. Per troppo tempo ho lasciato a metà un articolo, rimedio e lo concludo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4172938711866185112?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4172938711866185112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/07/meta-dell-estate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4172938711866185112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4172938711866185112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/07/meta-dell-estate.html' title='A  metà  dell&apos;  estate'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7269806091448136030</id><published>2009-06-29T13:11:00.004+02:00</published><updated>2009-06-29T13:42:43.649+02:00</updated><title type='text'>Incontro un nuovo malato (continua 2° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>Maggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sandro si è aggravato. Anche le braccia e le mani si fermano. Gli porgo alla bocca una caramella, gli alzo il peso morto del braccio per cambiargli posizione. Hanno comprato due letti da ospedale, la stanza è riordinata e ci sono dei fiori al davanzale. Quando esco la signora mi saluta alla porta, poi subito viene al balcone del cortile al piano rialzato, e dalla parete di edera che lo ricopre vedo un gesto lieve della mano, tra le foglie un sorriso dolce, velato. Non mi so abituare, ogni volta mi scuote, mi fa soffrire di più. Lunedì mattina dovrò essere là presto &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;perché&lt;/span&gt; il marito sarà assente: la visita mensile di controllo del suo melanoma. Anche a lui oggi, parlando di Sandro nella saletta, si sono fatti gli occhi lucidi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cerco di darmi a loro come più sono capace, ma sento anche il bisogno di ritirarmi in me stesso, di capire di più quello che vedo in tutto questo soffrire. Vi sono momenti nella vita in cui restiamo assolutamente indifferenti al mondo esterno, alla cultura, all'economia, al potere, ad ogni impulso di competizione con gli altri, ed emerge l'uomo nella sua dimensione essenziale alle soglie delle realtà e dei valori definitivi. Se vi è assenza di dolore fisico e nella lucidità di una mente consapevole,questi, nel malato, sembrano momenti alti di libertà, non lontani per me da un certo sgomento. E' una angolazione insolita per una persona sana e attiva; ora il malato è in cattedra e ti parla: supino, nel silenzio ti dice tutta la sua e la tua realtà attuale, nuda, concreta, alla luce delle cose ultime.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Il malato terminale è persona capace non solo di ricevere dagli altri, ma anche di dare..", è vero, nel suo stesso ricevere ti dona qualcosa. Guardo Sandro, raramente qualche momento di rabbia, poi la rassegnazione paziente, la semplicità nell'abbandonarsi all'amore di chi lo circonda, il coraggio di lasciarsi amare: ma non è qualcosa di definitivo, ogni giorno la lotta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si vive insieme al malato, in te c'è controllo non separazione, e insieme si affronta l'esperienza nuova, o sempre uguale. Esperienza crudele per Sandro, giorno per giorno la sua vita che si ritira, irrevocabile, senza fretta. Questo dolore aggredisce anche te, devi misurare con intelligenza le tue forze, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perché&lt;/span&gt; qui il tempo è lungo; però non abituarti al malato, sarebbe come abituarsi a vivere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In mezzo a questo mare di sofferenze, di sfacelo, sento una presenza che non ha confini, che non comprendo a fondo, più grande del dolore e del pianto. Mio Dio non mi è possibile capire, ma ti credo, con fiducia ti aspetto: anche per Sandro dopo questo buio la grande luce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(continua)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7269806091448136030?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7269806091448136030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/06/incontro-un-nuovo-malato-continua-2-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7269806091448136030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7269806091448136030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/06/incontro-un-nuovo-malato-continua-2-di.html' title='Incontro un nuovo malato (continua 2° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-6963244593345854972</id><published>2009-06-17T16:40:00.006+02:00</published><updated>2009-06-17T16:59:18.921+02:00</updated><title type='text'>Guardare  il  mondo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Si susseguono notizie allarmanti di conflitti, di corruzione, di ingiustizie rivestite di legalità ( però non tutto ciò che è legale è anche lecito ), si innalza la soglia della paura, della povertà a livello globale o in chi ti è accanto. Ci si può persino assuefare a vedere ed ascoltare il peggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eppure sento il bisogno di guardare il mondo con bontà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La bontà appartiene a Dio soltanto, ma si fa conoscere al mondo dalle scelte che l'uomo opera nella realtà del quotidiano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Bontà" poi, è una famiglia di parole, di modi di essere e di sentire. E' simpatia anche senza riscontro, rispetto e comprensione, è partecipare al dolore e sperare e saper attendere, è gioire di ogni gioia buona, gioia che è gioia da sempre, è libertà, determinazione e fedeltà al bene, è misericordia, dolcezza e perdono, è infinito, diluvio e arcobaleno, è amore e morte e vita per sempre....&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La bontà di ognuno di noi nel quotidiano, soltanto una piccola luce della bontà di Dio..è annuncio, forse preghiera. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Insieme ad altri, a molti....sento il bisogno di guardare il mondo con bontà.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-6963244593345854972?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/6963244593345854972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/06/guardare-il-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6963244593345854972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6963244593345854972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/06/guardare-il-mondo.html' title='Guardare  il  mondo'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-9204980083791366909</id><published>2009-06-07T20:47:00.009+02:00</published><updated>2009-06-07T22:23:23.898+02:00</updated><title type='text'>Incontro un nuovo malato (2° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Marzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appuntamento alle quattro e mezza. L'infermiera è puntuale; un caffè insieme poi qualche parola ancora, per saperne di più. Entriamo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' gente affabile, semplice. La stanza risulta subito stretta, qualcuno deve rimanere in piedi. Letti, armadi, mobili, la tele, sul comò tante medicine. Lui steso di schiena, oppresso dalla sua mole, a stento muove testa e braccia, i lineamenti sottili del viso persi in un gonfiore che cancella la forma del collo. Mani e gambe esili. L'immobilità e la conformazione attuale del corpo rendono problematica la raccolta delle urine. Spesso è scoperto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono altre stanze, ma in questa batte il cuore della famiglia: qui in tre passano il giorno e la notte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parla la madre, il padre, poi la madre, la madre, il padre: poi la madre, parlano di lui malato, della sua malattia, del "suo" ospedale, dei medici, sanno come lui si sente, come sta, cosa vuole. E' un muro che sale. Eppure troverò il modo per fare breccia. Ora si ascolta soltanto, al più si fa un cenno. Il figlio malato ha 32 anni, anche prima viveva in casa. Vorrei essere nei suoi pensieri, come me ascolta in silenzio, ma lui per la centesima volta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Penso ai genitori così stanchi, alla loro necessità di parlare in continuazione, a questa affettuosa inconscia violenza. Giorno e notte, pesantissimo lo stress che sopportano, forse per questo non si rendono conto che si ha bisogno anche di stare zitti. Ma il silenzio ti è amico se sai da dove viene e dove riporlo in te; forse a loro porta ricordi ora insostenibili, forse racconta già un domani col quale non hanno ancora fatto pace. Sei davanti alla sofferenza, davanti a un mistero; vorresti essere capace di un' umiltà più profonda, sono io a dover etare zitto qui ad ascoltare soltanto. Questa gente ti affascina, in un lampo di tempo ti insegna la vita, le vuoi bene, anche se a tratti la vedi guardinga, quasi gelosa del proprio dolore. Ti ritrai, aspetti, è l'intimità dell'anima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il telefono. Ne intuisco immediatamente la preziosità: la signora si avvia verso un'altra stanza per riapondere e ..."risponderà" per oltre venti minuti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro Sandro, così ho avuto la sorpresa della tua voce inaspettatamente argentina. Mi hai accennato alle tue esperienze di questi ultimi quattro anni, al volto che il tumore ti aveva deformato e che ora, dopo l'intervento al capo, si è un po' ricomposto. Tu sai tutto della tua malattia ma, a parte quella, mi dici che il tuo corpo è sano e non capisci perchè adesso le gambe non si muovono più. Poi il discorso scivola sulle colline piacentine, sugli allevamenti, sulla scelta del nucleare, la disoccupazione in Europa, i tuoi studi; tutti e due abbiamo bisogno di ascolarci. Una carrellata a briglie sciolte, con un papà che tentava di intervenire ma che avvertiva il piacere di vederti tanto infervorato nel discorso. La telefonata è finita. La mamma è contenta perchè ti vede quasi sorridere, mentre parlava sentiva il tono vivace della tua voce. Sono le 7 e dieci. Devo andare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cammino verso casa: lampeggia un semaforo, la gente, le vetrine come al solito. Tutto è faticoso e incerto: i suoi occhi, le sue chiusure improvvise, ciò che non dice mi resta dentro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;( Continua )&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-9204980083791366909?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/9204980083791366909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/06/incontro-un-nuovo-malato-2-di-quaderno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9204980083791366909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/9204980083791366909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/06/incontro-un-nuovo-malato-2-di-quaderno.html' title='Incontro un nuovo malato (2° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7321137982127146078</id><published>2009-06-03T16:35:00.012+02:00</published><updated>2009-06-07T20:46:30.836+02:00</updated><title type='text'>Bus  90</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono sulla 90, tutto tranquillo, corsia preferenziale, è l'ora del rientro a casa. Una voce in breve si distingue, prevale sulle altre, una si contrappone, diventa un alterco, i toni si fanno aspri, le parole volgari. Non si capisce cosa sia accaduto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un vecchio, seduto e giornale aperto davanti; è "bianco", vestito da "bianco", lo spazio di due sedili più in là un vecchio in piedi all'uscita del bus: è "nero", vestito come può.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intorno bianchi e neri zitti, siamo allibiti, ferisce vedere due persone unite dalla vecchiaia e il loro reciproco infierire, quegli insulti così affilati appaiono contro natura, ognuno mentre li scaglia e li restituisce, fa a pezzi la propria dignità. Attimi di costernazione e di tensione: zitti a imparare dai vecchi come ci si può odiare. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Anch&lt;/span&gt;' io sono vecchio. Sono bianco, vestito da bianco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' sceso, riemerge il solito brusio del parlare, il calore umano che riscalda.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche da bambini, ricordo, c'era violenza, perché è innata nell'uomo. Tutti avevamo la forza di "mollare un pugno in faccia all'altro", prima della forza però dovevi aver maturato nell'animo la decisione di fargli del male: maturare, sì come i frutti, che non maturano in un attimo. Già prima, nel tempo che hai alle spalle, giorno dopo giorno, se lo dai, è maturato quel pugno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- "..custodisci sopra ogni cosa il tuo cuore, fluisce dal cuore la vita." (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Prov&lt;/span&gt;.4, 18-23)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7321137982127146078?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7321137982127146078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/06/bus-90.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7321137982127146078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7321137982127146078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/06/bus-90.html' title='Bus  90'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-2516767055779491919</id><published>2009-05-26T11:33:00.015+02:00</published><updated>2009-05-26T23:02:22.937+02:00</updated><title type='text'>L'età  della  pensione  (1° di Quaderno di Lavoro)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Appena varcata la soglia dell'età pensionabile, "il riposo", a volte, si riveste di un fantasma: la possibile inutilità della vita. A tratti l'esperienza conosce lo sconforto: ieri al "centro" delle cose, l'agenda fitta di impegni, la conversazione, gli incontri frequenti, forse un certo "prestigio", ora, solo, tra persone al cui mondo non appartengo più. Altri hanno occupato il mio posto e ne sono divenuti il naturale riferimento. Patisci il ridimensionamento delle attività e delle azioni, delle parole ora prive del peso che manifestavano nella società: resti attonito, devi capire che cosa rincorri, che cosa ti è sfuggito di mano. Vorresti ancora agire, fare, invece è l'immobilità,il disorientamento, la noia. L'età della pensione insomma, può farci rischiare lo spavento del vuoto, e non sempre è facile pensare che il vuoto attende da te d'essere colmato. Ti rendi conto che non puoi venire a patti: gli svaghi, lo sport, la cultura, gli hobby, i lavoretti utili, prima devi andare alla radice poi tutto può essere accettato e vissuto positivamente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tante opportunità dunque, anche piacevoli e utili, ma insufficienti a soddisfare l'esigenza divenuta ancor più pressante, concluso ormai il lungo percorso professionale della mia vita: aprirmi agli altri in una relazione di pace, di bene, in un amore che per sua natura va condiviso nella concretezza del quotidiano, nella festa come nel turbamento della sofferenza, anche di quella più estrema.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il quadro che ho tentato di tracciare, può forse azzardare una prima risposta di base alla domanda "perché il volontariato ?". Personalmente la risposta è intimamente intrecciata alla Fede Cristiana, ma non è qui il caso di trattarne. Mi pare importante mettere in luce come ognuno custodisca in sé convinzioni personali, e come la scelta di impegnarsi in un volontariato in linea con queste, divenga la congiunzione naturale tra due stagioni di vita tanto differenti. Eventualità non frequente: offre l'occasione di essere concretamente fedeli alle ragioni di vita che ciascuno ha maturato o ha sempre custodito in sé.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sono avvicinato alla "Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori" in modo del tutto occasionale, attraverso il passa-parola. Ho incontrato Renzo, amico dalla giovinezza, che non vedevo da anni e subito si è riaccesa la scintilla vivissima della prima amicizia. I ricordi del dopo guerra, della "S. Vincenzo alle case minime" di Bruzzano (ora demolite) che frequentavamo insieme: un ghetto, un alveare di "poveri" (il fallimento di certa edilizia popolare). Con le famiglie però si diventava "amici", ma rimaneva in noi un disagio. La povertà degli altri non smette di interpellarci. Renzo mi diceva che ancora adesso vive la stessa sensazione quando, a nome della "Lilt", consegna alle famiglie disagiate dei malati terminali (non più "case minime", semplicemente la nuova povertà) la busta del sussidio mensile. Da qui a farmi spiegare che tipo di volontariato svolgeva, chi è il volontario domiciliare, cosa si intende per accompagnamento di un malato terminale di cancro, i problemi e gli atteggiamenti del malato e dei familiari, il coinvolgimento nel gruppo di volontari cui si partecipa, la presenza della psicologa, i contatti con l'infermiera e l'oncologo, ecc. è stato un tutt'uno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sorpresa e la novità di questo nuovo modo di spendere il tempo, ha fatto subito breccia nel mio interesse; però l'adesione è stata ponderata nel tempo e in dialogo con mia moglie Elena. Importante decidere insieme i nostri impegni, e bello condividerli spiritualmente nell'impostazione di vita che ognuno sceglie, pure in settori differenti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Col tempo affiora la consapevolezza di quanto la gratuità del volontariato abbia favorito anche un'apertura, una libertà rispetto al tipo di rapporti sociali ed economici peculiari nel mondo del lavoro, necessari alla mia famiglia e che mi hanno interessato, ma anche costretto alla inevitabile monotonia di alcuni aspetti ripetitivi e di interessi necessariamente circoscritti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando è iniziato il tempo che si prospettava a mia totale disposizione, si è fatta avanti una considerazione di carattere generale: se la vita è importante, "quale il senso del tempo che mi appartiene?", "quale nuova responsabilità ne scaturisce?", e ho sentito la necessità di mettermi alla ricerca di una mia nuova collocazione, di un modo nuovo di stare con gli altri,...forse, a motivo di quanto ho già accennato, di un modo nuovo di pregare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con il pensionamento si entra ufficialmente nella categoria di persone la cui vita, nella considerazione degli altri, è tallonata dalla parola "ormai", che con cortesia ironica si accompagna alla "piccola" falsità di parlarti, anche più in avanti negli anni, di "aspetto giovanile", di "età matura":"vecchio" - "vecchiaia", mai. Chissà se è soltanto cortesia, priva di qualsiasi autodifesa,...ma a chi è più in là negli anni spetta d'essere più comprensivo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi pare di accogliere con serenità il fatto che l'età ridimensiona molte prospettive della vita, lasciando spazio a ciò che maggiormente preme. Ad esempio la dimensione spirituale sembra permettere maggiore comprensione di tutta l'esistenza, e maggior speranza. Il tempo vissuto nel bene (offerto e accolto) passa, non fugge, e resta amico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da sei anni ho il privilegio di praticare questo volontariato, e fin che la necessaria attitudine lo consente, l'intenzione è di continuare. Ho tracciato qualche esperienza personale del mio percorso verso il volontariato, semplicemente per presentarmi, prima di offrire agli altri la lettura di questo fascicolo: non vorrei tuttavia banalizzare o enfatizzare il problema di chi dal lavoro è prossimo ad "entrare" nel "suo" tempo libero, o di chi vi è già immerso e, tanto meno, additare il volontariato come "la" soluzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"L'età della pensione" è argomento vasto per le reazioni che l'impatto sempre repentino, anche se atteso, opera nella vita di una persona. E' importante coglierne l'aspetto spirituale, che non ritengo però unico. Considerata la complessità del problema, oltre l'aspetto più strettamente personale, non si possono sottovalutare le risorse familiari, affettive e culturali, lo stato di salute, i bisogni autentici ed il livello economico, l'ambiente ecc. occasioni ed aspetti entro i quali si colloca questa esperienza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella singolarità della propria situazione, soltanto ad ogni persona spetta la libertà e la responsabilità di decidere come vivere il tempo della pensione, e talvolta, di sostenere il peso di un contesto concreto che non consente scelte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-2516767055779491919?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/2516767055779491919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/leta-della-pensione-1-di-quaderno-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2516767055779491919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/2516767055779491919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/leta-della-pensione-1-di-quaderno-di.html' title='L&apos;età  della  pensione  (1° di Quaderno di Lavoro)'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-8323064507777273858</id><published>2009-05-24T14:19:00.004+02:00</published><updated>2009-05-24T14:43:15.293+02:00</updated><title type='text'>Pensieri  estranei</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sono in Comune per una multa, risale a febbraio ma è arrivata soltanto adesso, a fine maggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- dico al vigile "non ho trovato copia del verbale sotto il tergicristallo.."&lt;br /&gt;- " L'avranno rubata, sa i ragazzini,...del resto non siamo obbligati."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- " ma almeno un avviso al domicilio per poter controllare subito, a distanza ragionevole di tempo.."&lt;br /&gt;- " Signore, non siamo obbligati."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- "...nessun testimone.."&lt;br /&gt;- " Signore è la Legge, non siamo obbligati."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- dico un po' sfiduciato " allora teoricamente potete inviare multe a volontà, noi non possiamo dire niente e dobbiamo solo pagare !"&lt;br /&gt;- Mi guarda, si stringe nelle spalle e in tono bonario..."in certo senso si.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- "70 euro, posso pagare qui ?"&lt;br /&gt;- "No al piano di sotto, la cassa è aperta sino alle 16,30."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- "Grazie, buongiorno."&lt;br /&gt;- non penso a un senso di colpa, forse per consolare la mia perplessità "..sa, la Legge è Legge.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perfetto, è la verità.&lt;br /&gt;E adesso, perché mi viene in mente Alfano ?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-8323064507777273858?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/8323064507777273858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/pensieri-estranei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8323064507777273858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/8323064507777273858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/pensieri-estranei.html' title='Pensieri  estranei'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4718236813659643768</id><published>2009-05-13T21:34:00.008+02:00</published><updated>2009-05-16T21:51:28.092+02:00</updated><title type='text'>Fatti  di  ieri  e  di  oggi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A tre mesi dalla morte di Eluana riecheggiano espressioni dure... qualcuno ha ucciso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nulla tolgo né aggiungo al mio scritto del 20 aprile scorso su questo blog.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi tento solamente di sondare l'animo con cui Ambrogio, vescovo della mia diocesi nel 4° secolo, ha scritto "..ogni volta che si tratta di uno che è caduto, concedimi di provare compassione e di non rimbrottarlo altezzosamente, ma di gemere e piangere, e così, mentre piango su un altro, io pianga su me stesso." (La penitenza). E' preghiera, formazione cristiana concreta nel quotidiano della mia giornata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E di altro voglio parlare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sabato 9 maggio la signora Pinelli e la signora Calabresi si sono incontrate. Sono felicissimo, ci si può ancora entusiasmare, si può ancora esultare per qualcosa che succede.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non solo un incontro, un sorriso a cuore aperto, una stretta di mano scambiati, ma un ritrovarsi dopo 40 anni. Qualcuno allora aveva ucciso, e le due donne si confidano che sono passati 40 anni senza rimbrotti, anzi di attesa di questo giorno, scoprono che per 40 anni hanno condiviso inconsapevoli la stessa solitudine, la stessa sofferenza, lo stesso desiderio di conoscersi e di abbracciarsi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quel "filo rosso" che le divideva l'abbiamo creato noi, la società in cui viviamo, noi per tanti anni le abbiamo tenute lontane l'una dall'altra.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4718236813659643768?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4718236813659643768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/fatti-di-ieri-e-di-oggi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4718236813659643768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4718236813659643768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/fatti-di-ieri-e-di-oggi.html' title='Fatti  di  ieri  e  di  oggi'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-1069019971877576518</id><published>2009-05-10T16:24:00.010+02:00</published><updated>2009-05-17T18:11:14.375+02:00</updated><title type='text'>QUADERNO  DI   LAVORO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Q U A D E R N O d i L A V O R O &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;di&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Luigi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Covini&lt;/span&gt; e Luca &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Erizzo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Volontari domiciliari &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;LILT&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Sez&lt;/span&gt;. Provinciale di Milano&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;"Non lasciare solo un uomo con la sua morte"&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;(E. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Levinas&lt;/span&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sembra bello prima di iniziare a trascrivere il Quaderno, offrire ospitalità alle parole di una persona amica. Abbiamo fatto strada insieme, a volte con divergenza di vedute ma sempre in sincero reciproco ascolto. Come il suo solito parole scolpite, sobrie, nulla in più.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;" Colloqui, incontri, riflessioni; questo il filo rosso che lega le pagine del Quaderno di Lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Colloqui come dialogo con l'altro, che in questo caso veste i panni di un malato terminale e che si concretizza, di volta in volta, in un nome, in un viso, in uno sguardo, in un corpo, in uno spazio e in parole che dicono chi è e chi siamo, che parlano della vita, delle speranze e dei valori che ci conducono nell'esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Colloqui come dialogo con &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;sé&lt;/span&gt; stessi, con quella parte di noi che ci interroga sul senso e sul significato da attribuire a scelte, professionali e non, e che per fortuna non trova mai una risposta definitiva ma si arricchisce di giorno in giorno di una nuova umanità, di un sentire più attento e rispettoso dell'unicità dell'altro, del "diverso da noi".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Incontri come possibilità di creare un tempo e uno spazio, reali ma soprattutto interiori, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;perché&lt;/span&gt; l'altro possa svelarsi, per quel che ritiene di poter fare, con tempi e modi che gli siano confacenti, tempi e modi che permettono a chi gli sta accanto di accoglierlo senza fretta, con partecipazione e sensibilità.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Incontri come terreno in cui riconoscere quanto ci accomuna con l'altro- banalmente, di "cuore", "carne", e dello stesso destino comune sono fatti tutti gli uomini- e come questo "quantum" comune prende forma e corpo, diventa unico nell'altro e in noi stessi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Incontri come terreno in cui poter sostare, semplicemente stare, disponibili a farci raggiungere dalle impressioni, dalle emozioni che l'altro suscita in noi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Riflessioni come opportunità di ripercorrere, col pensiero e col ricordo, il breve tratto di strada percorso insieme, di apprezzarne il valore, di custodirne il segreto, per far sì che possa diventare terreno fecondo per un nuovo incontro.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;Lucia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Floridia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;Psicologa consulente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Lilt&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Sez&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Prov&lt;/span&gt;. Milano&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;= . =&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una esperienza nuova, i miei malati, l'imprevisto o un semplice evento, possono offrire motivo di riflessione, e butto liberamente nel computer le parole come vengono. "Pensieri rari e limitati" è il titolo che ho dato al file: è il nuovo cassettone che ha sostituito quello delle vecchie case, si ripone tutto ciò che al momento non serve, ma che non si vuole buttare perché in qualche modo lo si porta nel cuore. Poi, nei momenti di quiete, ci si siede accanto e si attingono i ricordi messi alla rinfusa, e comincia la cernita secondo l'argomento che preme: ho ritrovato, ho scartato, ho suddiviso; ho riscritto, perché intanto altra vita, altre esperienze si erano posate su quei "Pensieri rari", e allora li ho rielaborati nel tentativo, per me impossibile, di formularli in un senso compiuto, o almeno più esteso.....ma mi accorgo che i miei pensieri sono rimasti "limitati".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nome del mio file lo conservo intatto, è il più appropriato. Devo ammettere che mi è utilissimo ripercorrere il modo in cui sono state vissute (da me e dagli altri) le esperienze che mi hanno arricchito; la vita vissuta e condivisa è un punto fermo di riferimento, un tracciato che privilegia il confronto e la discussione, naturalmente a patto di ricollocarla nella diversità del contesto attuale e confrontarne i contenuti essenziali. Questo Quaderno propone una raccolta semplice di riflessioni e di comportamenti assolutamente personali (perciò contestabili), di un volontario domiciliare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quale ruolo può svolgere il volontario accanto alla persona che si avvia verso la morte ?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vedo malati approdare a situazioni estreme come a un mondo del tutto inatteso, stupiti, privi di motivazioni che diano un senso a ciò che sta accadendo. La vita può scorrere nella "normalità" di un quotidiano che esclude l'idea della fine. Ma la domanda prima ignorata rimane sempre in agguato : &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;"Perché ?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Propongo questo quaderno come contributo a partecipare risposte, per quanto imparziali e incomplete; è un invito rivolto agli amici volontari ad aggiungere pagina a pagina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;Luigi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Covini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;P.S.= Ringrazio le molte persone che mi hanno aiutato ad approfondire (nel limite che mi è concesso) gli argomenti trattati, e colgo l'occasione per manifestare il mio affetto e la mia gratitudine alle amiche e agli amici dell'Unità di Cure Palliative della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Sez&lt;/span&gt;. Milanese, nella quale ho operato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ringrazio l'amico Luigi per avermi offerto da leggere in anteprima i suoi appunti,e di avermi chiesto osservazioni e commenti, che egli ha voluto gentilmente aggiungere al suo testo; spero che siano stimolo agli altri colleghi del nostro lavoro per partecipare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;anch&lt;/span&gt;' essi a questo quaderno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;Luca &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Erizzo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-1069019971877576518?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/1069019971877576518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/q-u-d-e-r-n-o-d-i-l-v-o-r-o-di-luigi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1069019971877576518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/1069019971877576518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/q-u-d-e-r-n-o-d-i-l-v-o-r-o-di-luigi.html' title='QUADERNO  DI   LAVORO'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-7432150319915277773</id><published>2009-05-08T16:54:00.007+02:00</published><updated>2009-05-25T14:36:03.413+02:00</updated><title type='text'>Presentazione  del  QUADERNO di  LAVORO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nel breve profilo di apertura di questo blog, ho annunciato di essermi occupato dei malati terminali. La mia scelta trova ragione nel rapporto diretto con la persona del malato terminale, cioè nello stargli accanto per il tempo che resta della sua esistenza&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho scritto di malati e di riflesso anche di me: impossibile diversamente, al loro fianco cambi, diventi qualcuno che non eri prima. Anche la preghiera cambia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;perché&lt;/span&gt; ho cominciato a scrivere, era un bisogno, di certo ho scritto per me non per gli altri: l'intento non era "raccontare storie", ma parlare di donne e uomini alle prese con esperienze inattese, definitive nella loro attualità, dentro le famiglie, dentro gli intrecci di vita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho scritto per avere la possibilità di rileggere, di verificare i fatti, il pensiero e le sensazioni del vissuto recente, per approfondire. Ed anche perché è liberazione da un peso che hai dentro, è aiuto a riordinare la consapevolezza di una situazione, a riappropriarti della serenità interiore che il malato attende da te, come dono prezioso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Quaderno, arricchito dalla collaborazione del collega e amico Luca, abbraccia un arco di tempo (12-13 anni) che può considerarsi storico per la svolta epocale impressa all'assistenza del malato terminale dalle nuove terapie della Scienza delle Cure Palliative, e dalla realizzazione di strutture pubbliche e private di accoglienza dei malati (H0&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;spices&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo aver attraversato questa esperienza e averne sintetizzato i contenuti per me più significativi, ho scelto di aprire la condivisione di pensieri e di emozioni a tutto il resto della esperienza quotidiana. Il blog mi appare strada privilegiata in quanto permette a chiunque di scrivere e comunicare con facilità, in un clima di libertà rispettosa e responsabile, il proprio contributo di esperienza, il proprio commento favorevole o contrario a quanto ha letto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Quaderno di Lavoro potrebbe allora rappresentare punto di incontro, di condivisione o di contrasto ma sempre di approfondimento e di intesa spirituale, appunto diventare un Quaderno di Lavoro comune,partecipato a coloro che si sono interessati o hanno inviato un commento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A tutti, anche a chi esprimesse posizioni che personalmente non sostengo, darò il mio benvenuto per la cortesia di avermi letto e visitato. Con questo intendimento riporterò (fedelmente, cioè come ho scritto ogni giorno) il testo del "Quaderno di Lavoro", alternandone tuttavia gli articoli a quelli della quotidianità. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-7432150319915277773?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/7432150319915277773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/presentazione-del-quaderno-di-lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7432150319915277773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/7432150319915277773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/05/presentazione-del-quaderno-di-lavoro.html' title='Presentazione  del  QUADERNO di  LAVORO'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-4988294708928017487</id><published>2009-04-30T08:59:00.004+02:00</published><updated>2009-05-04T19:48:08.863+02:00</updated><title type='text'>Due  sguardi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;L'ultima degli otto. Capita a volte che ci fissiamo, lei in silenzio, le parlo. Nel suo silenzio, nel suo sguardo la maestà inconfutabile dell'innocenza, non c'è timore, "non può accadere che l'amore si interrompa".&lt;br /&gt;Scintilla,è il nome segreto tra lei e me da quando era piccolissima, ma ancora non lo conosce, è un folletto di vita, di novità, qualche riserva per la schiena dei nonni. Scintilla, sino a sfinirti, fino a sperare un po' di riposo e appena partita a sperare di riaverla presto. Improvvisamente lascia i giochi, corre, si abbarbica alle mie gambe: poche coccole poi via di nuovo, ma è sempre il suo sguardo a imprigionare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occhi belli, invincibili, spalancati all'innocenza, mi fissano sereni. Lo sguardo limpido di una bambina non inizia nei suoi occhi e neppure si esaurisce nei tuoi, viene da e va oltre. Ogni volta è annuncio, richiesta di fedeltà; innamora e disorienta, se sai ascoltarlo da quelle parti è vicino il confine di Dio. Un dono, una speranza che si dilata oltre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però fra i riccioli di questi "piccoli angeli" qualche diavoletto, da latte anche lui come i denti, c'è e punge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'anno dopo ancora dai nonni per dieci giorni. Luglio in montagna. Un anno in più, è un pochino cambiata. Anche il nonno quest'anno, un po' stanco. In casa un giorno l'ho ripresa, ma ho esagerato nel tono della voce, nella durezza dell'espressione e tutto è accaduto in un lampo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è fatta seria, ho visto i suoi occhi ancora spalancati ma sorpresi, poi dilatarsi increduli e subito contrarsi, farsi piccoli, scuri, occhi spaventati, ormai di paura. Piange forte, giù dalla panca e di corsa dalla nonna. In fondo al corridoio fratellino e nonna in piedi, sorpresi, muti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono allibito, proprio a lei "è accaduto" ciò che "non può accadere" e...proprio io.., ma non ho tempo di pensare a me. A passi calmi in camera, la chiamo con particolare dolcezza, con il suo nome vero, le accarezzo i capelli,...."vieni col nonno a fare un gioco bello ?".  Subito fa sì col capo, non piange più e alza la piccola mano a incontrare la mia, e insieme, insieme camminiamo ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritagliare quadratini da cartoni di colore diverso, sceglierne uno dalla ciotola e appoggiarlo al foglio bianco e tenerlo fisso con un ditino; la mano libera afferra la lista sottile di scotch che il nonno le porge e incolla. Poi un altro e ancora. Adesso stiamo decidendo che cosa comporre di nuovo, il bosco, il mare, una casa... occhi belli, invincibili, spalancati all'innocenza....un foglio l'ho conservato, è appeso qui al muro vicino alla mia scrivania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per mesi ho sofferto. Ho fiducia che Scintilla e  fratellino sapranno andare oltre lo sbaglio del nonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dimentico i "due sguardi", ma è il primo a occuparmi il cuore e l'anima, quello del bene, quello vicino al confine di Dio, è da lì che, ormai adulti, i miei nipotini leggendo queste parole scritte dal nonno, sorrideranno affettuosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dovunque io sia, ci vorremo bene.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-4988294708928017487?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/4988294708928017487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/04/due-sguardi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4988294708928017487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/4988294708928017487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/04/due-sguardi.html' title='Due  sguardi'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-6783894206897376218</id><published>2009-04-20T20:35:00.009+02:00</published><updated>2009-04-23T18:15:23.252+02:00</updated><title type='text'>Settimana  Santa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;La Settimana Santa pone molte domande esistenziali, tra queste una di base: tu credi ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno può rivolgere parola al Signore se non l'ha prima ricevuta da Lui, forse in modo inconsapevole, a volte in un'esperienza più viva. Quando ciò accade mi pongo in ascolto della "mia" preghiera prima di esprimerla, a volte correggo il mio primo pensiero, l'atteggiamento dell'animo, soltanto dopo la presento. E mi domando se posso dirla "mia" o se tutto non sia soltanto presenza, quasi passaggio dello Spirito in ciascuno di noi, nell'animo e nell'intelligenza spirituale di cui ci è stato fatto dono. Resta tuttavia per ognuno il grande spazio della libertà, il discrimine dove contrastare o aderire (fosse soltanto per una fede che non sia solo formale, e che diventa sempre più consapevole nella concretezza del vissuto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il richiamo a questa responsabilità di decidere la vita, come una eco alla liturgia lungo il cammino della Settimana Santa, scelta di adesione intima, sincera e libera e perciò vincolante. Scelta inseparabile dall'impegno di fedeltà a Lui, dall'accettazione del suo perdono gratuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tante parole ho ascoltato, da perdizione fino a gloria eterna, ma non è decisione scontata, né facile, e neppure può essere risposta esaustiva ad ogni sofferenza, perché la fede non discende dal dolore, né dalla paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo, con parole pacate, di questo si tratta: Un processo pilotato (può accadere anche ai nostri giorni), pareri discordi, inganni, ricatti; comunque un uomo è finito giustiziato, e comunque è finito. Poi all'improvviso il racconto si stravolge, tutto diventa inimmaginabile: è resuscitato ! " e tu, che nel quotidiano del mondo e della tua vita incontri questa contraddizione, l'incomprensibilità di certe esistenze e morti, i grandi scandali, il volume di odio e di rapina di tutto,.....che incontri la capacità di amare e di soffrire e di aiutarsi e di perdonare, di uomini e donne, e di pregare&lt;br /&gt;tu...Credi ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorna ogni giorno la domanda, anche a chi risponde "si", ed ogni giorno attende risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù, Tu solo puoi dire a ciascuno di noi la verità della sua risposta, da ciascuno di noi accogli ancora la preghiera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"Signore aumenta la nostra fede"&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-6783894206897376218?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/6783894206897376218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/04/settimana-santa.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6783894206897376218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/6783894206897376218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/04/settimana-santa.html' title='Settimana  Santa'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7680616593306685011.post-5216312209687198288</id><published>2009-04-09T14:50:00.006+02:00</published><updated>2009-04-11T09:00:05.301+02:00</updated><title type='text'>Mario  Chiesa,  17 anni dopo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Ogni evento, ogni atto esteriore scompare al suo stesso apparire, è passato, eppure qualcosa di invisibile permane in ognuno di noi, ci plasma e nel tempo ci fa ritrovare diversi. La goccia sulla stalagmite scorre e impercettibilmente modifica, scandisce il tempo e crea. Per noi non le gocce, le scelte che operiamo ci modificano, scelta dopo scelta nel bene o nel male (*), ad ogni attimo, scandiscono il tempo e ci modellano come saremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo anni per caso ci si rivede. A volte è un abbraccio caldo di gioia, a volte un incontro di occhi che sfidano il viso dell'altro, scrutano le rughe, la stanchezza, il vestito che porti. "Come stai?" e poi nulla. Non scruta se c'è bellezza, gioia sotto le rughe, non coglie un sorriso di fiducia forse nella  povertà, dentro il dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si rivede, ma non possiamo illuderci di essere uguali a prima, quel sedimento invisibile si è depositato, siamo mgliori o peggiori, mai uguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tuo arresto, le tue parole sfrontate, la disonestà pianificata "...qui dobbiamo rubare a manetta...è venuto fuori un casino...non ti preoccupare, ho già trovato la quadra.." (Corriere 2.4.09).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi hai dato un grande dolore, mi hai pugnalato la speranza. Di molti, non solo mia. La Legge non ti punirà per questo. E tu ti assolvi ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo ormai ti volevamo bene. La tua pietra smossa aveva fatto staccare la frana, enorme per l'Italia, l'hanno chiamata "Mani Pulite", ma tu avevi collaborato, restituito il mal tolto, scontato in prigione, insomma eri il simbolo del cittadini riabilitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro smarrimento dunque, e tuttavia la speranza ferita non muore ("Più forte della morte è la vita"), io voglio sperare ancora che l'uomo, il mondo, la mia città diventeranno migliori. Potessi però toccare la speranza che si incarna in una pesona, pensarla nello spirito e ammirarla anche negli occhi di un uomo, sentirla viva nella sua voce, in una stretta di mano. In fondo ne hai ancora l'occasione, tu sei un simbolo, e il tempo ti dona ancora la libertà di scegliere il bene o il male, di recuperare il tuo passato nel giudizio che ora ne dai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi hai mille preoccupazioni, eppure queste non sono divagazioni, non è secondario intrattenersi con sè stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accusarsi, assolversi ? Davanti a te solo, davanti al Dio in cui credi. Scelta, decisione come tutte, "lascerà in te e in noi qualcosa di invisibile" e ci ritroveremo di nuovo...cambiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a tuo favore hai il tempo, quella goccia che cade...e ti sia benefica fratello, ne hai la possibilità, perchè il tempo, se vogliamo, ci è amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;(*) Custodisci sopra ogni cosa il tuo cuore, fluisce dal cuore la vita (Prov.4, 18-23)&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7680616593306685011-5216312209687198288?l=ilsilenzioeleparole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/feeds/5216312209687198288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/04/mario-chiesa-17-anni-dopo_09.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5216312209687198288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7680616593306685011/posts/default/5216312209687198288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsilenzioeleparole.blogspot.com/2009/04/mario-chiesa-17-anni-dopo_09.html' title='Mario  Chiesa,  17 anni dopo'/><author><name>luigi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03582990822747303849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
